ago 04 2009
Un’operazione condotta nel Regno Unito svela la brutalità e il disprezzo dei diritti umani e civili che nascono dalla malsana e probabilmente illegale collaborazione fra F.A.C.T. (Federation Against Copyright Theft) e polizia inglese.
Il 27 luglio 2009 la polizia inglese, supportata da membri della FACT, un’associazione finanziata dalla MPAA, ha compiuto un’irruzione a casa del proprietario del sito informatico filesoup.com, il forum più antico delle comunità BitTorrent. Si tratta di un sito che ospita, appunto, un forum: non si tratta di un tracker BitTorrent, non si tratta di un indicizzatore di file torrent, non si tratta di un motore di ricerca di file di qualsivoglia tipo, non si tratta di un servizio di file hosting. Il sito è privo di scopo di lucro e prosegue la sua attività amatoriale da anni e anni senza il supporto di banner pubblicitari o di altri finanziamenti commerciali.
Il mandato è finalizzato alla ricerca di “Evidence in relation to the illegal distribution or illegal filesharing of copyrighted films however held, whether electronically or otherwise. Also any evidence in relation to payments received relating to the illegal distribution or illegal filesharing of copyrighted films held whether electronically or otherwise” [Evidenza correlata alla distribuzione illegale o al filesharing illegale di film protetti da copyright comunque detenuti, in formato elettronico o altro. Inoltre qualsiasi evidenza correlata a pagamenti ricevuti concernenti la distribuzione o il filesharing illegale di film protetti da copyright detenuti in formato elettronico o altro].
Secondo la sua stessa pubblica testimonianza, riportata qui, il proprietario del sito, noto in Internet come Geeker, è stato tenuto in stato di fermo per oltre 7 ore presso una cella della locale stazione di polizia con la motivazione: “sospettato di aver scaricato film protetti da copyright”.
Durante le 7 ore, a Geeker è stato negato il diritto di fare una telefonata e ufficiali di polizia hanno esercitato pressioni per indurlo a firmare dei documenti concernenti la lista del materiale sequestrato senza la presenza di un avvocato. Inoltre, il materiale riportato nell’elenco è stato sequestrato in assenza del proprietario o di un suo legale. Geeker ha rifiutato di firmare. L’abitazione di Geeker è stata messa a soqquadro, alcuni oggetti sono stati danneggiati e il materiale sequestrato non è detenuto dalla polizia ma dalla FACT. Geeker si dovrà ripresentare alla polizia in ottobre.
Secondo la legislazione inglese, come in quella di tutti i paesi che ambiscono a definirsi democratici, soltanto in casi del tutto eccezionali, correlati al terrorismo, si può impedire ad un sospettato il diritto ad una telefonata mentre è in stato di fermo. Inoltre, in nessun caso si può costringere un cittadino a firmare dei documenti in assenza di un avvocato. Il fatto che nel documento fossero elencati gli oggetti che sono stati sequestrati in assenza del proprietario e/o di un suo legale rappresenta un’aggravante. Un’ulteriore aggravante è costituita dal fatto che l’elenco degli oggetti sequestrati è del tutto generico, non essendovi riportato alcun riferimento per l’identificazione certa (per esempio, si cita “Nokia mobile phone”, senza riferimento al modello e al numero seriale, oppure “1 x hard drive”, senza riferimento nemmeno a marca, modello e dimensione).
Apriamo una parentesi e vediamo cosa è questa FACT, da una fonte confidenziale che si occupa del monitoraggio delle attività di associazioni simili e da una fonte direttamente all’interno di FACT che per ovvi motivi resta anonima (prima che qualcuno me lo chieda ufficialmente, no, non conosco questa fonte e non so identificarla):
Il fatto che tutto il materiale sia stato dato immediatamente a FACT, che è un’associazione privata e che non può sostituirsi in nessun caso alle autorità competenti, è grave, anche perché buona parte del materiale sequestrato può contenere dati personali protetti dal “data protection act”. Ma c’è ancora di peggio: la FACT rappresenta gli interessi delle parti che si ritengono lese dalle violazioni del copyright. Pertanto, che il materiale sequestrato ai danni di un cittadino sospettato di aver danneggiato gli interessi degli stessi finanziatori della FACT sia stato affidato, per un’analisi forense, alla stessa FACT, configura un evidente quanto putrido conflitto di interesse.
Per metterla in termini più chiari: sarebbe considerato legale e appropriato che un’associazione di supporto agli imprenditori vittime di dipendenti assenteisti finanziasse, fornendo direttamente alla polizia soldi ed equipaggiamento, un’indagine su un sospettato di assenteismo scelto dalla stessa associazione? E che tutto il materiale concernente le attività personali e lavorative del sospettato venisse sequestrato ed affidato non alla polizia o agli inquirenti ufficiali, ma all’associazione degli imprenditori vittime dei dipendenti assenteisti, per permettere a questa stessa associazione di compiere intrusioni nella vita privata del sospettato e costruire un castello accusatorio?
Il caso si offre a ulteriori spunti e approfondimenti che sicuramente non mancheranno nei prossimi giorni. Per ora è d’obbligo sottolineare che siamo di fronte ad un esempio limpido e cristallino delle nefaste conseguenze che una autodefinitasi “giustizia” (parallela, sommaria e privata) può portare quando ad associazioni private che difendono interessi economici in declino di mastodontiche corporazioni, disperate per un futuro che si preannuncia per loro plumbeo, si consente di sponsorizzare le forze di polizia, mortificando i loro membri, riducendoli a sguatteri e manovali che si occupano, come possono, di seguire “la voce del padrone”, inducendoli a violare le più basilari norme concernenti i diritti umani e civili.
Il caso è inoltre esemplare anche perché dimostra che le associazioni antipirateria vorrebbero arrogarsi il diritto di infrangere qualsiasi legge, calpestare i diritti umani che consideriamo capisaldi delle democrazie occidentali, ergersi a giudici, giurie e boia, controllare come burattini i poliziotti, tutto nel discutibile tentativo di aumentare i profitti dei loro mandanti e di instillare la paura nell’animo dei clienti, come se una persona spaventata acquisisse, per qualche arcano motivo, una maggior propensione all’acquisto dei prodotti venduti dal persecutore.
La FACT ha il grande merito di aver mostrato chiaramente al mondo la vera, orrenda faccia delle associazioni antipirateria.
Sono convinto che sia un triste giorno per la democrazia nel Regno Unito, ma allo stesso tempo non riesco a togliermi dalla mente il vecchio adagio che recita “chi semina vento, raccoglie tempesta”. I soggetti che hanno innescato l’operazione e violato i diritti di un cittadino dell’Unione Europea stanno giocando con disinvoltura con alcune colonne portanti dell’ordinamento giuridico di uno stato democratico.
Il Comitato Promotore del Movimento ScambioEtico e la comunità di TNT Village esprimono la propria solidarietà a Geeker, e faranno di tutto per concretizzare tale solidarietà impegnandosi a diffondere al massimo le informazioni concernenti il caso e proponendo iniziative di supporto reale.
3 Responses
Commento by Jazzica
5 agosto 2009 alle 08:23
Ecco uno dei motivi per cui c’è tutto l’interesse a far tacere i blogger: l’informazione, non filtrata, giunge capillare e veloce in ogni angolo del globo, di sicuro notizie come questa non le sentiremo mai al TG5 & C. Questo fenomeno in rapida crescita a molti comincia a far paura.
L’incidenza delle lobby in tutti i contesti “appetibili” è forte e senza scrupoli, come leggevo recentemente a proposito dell’industria farmaceutica, in grado di produrre introiti da capogiro speculando sulla nostra salute. Ne riporto un breve periodo: “Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalties per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le loro. La censura c’è, e mentre una volta i “dissidenti” venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica. (http://www.dissensomedico.it/)
Siamo ancora uomini liberi, nonostante si faccia di tutto per impedirci di crederlo. E’ nostro dovere divulgare e informare, come dovremmo sentirci ugualmente in dovere di imparare e informarci, se vogliamo essere in grado di tagliare i fili dei burattinai e cominciare a camminare da soli!
Commento by Paolo Brini
9 agosto 2009 alle 20:53
Geeker ha pubblicato le prove fotografiche che mostrano che la F.A.C.T. è in possesso del materiale sequestrato, come riportato nella prima testimonianza e nell’articolo.
Le fotografie sono disponibili qui:
http://filesoup.com/forum/news_updates-f9-proof_of_exactly_who_has_my_seized_property_fact-t29459.html
Commento by Paolo Brini
11 agosto 2009 alle 22:57
Geeker ha informato ieri che è stato dato avvio alla procedura di reclamo formale contro la polizia.
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