Con oltre 15 milioni di brani musicali scaricati al mese e migliaia di artisti da 60 paesi, la piattaforma Jamendo è un esempio concreto di un modello di business basato sulle licenze CC vantaggioso per consumatori e musicisti.
Nata nel 2004, la piattaforma lussemburghese Jamendo (Jam session + crescendo = Jamendo), disponibile in 8 lingue, offre il download gratuito e legale di musica protetta da uno dei sei tipi di licenze Creative Commons. Recentemente Jamendo ha raggiunto i 2 milioni di utenti iscritti, oltre 22.000 album completi, 200.000 tracce musicali, quasi 10.000 artisti da oltre 60 paesi del mondo e 125.000 recensioni musicali. Una delle tante caratteristiche peculiari della piattaforma è il sapiente mix fra musica e social network: all’interno di Jamendo gli utenti possono scrivere recensioni, diventare fan di certa musica o di certi gruppi, interagire con i gruppi musicali e fra di loro, creare playlist, scambiarsi musica e segnalazioni di musica, stringere amicizie, ascoltare decine di radio in streaming e molto altro. I generi musicali presenti sono praticamente tutti quelli conosciuti.
Gli utenti possono scaricare, copiare e condividere la musica presente su Jamendo, in quanto ogni brano è protetto da uno dei sei tipi di licenza Creative Commons: in certi casi sarà possibile utilizzare la musica scaricata anche per creare opere derivate, in altri sarà invece possibile “solo” copiarla e distribuirla senza modifiche e senza scopo di lucro. Forse è superfluo sottolineare che tutta la musica presente in Jamendo è rigorosamente priva di DRM: ogni copia è semplice come un “copia & incolla”. Tutti i brani sono inoltre privi di qualsiasi pubblicità e sono disponibili nei formati MP3 e OGG Vorbis.
Tecnicamente Jamendo, che dispone di una dozzina di server, sfrutta la tecnologia BitTorrent per distribuire la propria musica. La possibilità di download “classico e centralizzato” direttamente dai server è comunque contemplata, ma si tratta di un sistema che nelle ore di punta può portare facilmente a lentezza e code per il download. Sfruttare l’infinitamente più efficiente BitTorrent risolve alla radice il problema. L’utente non deve far altro che installare uno qualsiasi dei client che supportano BitTorrent (per es. µTorrent, Azureus Vuze, Transmission, Deluge ecc.), facilissimi da usare, per poter scaricare e condividere la musica senza strozzamenti nel download (purché il proprio fornitore di connettività non filtri o blocchi illegalmente BitTorrent – se il vostro fornitore di accesso Internet blocca BitTorrent, potete segnalarcelo scrivendoci agli indirizzi presenti alla voce Contatti).
Le licenze Creative Commons rappresentano un quadro legale che da l’opportunità agli artisti di proteggere le proprie opere garantendo allo stesso tempo la possibilità per il pubblico di scaricare gratuitamente, di copiare e di distribuire senza scopo di lucro. Lo scopo è di favorire la circolazione della musica, incoraggiando lo scambio e la creatività. Come conseguenza, gli artisti godono della promozione del proprio nome e delle proprie opere. Jamendo assicura la remunerazione degli artisti fondamentalmente in 4 modi:
Tutti i compensi non passano per le mani di ulteriori intermediari. Nel modello di business di Jamendo non esistono intermediari parassiti che succhiano i compensi degli artisti. Forse non tutti sanno che quando acquistano un CD musicale “con bollino SIAE” dal costo di diciamo 20 €, di quelli un massimo di 2 € lordi e un minimo di 0,729 € arriva all’autore delle opere contenute nel CD.
Il confronto con il classico modello di copyright delle major labels musicali affiancate dalle collecting society è d’obbligo. Occorre ricordarsi (fonte: Altroconsumo) che in Italia più della metà degli iscritti SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori, una collecting society che opera in un regime di monopolio) nemmeno riesce a coprire, con i ricavi delle proprie opere, le spese per l’adesione annuale. Negli altri paesi europei, secondo lo stesso Presidente della SIAE Assumma, la situazione non sarebbe migliore. Recentemente abbiamo inoltre appreso che la SABAM (la collecting society belga, equivalente all’italiana SIAE) è al centro di un’inchiesta in cui le si contesta di essere male organizzata, di utilizzare criteri di ripartizione dei diritti incassati poco chiari e trasparenti e di non disporre di appropriate procedure di controllo interno.
Jamendo PRO
Jamendo offre soluzioni commerciali per professionisti. I locali pubblici che vogliono staccarsi dalla SIAE o da qualsiasi società di intermediazione possono ottenere, in questo modo, licenze che permettono di eseguire in pubblico l’enorme offerta del catalogo Jamendo con un risparmio molto consistente rispetto alle tariffe delle collecting societies (almeno il 50% annuo). La trasparenza del modello di ridistribuzione dei proventi di Jamendo assicura inoltre che il denaro versato confluisca davvero, in misura minima del 50%, agli artisti. Jamendo rilascia, all’esercizio che sottoscrive il contratto, un certificato di conformità legale che garantisce che nessun diritto è dovuto alle collecting societies come SIAE. Si veda anche questa risposta ufficiale della SIAE.
La musica di Jamendo potrà essere riprodotta tramite le decine di radio in streaming o tramite gli abituali supporti fisici (chiavette USB, CD, DVD, Hard Disk Drive…).
Anche coloro che hanno bisogno di musica per le proprie opere video, coloro che desiderano musica per le proprie presentazioni, documentari, film, pubblicità e qualsiasi altro contenuto, possono utilizzare Jamendo PRO con risparmi molto consistenti. In Italia la musica di Jamendo è stata usata dalla Ducati e in uno spot pubblicitario di un profumo apparso su MTV; nel mondo clienti famosi sono Skoda, France 2 (la televisione francese che ha usato musica da Jamendo per un thriller) e Arte (un canale televisivo franco-tedesco).
I benefici per gli artisti sono enormi. Un esempio su tutti: il video “The Machine is us/ing us“, che su YouTube ha totalizzato, per ora, quasi 10 milioni di visualizzazioni, utilizza la musica di Deus. Avere 10 milioni di ascoltatori è un obiettivo che può essere al di fuori della portata della stragrande maggioranza degli artisti che hanno un contratto con una major e che quindi si vedono proibire l’utilizzo della loro musica in qualsiasi sito senza preventiva, costosa e laboriosa autorizzazione.
Come scrisse due anni fa Federico Pistono, “Jamendo è più di un sito. E’ uno stile di vita, una rivoluzione culturale.”
Supportare Jamendo e le licenze Creative Commons: un’arma in più contro il copyright
La forza d’urto di migliaia di artisti che non abbracciano il copyright e di tanti altri che abbandonano le major per rilasciare le proprie opere in Creative Commons o licenze simili (Trent Reznor dei Nine Inch Nails, Moby, su Jamendo Josh Woodward e Deus) è certamente un’arma potentissima contro l’attuale regime di copyright che ha raggiunto un tale livello di perversione e di vergognosa speculazione (tanto da richiedere i diritti d’autore anche alle biblioteche per i prestiti dei libri, come imposto dalla Direttiva 2006/115/EC) da ostacolare perniciosamente la creatività e l’accesso alla cultura.
E’ possibile supportare Jamendo, ma soprattutto gli artisti in Jamendo, semplicemente ascoltando la loro musica; non è necessario pagare nemmeno un centesimo, se non se ne ha la possibilità o non lo si desidera. 2 milioni di iscritti al sito e 15 milioni di download al mese sono un messaggio forte; dobbiamo impegnarci per farlo diventare dirompente.

3 Responses
Pingback by YBlog.it
14 agosto 2009 alle 08:51
[...] Un’alternativa di successo ai modelli basati su “tutti i diritti riservati” Pubblicato in Internet&Copyright, Politica&Società da yanfry il 14 Agosto 2009[...]
Pingback by atuttonet.it
16 agosto 2009 alle 02:34
[...]Google Books aggiunge l’opzione Creative Commons[...]
Pingback by atuttonet
18 settembre 2009 alle 12:49
[...] Dovrei essere preoccupato per la pirateria? [...]
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