TNT blogNegli ultimi tempi in tanti stiamo cercando di mettere l’accento sull’importanza della Neutralità della Rete non solo per il P2P, usato fino ad oggi come arma dalle major dell’intrattenimento e della comunicazione per prolungare l’agonia del copyright creando un nuovo monopolio attraverso il controllo della rete, ma anche per l’accesso all’informazione, alla cultura e al progresso che una rete libera consente.

Alcuni giustamente dicono che quando si tratta di questi argomenti si tende ad essere troppo “tecnicistici” (esisterà? mah!) allontanando anche coloro che sono interessati a capire meglio e di più; quindi, per venire incontro a questa esigenza, provo ad affidarmi ai professionisti dell’informazione, ovvero i giornalisti, facendo un sunto di due articoli, rispettivamente del Los Angeles Times (Los Angeles California, 4° giornale degli USA per diffusione) e del New York Times (New York, 1° giornale degli USA per diffusione)… ho parlato di professionisti, non credevate mica che avrei citato giornali italiani vero?

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Il primo articolo del Los Angeles Times è del 30 agosto scorso ed il titolo, Non possiamo essere neutrali sulla neutralità della rete, porta subito al succo del discorso proponendoci le posizioni pro e contro corredate di esempi e dichiarzioni.

Ben Scott, direttore della Free Press, un gruppo no-profit che si concentra sulle questioni relative alle comunicazioni, dice:
La Neutralità della Rete è quello che ogni utente di Internet dà per scontato quando va on-line“.
Ciò significa semplicemente non ci sono portinai. Ogni consumatore può accedere a qualsiasi contenuto senza discriminazione da parte del proprietario della rete“.

Il dibattito sulla net neutrality è in sostanza un dibattito sul fatto che le società che possiedono i “canali”, attraverso i quali il flusso di dati passa, possano dettare condizioni ai siti che danno origine ai dati.

Da una parte abbiamo le società di telecomunicazioni (appoggiate più o meno palesemente dalle major mondiali della comunicazione) le quali sostengono che esse dovrebbero poter praticare liberamente prezzi diversi per utilizzi di banda pesanti come, ad esempio, i servizi di download di film.

L’associazione che riunisce i più grossi fornitori di servizi via cavo degli USA dice che il governo dovrebbe “tirarsi indietro” e lasciare che aziende come la Time Warner (società americana operante nei settori cinema, televisione, editoria, servizi internet e telecomunicazioni) e Comcast (il maggiore operatore via cavo del paese) possano decidere cosa è meglio per gli utenti di Internet, perché “il mercato ora sta operando bene per offrire agli utenti le caratteristiche e i servizi che desiderano ai prezzi che possono permettersi“.
I legislatori dovrebbero essere molto riluttanti a sostituire questa flessibilità che ha orientato il mercato con successo, con un sistema di regolamentazione intrusiva“.

Verizon Communications Inc (fornitore di banda larga e di telecomunicazioni) nel proprio sito descrive la prospettata legislazione della net neutrality come un intervento “inutile” che “potrebbe ritardare lo sviluppo dei progressi tecnologici.”

Dall’altra parte possiamo sostenere che le Telecom vogliono vendere il trattamento VIP ai fornitori di contenuti che possono permetterselo.

Diciamo che Netflix (società che offre un servizio di noleggio di DVD e videogiochi via Internet) paghi un canone agli operatori di rete in modo che i suoi film sia downloadati più velocemente sui computer degli utenti. Il risultato è che, mentre i contenuti di Netflix viaggiano sulle corsie di sorpasso, altri contenuti vengono indirizzati sulla corsia lenta.

Gli snodi di Internet sono in grado di gestire solo un certo carico di dati in un dato momento. Gli operatori di rete vogliono impostare LORO le priorità per gli utenti, piuttosto che lasciare che tutti i dati fluiscano liberamente e allo stesso modo.

Diciamo che accordi “interni” fra gestori creino un sistema di “super fornitori di contenuti” che godono di un vantaggio competitivo sui rivali a cui mancano le risorse per avere servizi più veloci: questo renderebbe impossibile per gli imprenditori anche solo entrare in un determinato mercato. Come dice Ben Scott, ciò porterebbe ad una ghettizzazione di quei contenuti di Internet [originati da coloro] che non possono pagare.

Se ricordate l’anno scorso, la FCC (Commissione federale delle comunicazioni degli USA) aveva stabilito che Comcast non poteva impedire agli utenti Internet di accedere a BitTorrent, un popolare sistema di file-sharing. Comcast aveva sostenuto che era necessario delimitare BitTorrent per ridurre la congestione della rete. La società poi è andata in appello alla corte federale contro la decisione della FCC. La causa è tuttora pendente.

La dichiarazione del nuovo presidente della Commissione federale delle comunicazioni (FCC), Julius Genachowski, sono chiare: “Una cosa vorrei dire in modo che non ci sia confusione: la FCC sosterrà la neutralità della rete e punirà qualsiasi violazione dei principi di neutralità della rete“.

L’articolo infine invita a comunicare al presidente della FCC la propria posizione in merito inviandogli una e-mail a julius.genachowski@fcc.gov.

Per il momento, il provider di servizi Internet non vi può fermare.

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Il secondo articolo, del New York Times del 29/8, Accesso e Internet entra nella discussione relativa alla neutralità della rete e lo fa schierandosi apertamente a favore della stessa, andando direttamente, senza mezzi termini, alle motivazioni della “guerra” in atto:


Su Internet, oggi, un sito Web gestito da un blogger può essere visualizzato tanto velocemente quanto qualsiasi home page aziendale.
I Fornitori di servizi Internet, comprese le principali compagnia del cavo e telefoniche, vogliono essere in grado di cambiare questa situazione in modo che possano dare la priorità alle imprese che pagano, o fare affari con loro
.

e continua indicando alcuni esempi delle possibili conseguenze del mancato rispetto della Neutralità e di quelle che si sono già verificate:

Se i fornitori di servizi Internet fossero autorizzati a scegliere tra i contenuti, sarebbe un male per tutti, tranne che per i fornitori di servizi stessi.

Gli imprenditori potrebbero rallentare o bloccare i contenuti web dei loro concorrenti. Una società del cavo i cui leader disapprovano una causa particolare, politico o sociale potrebbero bloccare i siti che supporto queste cause.

Le preoccupazioni per le reti aperte non sono limitate all’accesso a siti Web, e non sono ipotetici.

Nel 2007, Verizon Wireless ha respinto la richiesta della Naral Pro-Choice America di inviare messaggi di testo attraverso la sua rete, una decisione che Verizon dovette cambiare dopo una pioggia di critiche.

Recentemente, Apple è stata criticata per aver rifiutato un’applicazione per iPhone, Google Voice, un servizio basato su Internet che permette agli utenti di fare chiamate a basso costo senza l’utilizzo di AT & T, che ha un accordo esclusivo per l’iPhone in questo paese. Apple ha detto che sta ancora valutando l’applicazione. La Commissione federale delle comunicazioni sta indagando.

L’articolo conclude parlando dell’ottimo disegno di legge presentato al Congresso dai senatori Edward Markey e Anna Eshoo che sebbene troverà di certo forti oppositori ha nell’amministrazione Obama degli alleati che si sono dichiarati “fermamente impegnati a mantenere la neutralità della rete in modo che Internet resti come dovrebbe essere – aperta e libera“.

Articolo scritto da Yanfry su TNT Village leggermente modificato nella presentazione iniziale.
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