La manifestazione di Berlino ha riscosso un grande successo. 25.000 persone hanno manifestato contro la mania di sorveglianza e di violazione della privacy che diversi governi europei, incluso quello tedesco, stanno dimostrando. Un pessimo episodio, fortunatamente molto ben documentato, mostra come la polizia cercasse deliberatamente lo scontro fisico.

La coalizione di oltre 160 organizzazioni che ha reso possibile la seconda edizione di “Freedom not Fear – Stop the Surveillance Mania” si è mostrata molto soddisfatta del livello di partecipazione raggiunto il 12 settembre a Berlino. Secondo un portavoce, è stato possibile mostrare alla classe politica quanto elevato è il numero delle persone interessate alla propria privacy.

Il fattore più importante che ha spinto alla partecipazione è la nuova legislazione tedesca che, come ormai avviene in Italia da tempo, consente l’oscuramento di siti web e la memorizzazione dei dati personali degli utenti di Internet a scopo di sorveglianza di massa per un periodo di tempo quadruplo rispetto al minimo di 6 mesi previsto dalla direttiva europea sulla Data Retention (direttiva 2006/24/CE).

La manifestazione si è svolta con successo e pacificamente, con eccezione di un episodio di brutale violenza ai danni di inermi manifestanti cercato, provocato e voluto da alcuni poliziotti (squilibrati o con chiari ordini superiori) che sono attualmente sotto inchiesta. L’episodio è stato documentato da dozzine di testimonianze e da un filmato pubblicato su Vimeo e YouTube; grazie al filmato le autorità non hanno potuto far finta di niente. I ripetuti tentativi di una parte della polizia di trasformare la manifestazione in uno scontro violento non hanno avuto successo. Si tratterebbe dei reparti con numeri id inizianti per “2…”, tipicamente assegnati per far scoppiare la violenza in manifestazioni pacifiche ma scomode, secondo la testimonianza di un nostro contatto in Germania.

Nello spezzone sottostante potete vedere come un ragazzo venga trascinato all’interno del cordone di polizia, picchiato selvaggiamente dal branco e portato via quando i poliziotti si rendono conto che egli ha visto e ha preso nota del numero di matricola di un loro collega che aveva picchiato una donna. Il ragazzo sarà ulteriormente picchiato all’interno del furgone. Per sfortuna dei gorilla-servi di stato, il cameraman continuerà a riprendere fino ad inquadrare nitidamente anche le targhe dei furgoni.

freiheit statt angst / freedom not fear – demo 12.09.2009 from Gerd Eist on Vimeo.

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