ott 02 2009
Posted by Paolo Brini as Attivismo

Insieme alla manifestazione del 3 ottobre una risoluzione del Parlamento Europeo mette in evidenza le preoccupazioni internazionali per le potenziali violazioni delle libertà fondamentali in Italia.
Il comunicato stampa di Frontiere Digitali che abbiamo già riportato e sottoscritto e che mettiamo ora a disposizione in formato PDF esprime particolare preoccupazione per la situazione della libertà di espressione e di informazione in Italia e per le minacce che 4 diverse proposte di legge, che avanzano lentamente ma inesorabilmente nel loro iter legislativo, portano alla libertà di espressione in Rete.
Allo stesso tempo, vediamo nell’agenda del Parlamento Europeo confermata la discussione della risoluzione “Libertà d’espressione in Italia” per l’8 ottobre, e il relativo voto in sessione plenaria il 22 ottobre. I direttori di European Alternatives scrivono:
La questione della libertà e pluralismo dell’informazione in Italia è necessariamente una questione di interesse europeo. La mancanza di una risposta europea rappresenterebbe una minaccia diretta al diritto di libertà d’espressione in tutta l’Unione europea, metterebbe in pericolo i progressi compiuti nei paesi dell’ex Unione Sovietica accolti nell’Unione, e limiterebbe l’autorità di qualsiasi condanna europea verso il controllo della stampa nel resto del mondo.
Le istituzioni europee hanno l’autorità di condannare le intimidazioni alla stampa in Italia e di aprire una procedura legale secondo l’Articolo 7 dei Trattati. L’interesse che dimostrano verso la situazione in Italia non è sintomo di endemica anti-italianità, ma segnale di una forte preoccupazione per la possibile lesione di una delle libertà fondamentali su cui è costruita l’Unione Europea in uno dei suoi paesi fondatori.
Nella petizione firmata da numerosi parlamentari di tre diversi gruppi politici si legge inoltre che le preoccupazioni derivano da una potenziale violazione dell’articolo 7 del Trattato dell’Unione e dell’articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Ci sarebbero quindi, in Italia, delle anomalie in merito alla concentrazione dei media, una mancanza di pluralismo nell’informazione radiotelevisiva che limiterebbe il diritto all’informazione e un clima che limiterebbe la libertà di espressione.
Una ventina di europarlamentari dichiarano, in una lettera aperta, che l’Italia è l’unica democrazia occidentale in cui il Primo Ministro esercita un controllo diretto sui tre canali televisivi che possiede e un controllo indiretto sui tre canali pubblici, oltre a possedere numerosi periodici, riviste, emittenti radio e la più grande casa editrice del paese.
Un risoluzione del Parlamento (a differenza di una direttiva proposta dalla Commissione e approvata da Parlamento e Consiglio) non è assolutamente un documento vincolante per gli Stati Membri, ma impegna, nel caso sia adottata, la Commissione a svolgere un’inchiesta. Se, a seguito dell’inchiesta, dovessero emergere prove di violazione dei Trattati e la situazione non fosse corretta entro un tempo prestabilito, il Consiglio dell’Unione Europea potrà prendere azioni contro l’Italia (sanzioni economiche e revoca del diritto di voto nell’Unione). Se dovessero emergere violazioni della Carta dei Diritti Fondamentali, la pratica dovrebbe essere inoltre affidata alla Corte Europea di Giustizia.
Una violazione della Carta dei Diritti Fondamentali, infine, attirerebbe l’attenzione del Consiglio d’Europa, il massimo tribunale europeo al quale qualsiasi cittadino può appellarsi in caso ritenga che il proprio paese abbia violato la Convenzione, la Carta o comunque un diritto fondamentale.
Ci auguriamo che la manifestazione del 3 ottobre e la risoluzione del Parlamento provochino un’incisiva discussione e favoriscano un’ampia presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica che a loro volta impediscano, nel caso in cui il rischio fosse effettivo, violazioni della libertà di espressione, o di qualsiasi altro diritto fondamentale, in Italia.
One Response
Pingback by Mondo Digitale
5 ottobre 2009 alle 20:15
[...] Libertà d’espressione in Italia: le preoccupazioni del Parlamento Europeo [...]
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