TNT blogIl Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea ha oggi proposto uno sconcertante testo per sostituire l’emendamento 138: opzione per gli Stati Membri di sospendere il diritto a un equo processo nel perseguire i reati commessi su Internet.


Sebbene l’opzione di norma sia utilizzata in regimi dittatoriali, che il Consiglio dei Ministri la citi rivolgendosi alle democrazie europee apre la porta a legittimi sospetti sulla reale volontà di sospendere i diritti fondamentali e le garanzie costituzionali nel contesto della Rete. Si tratta di un testo che non solo rappresenta una solida base legale per autorizzare le leggi di risposta graduale, cioè la disconnessione da Internet sulla base di semplici sospetti avanzati da società private in merito alla violazione di copyright, ma che propone eccezioni inquietanti a due colonne portanti della democrazia, la presunzione di innocenza con diritto a un equo processo e la separazione dei poteri dello stato.

Proposition for Article 1.3.a of the Framework directive.

Measures taken by Member States regarding end-users’ access to or use of services and applications through electronic communication networks shall respect the fundamental rights and freedoms of natural persons, including in relation to privacy, freedom of expression and access to information and due process and the right to effective judicial protection in compliance with the general principles of Community law. Any such measures shall in particular respect the principle of a fair and impartial procedure, including the right to be heard.

This paragraph is without prejudice to the competence of a Member State to determine in line with its own constitutional order and with fundamental rights appropriate procedural safeguards assuring due  process. This may include requirements of a judicial decision authorising the measures to be taken and may take account of the need to adopt urgent measures in order to assure national security, defence, public security, and the prevention, investigation, detection, and prosecution of criminal offences.

Non è una sottigliezza vedere come un “processo equo” sia stato sostituito dalla formulazione “una procedura equa e imparziale”. Sostituire i processi con le “procedure” favorisce l’istituzione di enti privati che vorrebbero gestire, nel caso di Internet, una giustizia sommaria e parallela senza interferenze dai magistrati.

Facciamo inoltre notare che “end-users” sarebbe sostituito da “natural persons”. Secondo la definizione della direttiva quadro, “end-users” sono tutte quelle entità, incluse le persone fisiche, che utilizzano i servizi di un fornitore di connettività. Proteggendo gli utenti finali, quindi, si proteggono sia le persone fisiche sia società, servizi e applicazioni che utilizzano la Rete; nella formulazione del Consiglio, si proteggono solo le persone fisiche, con l’opzione di sospendere il diritto a un equo processo in casi di urgenza dovuti anche, ma non limitatamente a, la presunta “individuazione” (definirla presunta è ovvio in assenza di un equo processo) di reati.

La proposta di sospendere opzionalmente i diritti fondamentali nel caso specifico di Internet è una prova schiacciante di quanto i governi dei Paesi Membri dell’Unione Europea, lungi dall’accettare uno strumento di partecipazione democratica come Internet, desiderino instaurare un clima persecutorio che possa gettare le basi dissuasive all’utilizzo efficace del mezzo e incoraggino a usare Internet per scopi totalmente innocui e inutili. È veramente assurdo constatare che a parole l’Europa condanna le misure repressive di Cina e Iran nei confronti di Internet, mentre  simultaneamente una parte apparentemente “malata” di quella stessa Europa propone le base legali per autorizzare misure simili.

Riteniamo essenziale sostenere il Parlamento Europeo nella difesa dell’emendamento 138 e delle libertà fondamentali dei cittadini europei. Invitiamo tutti  a contattare europarlamentari  (click per maggiori informazioni), stampa, blog e siti per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a quanto sta succedendo.

AGGIORNAMENTO

Traduciamo volentieri un estratto dell’ottimo “ENDitorial” appena apparso sul nuovo EDRigram (la newsletter di European Digital Rights) a firma di Joe McNamee:

[...]

Sconfitta

Gli europarlamentari possono scegliere di accettare il testo del Consiglio. Se decidono in questo senso:

1. Verrà stabilito un nuovo metro di paragone per i negoziati inter-istituzionali, che suggerisce che qualsiasi voto con qualsiasi maggioranza su qualsiasi dossier può essere abbandonato ad uno stadio successivo nel processo di co-decisione. Questo serve soltanto a indebolire durevolmente la credibilità di negoziazione del Parlamento.

2. Esporrebbero il Parlamento all’accusa di essere a favore dei consumatori prima delle elezioni per poi tradire la fiducia dei cittadini prendendo una posizione opposta dopo le elezioni.

3. Abbandonerebbero il mandato che il precedente voto ha dato loro accettando una posizione del Consiglio per la quale non è mai stata fornita alcuna giustificazione coerente.

Democrazia

D’altra parte il Parlamento può richiedere che il Consiglio (finalmente) spieghi i motivi per opporsi all’emendamento 138, ottemperando così al ruolo chiave che il Parlamento stesso si suppone debba giocare: pretendere dalle altre istituzioni un adeguato livello di coerenza e trasparenza nel processo decisionale.

Per il momento, gli argomenti utilizzati dal Consiglio variano dall’ovviamente debole al semplicemente inverosimile. [...]

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