TNT blogGli avvocati dell’Unione hanno dato il loro parere legale: l’emendamento 138 ha problemi e deve essere cancellato. Un parere i cui autori non dovrebbero andare troppo fieri visto che il documento che spiega le motivazioni è stato classificato non per divulgazione o pubblicazione e che quindi non deve avrebbe dovuto essere mostrato ai cittadini.

  • UPDATE: alle ore 11 del 13 ottobre il Parlamento Europeo potrebbe decidere di arrendersi sull’emendamento 138.
  • INVITIAMO TUTTI A TELEFONARE AGLI EUROPARLAMENTARI ITALIANI DEL COMITATO DI CONCILIAZIONE (TOIA E PITTELLA) E SUBITO DOPO AI 3 MEPs “CHIAVE”: TRAUTMANN, QUADRAS, REUL E DI SEGUITO (TEMPO E RISORSE PERMETTENDO) AGLI ALTRI DEL COMITATO DI CONCILIAZIONE.
  • CLICKATE PER AVERE I NUMERI DI TELEFONO DI TUTTI LORO.
  • QUI LE ARGOMENTAZIONI DI DIFESA DEL 138.

In quasi due anni di vita l’emendamento 138 è stato smontato, rimontato, passato ai raggi X, analizzato e rianalizzato da migliaia di politici, avvocati ed esperti di telecomunicazioni. Il Consiglio dei Ministri dell’Unione ha tentato pervicacemente di cancellarlo prima senza fornire giustificazioni, in seguito fornendo spiegazioni che variano, secondo gli analisti, “dall’ovviamente debole al semplicemente inverosimile“. Alcuni esempi particolarmente divertenti: “Il 138 indebolisce la Rete contro attacchi esterni”; “il 138 potrebbe essere usato a vantaggio dei clienti morosi”.

Il Parlamento Europeo ha adottato l’emendamento numerose volte presso il Comitato competente (ITRE) e invariabilmente con schiacciante maggioranza (anche 88%) in ogni sessione plenaria di prima e seconda lettura.

La Commissione Europea si è espressa due volte (in particolare il 6 ottobre 2008, la giornata dello “schiaffo a Sarkozy”) a suo favore, ribadendo che si tratta di un’importante riaffermazione delle libertà e dei principi legali fondanti dell’Unione Europea.

Smantellati uno ad uno gli argomenti contro il 138, dimostrata l’insostenibilità logica delle argomentazioni, esposti  i suoi detrattori ai legami con le grandi industrie e successivamente liquidati, l’ultima arma a disposizione delle forze dell’oscurantismo è un tecnicismo legale evidentamente così vergognoso da non poter essere nemmeno messo a disposizione del pubblico.

Dal documento degli avvocati dei servizi legali, il motivo portante della presunta “illegalità” dell’emendamento 138 sarebbe che esso “condizionerebbe” il sistema giudiziario dei Paesi Membri e secondo l’art. 95 CE il Parlamento non avrebbe la competenza per decidere in merito.

A parte il fatto che non si capisce come un sistema giudiziario di un paese europeo possa essere condizionato da un emendamento che semplicemente richiama la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che a sua volta è perfettamente coerente con la ECHR (European Convention on Human Rights), due documenti che sono ampiamente condivisi, accettati e firmati  in tutta Europa, ci uniamo alla ovvia constatazione dell’europarlamentare Lamberts in critica alla posizione, che a molti potrebbe apparire totalitaria, del Consiglio, il quale esprime un punto di vista pericoloso per qualsiasi democrazia: un equo processo non si deve svolgere necessariamente PRIMA della condanna di un sospettato:

“se un utente esercita il proprio diritto a un equo processo DOPO che è stato sanzionato, questo in gran parte dei casi ha l’effetto di render nullo tale diritto”.

Potete trovare qui (in inglese) e qui (in italiano) le contro-argomentazioni LEGALI e POLITICHE che demoliscono l’impianto degli avvocati del Parlamento Europeo e dimostrano che l’emendamento 138 è perfettamente legale e che il Parlamento ha piena competenza in merito.

Che la battaglia contro le disconnessioni forzate da Internet sulla base di semplici sospetti dovesse prima o poi arrivare a coinvolgere i principi fondamentali sui quali le nostre democrazie si basano non deve stupire: la potenza di Internet ha trasformato libertà teoriche in libertà reali, che tutti possono esercitare tutti i giorni (pensate solo alla libertà di espressione: semplici cittadini raggiungono con un blog anche gratuito decine di migliaia di persone, mentre tramite televisione o giornali non potrebbero nemmeno una volta al secolo far sentire le proprie idee ed opinioni).

Nel momento in cui le libertà teoriche diventano pratiche e alla portata di tutti, nel momento in cui un qualsiasi blogger può in pochi mesi raggiungere audience ben superiori a quelle di qualsiasi giornale di partito, ecco, quello è il punto in cui possiamo cominciare a vedere a quali governi cominciano a tremare i polsi e a discernere quali sono i governi veramente democratici e quali invece lo sono soltanto “entro certi limiti”.

Il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea rappresenta i governi dei 27 Paesi Membri; il Parlamento Europeo invece rappresenta noi e soltanto noi, il popolo, i cittadini. Ci appelliamo al mandato che NOI abbiamo conferito al Parlamento tramite il voto democratico e lo incarichiamo di difendere le libertà fondamentali fino in fondo, senza compromessi: NOI non negoziamo le libertà fondamentali sulle quali sono state create le nostre democrazie.

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