TNT blogI comunicati stampa, gli articoli sulla stampa classica e su Internet e le lettere aperte si sono susseguiti a ritmo serrato per sostenere le libertà fondamentali dei cittadini europei in accordo al preciso mandato del Parlamento Europeo al quale i negoziatori non si sono attenuti. L’identità fra quanto sostenuto da grandi federazioni di imprenditori, decine di associazioni di difesa dei consumatori e mandato del Parlamento Europeo deve imporre ai negoziatori stessi di far partire la conciliazione dal testo dell’emendamento 138 originale. L’On. Trautmann, negoziatrice  chiave del Parlamento, dirama un’importante nota che lascia aperta la possibilità di salvare i principi dell’Emendamento 138.

Il BEUC, il Bureau che riunisce dozzine di associazioni di difesa dei consumatori e rappresenta milioni e milioni di cittadini, in una lettera aperta ha ricordato agli europarlamentari che tagliare l’accesso a Internet ad un cittadino significa privarlo, fra le altre cose, di essenziali servizi medici, governativi e sociali, come le opportunità di lavoro, e di operare restrizioni sulle libertà fondamentali di informazione e di espressione.

Cancellare l’emendamento 138 significherebbe lasciare discrezionalità ai Paesi Membri di violare il diritto a un equo processo con presunzione di innocenza, in quanto si imporrebbe agli ISP di tagliare la connessione ad un cliente senza la sentenza di un magistrato e senza che l’ISP stesso possa nemmeno verificare la fondatezza dei sospetti sui fatti denunciati.

Il BEUC ha inoltre ricordato che il Diritto Fondamentale alla Privacy è minacciato, in quanto al fine di implementare la risposta graduale dovranno essere attuate tecniche di sorveglianza intrusive (come la Deep Packet Inspection) che rappresentano una violazione alla segretezza delle comunicazioni.

In un comunicato stampa del 16 ottobre, i delegati del comitato di conciliazione sul Telecoms Package del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, Lamberts e Engstrôm, hanno espresso una ferma difesa dell’emendamento 138 originale e il rifiuto di negoziare il pacchetto sulla base del testo proposto dal Consiglio ed appoggiato, in forma praticamente identica, dalla Commissione.

Lamberts ha dichiarato:

“L’attuale discussione sull’Emendamento 138 è una cartina di tornasole per la volontà del Parlamento Europeo di sostenere i diritti fondamentali dei cittadini. Il principio base di ‘innocente fino a prova contraria’ deve essere garantito. Piegarsi ai ristretti interessi nazionali difesi dal Consiglio dell’Unione Europea sarebbe un tradimento del ruolo del Parlamento come istituzione pan-europea. Mi appello a tutti i gruppi del Parlamento Europeo affinché mantengano l’Emendamento 138, che stabilisce una chiara opposizione legale alle misure draconiane proposte in certi Paesi Membri. È tempo che il Consiglio abbandoni la sua ostinata posizione e consenta l’adozione di questa legislazione per il beneficio dell’industria delle telecomunicazioni e dei consumatori”.

Engstrôm ha dichiarato:

“L’Emendamento 138 è oggi uguale a come era prima delle elezioni di giugno. Sarebbe il peggior tradimento possibile abbandonare la nostra posizione di difesa dell’Emendamento 138 dopo le elezioni. Abbiamo ora valutato il consiglio dei Servizi Legali del Parlamento Europeo e reso il nostro testo ancora più forte facendo riferimento alla Convenzione Europea dei Diritti Umani invece che alla Carta Europea di Diritti Fondamentali, che non è stata ancora ratificata con il Trattato di Lisbona”.

EuroISPA, la più grande associazione europea di Internet Service Providers, aveva nei giorni precedenti chiesto al Parlamento di rispettare il democratico mandato ricevuto dai cittadini europei e di difendere i principi contenuti nell’Emendamento 138, coerenti sia con la Carta Europea dei Diritti Fondamentali, sia con la Convenzione Europea dei Diritti Umani [la Convenzione è stata ratificata da tutti gli Stati Membri, Regno Unito incluso]. EuroISPA crede fermamente che un accesso privo di restrizioni a Internet sia una parte integrante delle Libertà Fondamentali, protegga le libertà civili dei cittadini e fornisca un ambiente sicuro di business.

Monica Horten, ricercatrice dell’Università di Westminster, scrive che a seguito degli sfavorevoli articoli pubblicati dalla stampa e dai siti delle associazioni di difesa delle libertà e di Internet, la negoziatrice Trautmann, che ScambioEtico stesso aveva denunciato per aver violato il mandato del Parlamento, ha diramato una nota in cui afferma che durante i triloghi a porte chiuse avrebbe sostenuto, contrariamente a quanto abbiamo riportato, che il testo del Consiglio non può essere la base di partenza della Conciliazione.

Riteniamo che l’affermazione dell’On. Trautmann, indipendentemente da ulteriori considerazioni in merito a quanto realmente avvenuto durante i triloghi del 13 ottobre (per i quali confermiamo ogni singola parola scritta su questo blog), sia di grandissima importanza, in quanto sarebbe allora possibile far partire i negoziati di conciliazione da un testo diverso da quello proposto dal Consiglio e della Commissione.

Potremo presto verificare la reale volontà dei negoziatori: il 20 ottobre si terrà un meeting dei delegati del Parlamento, e il giorno immediatamente successivo una sessione di triloghi fra Consiglio, Commissione e i 3 negoziatori del Parlamento.

Ricordiamo a coloro che volessero contattare telefonicamente o via fax gli europarlamentari che essi si troveranno a Strasburgo dal 19 al 23 ottobre (quindi occorre utilizzare i numeri “SBG”).

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