Il Consiglio Costituzionale francese ritiene legittima la legge HADOPI 2, pensata per contrastare le violazioni del copyright in Internet. La legge è impotente contro la pirateria online ma può avere efficacia nel limitare l’uso libero di Internet e ostacolare il processo di trasformazione dei cittadini in creatori attivi e distributori di opere.
Ieri il Consiglio Costituzionale francese ha esaminato il ricorso contro la legge HADOPI 2 presentato dai socialisti francesi. I punti cruciali della prima legge HADOPI erano stati dichiarati incostituzionali dal Consiglio in quanto violavano il diritto a un equo processo, la libertà di espressione e la libertà di informazione.
HADOPI 2 ha mirato a correggere i difetti della prima legge prevedendo un processo “espresso” della durata massima di 5 minuti in cui si suppone che il sospettato possa presentare una propria difesa di fronte a un magistrato. La decisione di legittimità del Consiglio Costituzionale è stata salutata con favore dal Presidente Sarkozy, un forte sostenitore di HADOPI insieme a Vivendi Universal, che l’ha definita un passaggio importante per arrivare ad un’Internet “civilizzata”. Le voci di opposizione da parte dei migliori artisti francesi non sono servite a far capire al governo francese la pericolosità della legge non per la pirateria ma per le libertà fondamentali.
Nei suoi punti fondamentali per il copyright enforcement la legge prevede il monitoraggio della Rete da parte di enti autorizzati e società private che provvederanno ad inserirsi negli sciami p2p generati dai client compatibili BitTorrent ed eMule per mezzo di software modificato ad hoc (essenzialmente client p2p customizzati). L’inserimento negli sciami riguarderà opere protette da copyright e servirà a raccogliere indirizzi IP francesi ai quali, poi, verranno associati i nome degli intestatari della linea tramite la collaborazione forzata dei provider.
Fatto questo verranno inviati avvertimenti dissuasivi ai presunti trasgressori; al terzo avvertimento il sospettato verrà avvisato tramite raccomandata e soggetto ad un processo espresso in cui si dovrà decidere la disconnessione, fino ad 1 anno, dalla Rete e pene aggiuntive fino a 300.000 euro e fino a 5 anni di carcere.
La legge è evidentemente inutile per contrastare la pirateria online (è sufficiente condividere files presentandosi in Rete con un indirizzo IP non francese, cosa semplicissima, alla portata di tutti i francesi e a costo quasi-zero) ma rappresenta un primo pericoloso passo per affermare il principio secondo il quale i diritti fondamentali, incluso il diritto alla privacy e a un processo equo, possono essere limitati quando si sospetta che un reato sia stato perpetrato attraverso Internet. Non riteniamo una coincidenza che lo stesso principio, in particolare l’opzione per gli Stati Membri di sospensione del diritto a un equo processo, sia stato proposto dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea durante la fase di conciliazione del Pacchetto Telecom.
La legge contribuisce ad alimentare un clima di ansia e paura nell’utilizzo della Rete che potrebbe indurre molte persone a limitarsi ad usare la stessa per scopi innocui e inutili. Riteniamo probabile che questo sia il vero scopo delle major dell’intrattenimento che, come mostrano numerosi studi indipendenti che abbiamo pubblicato, non subiscono reali danni nell’immediato dalla pirateria online priva di scopo di lucro, ma sono terrorizzate dalla possibilità che il processo innescato da Internet e dal p2p prosegua e dai suoi effetti a medio termine.
In particolare, ci riferiamo alla diffusione sempre maggiore della consapevolezza sia di artisti famosi sia sconosciuti che hanno capito che, per migliorare profitti e immagine, risulta addirittura dannoso l’elefantiaco sistema di distribuzione delle major e il loro obsoleto modello di business che non piace più al grande pubblico, in particolare a quello giovane. Inoltre il processo di trasformazione dei passivi fruitori di contenuti in attivi creatori, che abbiamo più volte documentato su queste pagine, è terrorizzante per persone che ancora si illudono di poter dominare il 95% del mercato con meno di un migliaio di artisti e una manciata di cosiddetti “big”. Grazie al p2p e al Web chiunque può creare un’opera e diffonderla in tutto il mondo a costo zero come dimostriamo ogni giorno anche tramite le pagine di questo blog.
One Response
Commento by Rogal Dorn
24 ottobre 2009 alle 09:33
Ma non è possibile ! Stanno trasformando la Rete in una specie di Lager tenuto sotto controllo ! E intanto ignorano i veri criminali (Stupratori, ladri, assassini…) ! Ma come hanno fatto a ritenere leggitima l’Hadopi 2 quando avevano bocciato la Hadopi 1 ?
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