TNT blog“Non saremmo mai stati capaci di raggiungere questo risultato senza tutto il lavoro che la comunità degli attivisti della Rete ha svolto. Abbiamo dimostrato che normali cittadini che lavorano insieme possono fare la differenza. E questo è solo l’inizio. La comunità di Internet ha iniziato a flettere i muscoli.” Con queste parole Christian Engström, europarlamentare del Partito Pirata, saluta l’accordo fra Consiglio e Parlamento sul Telecoms Package.

Il riconoscimento al grande lavoro svolto dagli attivisti è una dimostrazione che il Popolo della Rete, contrariamente a quanto affermato da alcuni superficiali e poco informati osservatori, esiste, sa coordinarsi e influenza concretamente il processo legislativo che concerne Internet. L’accordo raggiunto durante la notte fra Parlamento e Consiglio in merito al testo che doveva sostituire l’emendamento 138, pur essendo lontano dalla forza dirompente di quest’ultimo, rappresenta un rifiuto fermo e totale alle pretese del Consiglio stesso ed una vittoria sul filo di lana per i cittadini europei.

Auspichiamo che le parole di Christian Engstrom facciano crescere in tutti gli internauti la consapevolezza della necessità di essere su Internet attivi nel sostegno delle iniziative a tutela della Neutralità della Rete e per il rispetto dei diritti civili anche nel virtuale. Ringraziamo i Parlamentari che non hanno supinamente accettato ciò che il Consiglio Europeo intendeva imporre, sovvertendo quanto più volte a larghissima maggioranza deliberato dalle Assemble e dalle Commissioni.

Restano alcuni punti che potrebbero essere dai governi locali interpretati in maniera distorta per attuare politiche sull’onda della legge HADOPI e per assecondare quanto sta cominciando a trapelare dai documenti ACTA. Saremo vigili e faremo diga a qualsiasi tentativo di travisamento a quanto la procedura di conciliazione ha con questo articolo stabilito e che presto sarà definitivamente approvato dall’Assemblea parlamentare.

Pubblichiamo il testo di commento che l’avv. Carlo Blengino ci ha con grande cortesia fatto pervenire:

Il testo del compromesso raggiunto ieri è questo:

“3a. Le Misure adottate dagli Stati membri per quanto riguarda l’accesso o l’utilizzo di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica degli utenti finali devono rispettare i diritti fondamentali e le libertà delle persone fisiche, quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dai principi generali del diritto comunitario.

Le eventuali misure relative all’accesso degli utenti finali o all’utilizzo di servizi e di applicazioni tramite comunicazioni elettroniche che siano suscettibili di limitare questi diritti fondamentali o queste libertà possono essere imposte unicamente se sono appropriate, proporzionate e necessarie all’interno di una società democratica e la loro attuazione deve essere oggetto di adeguate garanzie procedurali in conformità con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e con i principi generali del diritto comunitario, compresa un’effettiva tutela giurisdizionale e giusto processo. Di conseguenza, tali misure possono essere prese solo con il dovuto rispetto del principio della presunzione di innocenza e il diritto alla privacy. Deve essere garantita una preventiva procedura equa e imparziale, compreso il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate, ferma restando la necessità di opportune condizioni e modalità procedurali in casi debitamente giustificati d’urgenza in conformità alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Il diritto ad un’efficace e tempestiva revisione giudiziaria deve essere garantito.”

Il comunicato ufficiale sull’accordo è reperibile qui:

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/09/491&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en

Interessante la dichiarazione del Commissario Viviane Reding:

Questa previsione di libertà in internet è senza precedenti in tutto il mondo ed è un segnale forte che l’Unione europea prende molto sul serio i diritti fondamentali, in particolare quando si tratta di società dell’informazione. L’accordo sulla nuova disposizione di libertà su internet, che ha l’appoggio unanime di tutti i negoziatori, ora spiana la strada per una rapida entrata in vigore della riforma delle telecomunicazioni. La riforma sostanzialmente rafforzerà i diritti dei consumatori e la scelta dei consumatori nei mercati delle telecomunicazioni dell’Europa e aggiunge nuove garanzie per assicurare la trasparenza e la neutralità di internet.

Ed ancora:

“la previsione di una nuova libertà in internet rappresenta una grande vittoria per i diritti e le libertà dei cittadini europei. Il dibattito tra Parlamento e Consiglio ha dimostrato chiaramente anche il bisogno di trovare nuove, più moderne e più efficaci modalità per proteggere la proprietà intellettuale e la creazione artistica in Europa. La promozione di offerte legali, anche transnazionali, dovrebbe diventare una priorità per i responsabili politici. Le “leggi dei tre passi falsi [la Hadopi francese ndt], che potrebbero tagliare accesso a Internet senza una preventiva procedura equa e imparziale o senza revisione giudiziaria efficace e tempestiva, certamente non diventerà parte del diritto comunitario”

Non c’è dubbio: un grande passo avanti è stato fatto, ma le ombre sulla rete non sono del tutto fugate.

Non credo tuttavia si potesse chiedere di più all’Europa.

Ciò che è chiaro, è che non esiste un “diritto fondamentale di accesso alla rete” ma esistono diritti e libertà fondamentali che attraverso la rete trovano attuazione ed espressione e non possono esser indirettamente compressi senza garanzie.

La cosa può apparire ovvia ma spesso è fonte di confusione.

Inoltre il compromesso raggiunto si riferisce unicamente alle “misure adottate dagli stati membri”, ovvero dalle autorità pubbliche: se approvato sarà strumento fondamentale sebbene, come inevitabile, suscettibile di diverse interpretazioni quanto a proporzionalità ed adeguatezza delle misure che inevitabilmente saranno adottate nei vari parlamenti nazionali. Confesso una certa ansia nel pensare al nostro legislatore, viste le proposte fortunosamente abortite che si son viste nell’ultimo anno.

Ma in internet, accanto allo Stato vi sono soggetti, i grandi fornitori di servizi e connettività, che sempre di più, come privati, possono incidere significativamente sulle modalità di accesso e dunque sulle libertà dei loro “clienti”.

La disposizione approvata ieri è fondamentale strumento contro gli illegittimi controlli sulla rete da parte delle pubbliche autorità. Quali strumenti di garanzia il pacchetto telecom offrirà a questo punto nei confronti non tanto del Big Brother quanto del Big Business?

È una domanda da non dimenticare in un giorno comunque positivo per i cittadini europei.

Carlo Blengino

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