TNT blogL’operatore inglese attiva in Italia nuove discriminazioni sulla propria rete mobile contro servizi e applicazioni.



Nelle “Informazioni sulle condizioni di utilizzo dei servizi Internet in mobilità” Vodafone comunica che:

[...]
Vodafone potrà limitare la velocità di connessione per applicazioni che permettono lo scambio di file di grandi dimensioni e che quindi possono congestionare la rete (ad es. peer to peer e file sharing).

Queste limitazioni, solo in orari di picco di traffico (tra le 7 e le 22) e solo per il tempo necessario, prevedono una velocità massima di 128 Kbps in invio (upload) e una velocità massima di 64 Kbps in ricezione (download).
[...]

La definizione di p2p data da Vodafone è limitativa e porta a conclusioni fuorvianti: sembra che limitare drasticamente le applicazioni p2p abbia lo scopo di decongestionare la rete, apparentemente inadeguata alle esigenze dei clienti per dichiarazione della stessa Vodafone.

Le applicazioni p2p coprono un ampio spettro di utilizzi come il VoIP (Voice over IP, telefonate tramite Internet), lo streaming audio e video, il gioco online ed una serie di importanti applicazioni scientifiche. La limitazione scelta da Vodafone, negli orari e nelle modalità specificate, va quindi ad impattare essenzialmente su quegli utilizzi e non sulla condivisione di file di grandi dimensioni. Anzi, soprattutto da telefonino una tale pratica risulta al momento molto poco diffusa.

Le limitazioni annunciate, come risulta dall’analisi dell’avv. Guido Scorza di oggi e dell’11 settembre, risultano illegittime per coloro che sono già abbonati e non hanno ricevuto una raccomandata tempestiva in cui si comunicano chiaramente le variazioni contrattuali.

La modalità della limitazione, inoltre, solleva perplessità ulteriori. Vodafone sceglie di limitare maggiormente la banda in ricezione (download) rispetto a quella in invio (upload): 64 kbit/s contro 128 kbit/s (si consideri che la banda massima teorica per il download dichiarata da Vodafone per l’HSD(U)PA è di 7373 kbit/s, ossia 7,2 Mbit/s).

Ora, uno dei client per il VoIP più diffusi è Skype. Si tratta di un’applicazione che basa il proprio funzionamento su un’architettura p2p e che consente di effettuare e di ricevere telefonate, anche da telefonino, a prezzi molto bassi o, nel caso mittente e destinatario stiano entrambi utilizzando Skype, a costo zero.

Skype è particolarmente contenuto nell’occupazione di banda: tipicamente a Skype sono sufficienti, per una telefonata solo voce (senza video), dagli 80 ai 160 kbit/s. Si tratta, per fare un paragone, di una richiesta veramente irrisoria in confronto all’accesso al World Wide Web e ad altre applicazioni non discriminate da Vodafone. Eppure Vodafone sceglie di limitare la banda addirittura al di sotto delle minime necessità di Skype.

Secondo il Commissario Europeo per i Media e la Società dell’Informazione, Viviane Reding, quando una compagnia mobile blocca applicazioni VoIP, si configura una pratica anticompetitiva ai sensi degli articoli 81 e 82 TEC (sostituiti dal 1 dicembre 2009, con il Trattato di Lisbona, dagli articoli 101 e 102 TEU).

Infatti, la società mobile, bloccando o limitando il VoIP, costringe i propri clienti a non utilizzare la rete Internet (che pure i clienti stessi pagano) per fare telefonate, ma ad utilizzare la rete mobile dell’operatore provocando ai cittadini elevate spese aggiuntive del tutto inutili. Ma c’è ancora di più. Vediamo cosa il Commissario ha dichiarato nel comunicato stampa del 6 ottobre 2009 in merito:

As regards instances of blocking of VoIP applications on mobile broadband networks, the second EU Roaming Regulation, which entered into force on 1 July, stresses that there should be no obstacles to the emergence of applications or technologies which can be a substitute for, or alternative to, roaming services, such as WiFi, VoIP and Instant Messaging services.

[...]
I have myself already indicated that I would be prepared to act on this basis in case of continued blocking of Voice over IP services by certain mobile operators.

Traduzione:
“Per quanto riguarda i casi di blocco delle applicazioni VoIP su reti mobili a banda larga, il secondo regolamento comunitario sul roaming, entrato in vigore il 1° luglio, sottolinea che non dovrebbero esserci ostacoli alla creazione di applicazioni o tecnologie che possono essere un sostituto, o alternative a, servizi di roaming, come il Wi-Fi, VoIP e servizi di Instant Messaging.

Io stessa ho già affermato che sarei pronta ad agire su questa base in caso di persistente blocco dei servizi di Voice over IP da parte di certi operatori di telefonia mobile.”

Sarà nostra cura verificare, augurandoci di poter avere la collaborazione della compagnia stessa, nelle prossime settimane come e se il comportamento di Vodafone possa rappresentare una violazione degli articoli 81 e 82 TEC e/o del regolamento comunitario sul roaming ed eventualmente, insieme alle altre associazioni non governative e di difesa dei consumatori con cui operiamo in stretto coordinamento, interessare le autorità regolatorie nazionali competenti, il DG Società dell’Informazione e Media, il DG Salute e Protezione dei Consumatori e il Segretario-Generale della Commissione, Ms Catherine Day, per eventuali infrazioni.

Nel frattempo invitiamo caldamente i clienti Vodafone ad informarci su qualsiasi condizione che limiti l’accesso a servizi ed applicazioni e all’eventuale ricevimento di raccomandate in merito.

Share