TNT blogNelle dichiarazioni di ieri a Barcellona, il Commissario per la Società dell’Informazione Viviane Reding, la madre del Telecoms Package, chiarisce come non ci sia spazio in Europa per le disconnessioni da Internet senza adeguate garanzie giudiziarie.

L’aria di Barcellona schiarisce le menti. A Barcellona è nata la Carta per l’Innovazione, la Creatività e l’Accesso alla Conoscenza; da lì sono partite le più forti bordate dei movimenti dei cittadini contro le censure di Internet che portarono alle dimissioni il Ministro della Cultura spagnolo; sempre a Barcellona è nato uno dei più forti movimenti a difesa di Internet, una pimpante amalgama di hacker e attivisti che hanno giocato un ruolo importante nello spingere la Spagna (secondo paese al mondo dopo la Finlandia) a riconoscere Internet come servizio universale e l’accesso alla Rete come diritto, a un costo non superiore ai limiti di legge, al pari di gas, acqua, elettricità.

E sempre a Barcellona, ieri, il Commissario Europeo per la Società dell’Informazione e i Media, Viviane Reding, colei che nell’inverno 2007 presentò il piano per la più profonda riforma delle telecomunicazioni in Europa (il Telecoms Package, proprio oggi adottato dal Parlamento a larghissima maggioranza) ha chiarito, approfittando di un possibile equivoco con il governo spagnolo che avrebbe un progetto per introdurre i 3-strikes in Spagna (cosa peraltro prontamente smentita), che le disconnessioni da Internet senza la sentenza di un magistrato non sono compatibili con il quadro legale dell’Unione Europea.

In particolare, di fronte alla Commissione spagnola per le Telecomunicazioni, il Commissario Reding ha dichiarato che “Le misure che consentono l’interruzione dell’accesso a Internet senza un’equa udienza di fronte a un magistrato sono certamente in contrasto con l’Unione Europea“.

Il Commissario è andata ben oltre, criticando la legislazione francese HADOPI 2, che introduce un sistema 3-strikes modificato: la repressione non risolverà il problema della pirateria in Internet e la legge francese potrebbe anche essere in contrasto con i diritti e le libertà che sono diventate parte dei valori europei dai tempi della Rivoluzione Francese.

Inoltre, Mrs Reding ha giustamente rincarato la dose asserendo che l’imposizione del rispetto delle libertà fondamentali dei cittadini europei, che proibisce di per sé la disconnessione senza un giusto processo preventivo, si applica anche agli Internet Service Provider.

Questo punto, che noi di ScambioEtico abbiamo più volte messo in evidenza, chiarisce che le disposizioni dell’articolo 1.3a della direttiva quadro del Telecoms Package non sono limitate agli Stati Membri. Dietro quest’ultima frase apparentemente astrusa, si cela un punto cardine per la protezione dei cittadini: un cittadino non solo non può essere disconnesso da leggi draconiane imposte da uno Stato Membro (come i 3-strikes) ma nemmeno in seguito ad accordi privati o decisioni unilaterali dei copyright holder e degli ISP, quando questi accordi o decisioni non prevedono l’intervento di un magistrato o non sono giustificati da urgenti motivi di ordine pubblico o da morosità del cliente.

Riferimenti:

L’analisi di ScambioEtico.

La comunicazione della Commissione a ScambioEtico a seguito della nostra lettera aperta del 4 novembre.

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