Altroconsumo: il ministro Bondi sta per firmare un decreto che prevede di applicare il cosiddetto “equo compenso”, il sovrapprezzo per compensare i mancati introiti per gli autori dovuti alle copie per uso privato, a tutti i dispositivi elettronici in grado di memorizzare dati.
L’associazione a difesa dei consumatori Altroconsumo denuncia che il Ministro Bondi è prossimo a firmare un decreto che regalerà, a spese dei cittadini, 250 milioni di euro all’anno alla SIAE.
Il decreto prevede che il cosiddetto “equo compenso” vada a colpire decoder, computer, console per videogiochi e persino cellulari; si tratta della stessa tassa già applicata su dispositivi come lettori mp3 e cd vergini per compensare i supposti mancati guadagni per le copie ad uso privato di autori e detentori dei diritti. Naturalmente la tassa si tradurrà in un sovrapprezzo che graverà sulle tasche dei consumatori.
Altroconsumo scrive:
Un provvedimento ingiusto
In questo video-inchiesta abbiamo chiesto ai consumatori e ai commercianti il loro parere su questo nuovo obolo applicato stavolta su apparecchi che solo lontanamente hanno a che fare con musica, film e quant’altro sia tutelato dal diritto d’autore: se è vero che ad esempio un cellulare può contenere anche file mp3 è anche vero che la stragrande maggioranza delle persone lo utilizza soprattutto per telefonare. Pur riconoscendo giustamente quanto dovuto ad autori ed editori, giudichiamo questo favore alla Siae ingiusto soprattutto perché applicato sulle tasche dei consumatori in un momento di crisi. Una simile tassa porterebbe nelle casse della Siae oltre 250 milioni di euro l’anno.
Un meccanismo assurdo e obsoleto
L’equo compenso ha una formulazione che risale a un’epoca lontana dal mondo digitale, e dunque:
Altroconsumo, nell’aprile 2009 ha realizzato un’inchiesta che mostra quanto ci costa la SIAE (solo per la gestione del mastodontico apparato occorrono 193 milioni all’anno e la società accumula perdite per 30 milioni all’anno nonostante 743 milioni di ricavi) e quanto essa non sia più attuale nell’odierna società dell’informazione. Inoltre, secondo quanto riportato dall’allora presidente SIAE Assumma, oltre la metà degli iscritti tra gli autori musicali sono in perdita, cioè guadagnano meno, in diritti, di quanto spendano per l’iscrizione (220 euro alla prima iscrizione e circa 90 euro all’anno successivamente).
Ci uniamo all’appello di Altroconsumo affinché il Ministro Bondi non firmi questo decreto profondamente ingiusto.
Il video-inchiesta di Altroconsumo:
5 Responses
Pingback by Topsy.com
24 dicembre 2009 alle 00:15
[...] This post was mentioned on Twitter by Rosario and Paolo Brini , Scambio Etico. Scambio Etico said: Per Natale 250 milioni alla SIAE dalle tasche dei cittadini italiani. http://bit.ly/7xh6oX [...]
Pingback by YBlog
24 dicembre 2009 alle 15:07
[...] Per Natale 250 milioni alla SIAE dalle tasche dei cittadini [...]
Commento by sekhmet
25 dicembre 2009 alle 19:08
La SIAE intasca soldi anche quando NON dovrebbe: la tassa sugli autori editori è suddivisa in 24; un tot all’autore, un tot all’editore (la fetta più grande), un tot ai collaboratori del prodotto finale. MA i soldi che si intascano dalle vendite di prodotti finiti i quali autori sono MORTI da centinaia di anni, perché continuano a intascarli invece di darli agli eredi viventi ?(qualora ci fossero) Non esistono lettere di ringraziamento dei pronipoti di Bach, Beethoven, Brahms, etc… o altri documenti da parte della stessa SIAE che attestino un DOVUTO risarcimento ai parenti degli autori scomparsi; nel testamento di molti defunti si può leggere che lasciano ANCHE i proventi della vendita di dischi o quant’altro creato da loro. Quindi perché dovremmo noi pagare? Poi i quadri socio-amministrativi della SIAE sono quasi aleatori, avendo avuto a che fare direttamente con loro, conosco i trucchetti per intascarsi anche quello che NON dovrebbero, ergo la smettano di inventarsi altre palle. Poi in generale: più soldi ci tolgono dalle tasche e MENO possiamo acquistare. Su cellulari e altri elettrodomestici paghiamo una tassa di possesso, come per l’autoradio; allora dovremmo compilare un borderò ogni anno per la musica che ascoltiamo in macchina o a casa? ASSURDO!!!
Commento by dirkpittbt1
28 dicembre 2009 alle 14:00
Che schifo!
DIfficile commentare in modo civile lo squallore continuo a cui assistiamo.
Non possiamo certo stupirci se la SIAE (che tutela tutti gli artisti solo nel nome) non è altro che il solito carrozzone burocratico parassita atto per mantenere un club di pochi privilegiati e le loro corti….
E non datemi del qualunquista! Ogni scusa è buona per metterci le mani in tasca, tra un pò pagheremo i diritti d’autore anche sulla carta igenica colorata emi stupisce che gli amici degli amici non abbiano pensato di applicarci anche l’ologramma….
Saluti
Commento by Semplice
31 dicembre 2009 alle 11:48
Se avessimo mezza palla e tutti d’accordo, basterebbe attuare il blocco degli acquisti come i camionisti fanno il blocco delle merci ( e ottengono) per tre giorni e vedresti come zompano come cavallette rai, siae, governi, ministri, autostrade, enel, gas e anche l’acqua ci mancava: prossimo passo la privatizzazione dell’aria.
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