TNT blogColpo di scena in Francia: il Ministero della Cultura risponde ufficialmente alle richieste di chiarimenti e ammette che l’indirizzo IP non può essere considerato una prova di colpevolezza.


In risposta ad una richiesta scritta, il Ministero della Cultura, pur essendo l’organismo che più ha premuto (insieme a Sarkozy e alle major, naturalmente) a favore dell’istituzione di HADOPI, ha sostenuto che un indirizzo IP non può essere considerato una prova di violazione del copyright.

Questo perché l’indirizzo IP può essere usurpato, perché una connessione WiFi può essere violata oppure perché si possono iniettare nei tracker Torrent indirizzi IP arbitrari (in effetti a quest’ultima orrenda scoperta i brillanti funzionari del ministero non sono ancora arrivati).

Si tratta di una cosa più facile da fare che da scrivere, è sufficiente scrivere l’indirizzo da far registrare al tracker nel proprio client, nella casellina “Indirizzo IP da riportare al tracker”. Il tracker registrerà l’indirizzo per un lungo periodo (da 10 a 45 minuti, secondo i test effettuati su vari tracker sparsi nel mondo), prima di cancellarlo per timeout. In quel periodo, le milizie dell’HADOPI possono registrarlo, perché utilizzeranno dei semplici client torrent modificati per registrare gli IP restituiti dai tracker (oltre a quelli con i quali il client stabilisce una connessione). Come dimostra poi una ricerca dell’Università di Washington esistono molti altri modi per cui un mietitore di indirizzi IP può prendere cantonate.

Il Ministero precisa, come se in Francia ci fosse bisogno di ricordarlo di questi tempi, che l’onere della prova è a carico dell’accusa. Quale giudice se la sentirà di condannare per contraffazione un cittadino in base a degli indirizzi IP facilmente falsificabili e raccolti da privati delegati da HADOPI? E quale cittadino, quand’anche fosse condannato durante il processo espresso, non opporrà ricorso per salvaguardare il proprio accesso a Internet ed evitare multa ed eventuale carcere? La nuova legge “HADOPI 2″ infatti prevede il diritto ad appellarsi contro la decisione del processo espresso. Chi se ne avvale non viene disconnesso dalla Rete e un processo regolare deve essere celebrato.

Ma allora a cosa serve questa HADOPI? Forse solo per provare a instaurare un clima di paura al fine di convincere un po’ di persone a non usare più Internet liberamente e tornare a guardare la TV?

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