In Internet, i tentativi da parte dell’industria del monopolio intellettuale di caricare gli intermediari quali ISP e host di responsabilità, a dispetto del principio di mere conduit sancito per legge nell’Unione Europea, presentano notevoli somiglianze con la strategia di censura del governo cinese. Vi proponiamo la traduzione di un articolo di Mike Masnick, comparso su TechDirt.
Ad essere sinceri, può essere stato Bono il primo che ha reso il collegamento esplicito, ma altri hanno iniziato a notare che ci sono preoccupanti parallelismi fra ciò che viene proposto da ACTA e altri metodi, e l’attuale censura di Internet in Cina. L’ultima, come sottolineato dalla EFF, è la scrittrice Rebecca MacKinnon, che ci spiega perché la censura cinese si basa sullo stesso principio difettoso della proposta di ACTA di responsabilità secondaria per i provider.
Facciamo un passo indietro per spiegare il tutto. Abbiamo discusso, in passato, che il modo con il quale la Cina opera il suo “Grande Firewall” non è tramite la proibizione esplicita di alcunché. Invece, semplicemente si impone responsabilità su terze parti come i provider e si stabilisce che questi saranno accusati e affronteranno le conseguenze per qualsiasi “robaccia” che si consente di far arrivare agli utenti cinesi. Come nota MacKinnon, si tratta realmente di “responsabilità dell’intermediario”, o (piuttosto ovviamente) di caricare l’intermediario di responsabilità per costringerlo a provare a stroncare il comportamento degli utenti finali. In questo modo, il governo cinese può sostenere di non praticare alcuna censura su Internet e che non esiste una cosa come il “Grande Firewall”, perché esso non esiste come entità singola. Si tratta solo del fatto che il governo punirà i provider che non bloccano la “robaccia”.
Questa “responsabilità dell’intermediario” è un grande problema, perché in base a qualsiasi approccio basato sul senso comune, non si dovrebbe mai accusare un intermediario o una terza parte per le azioni degli utenti finali. Tuttavia, questo è esattamente quello per cui l’industria dell’intrattenimento sta facendo pressione. Una delle componenti chiave che è proposta per la sezione dedicata a Internet di ACTA è l’idea di espandere la “responsabilità secondaria” o “favoreggiamento alla violazione del copyright” o comunque lo si voglia chiamare. In realtà, è la stessa responsabilità dell’intermediario che la Cina impone per fare in modo che i provider censurino i contenuti. L’idea è che se si caricano i provider di responsabilità per il file sharing, allora questi saranno costretti ad escogitare i sistemi per fermarlo — proprio come i provider in Cina sono costretti a creare le loro campagne di censura.
E, naturalmente, tutto questo non è nemmeno ipotetico. Abbiamo alcuni esempi pratici, perché molto del linguaggio iniziale di ACTA è stato modellato sull’accordo di “libero commercio” che gli Stati Uniti hanno premuto per far firmare alla Corea del Sud. Questo accordo includeva una simile responsabilità dell’intermediario per i provider quando si trattava di violazione di copyright, e indovinate cosa è successo? Primo, il paese ha sentito la necessità di buttar fuori la gente da Internet in base ad un piano “three strikes”, solo per soddisfare il trattato. Poi i provider hanno cominciato rapidamente a proibire tutta una serie di attività, compreso qualsiasi upload di musica e molti upload di video. Dopo tutto, non vale la pena per i provider rischiare essere ritenuti responsabili, quindi questi hanno bloccato la possibilità di fare l’upload di tutta una serie di contenuti. E, naturalmente, con una simile responsabilità in gioco, altri sono andati anche oltre, come alcuni fornitori di servizio che hanno anche proibito la pubblicità per qualsiasi tipo di sito web che poteva consentire una violazione del copyright, a causa della paura che, tramite la responsabilità dell’intermediario, avrebbero potuto essere accusati solo per aver consentito una pubblicità che puntava a un sito che poteva essere usato per violazione del copyright.
Quando si osservano i dettagli, è incredibilmente simile al modo in cui la Cina ha realizzato il suo Grande Firewall. Istituisci una responsabilità secondaria tale da imporre responsabilità ad una terza parte, e poi guarda quella terza parte proibire tutta una serie di cose aggiuntive, tanto per essere sicura. Naturalmente, alla vecchia scuola dell’industria dell’intrattenimento non interessa, perché proibirvi di comunicare non è il loro problema. In ogni caso non vedono Internet come una piattaforma di comunicazione. Sperano che Internet sia il prossimo medium di distribuzione, e far piazza pulita per mezzo di un Grande Firewall sistema di responsabilità per gli intermediari si adatta bene ai loro piani. Più si guarda ai dettagli, più sembra che l’industria dell’intrattenimento stia facendo qualsiasi cosa possibile per accerchiare Internet e renderla simile più ad un mezzo di trasmissione dell’intrattenimento piuttosto che un mezzo di comunicazione.
Michael “Mike” Masnick è l’amministratore e il fondatore di TechDirt, un weblog che si concentra sulla tecnologia. Masnick è inoltre fondatore e CEO di Floor64 e collaboratore di Business Week.
L’articolo originale in inglese è http://www.techdirt.com/articles/20100120/0216537828.shtml
2 Responses
Pingback by Topsy.com
22 gennaio 2010 alle 00:30
[...] This post was mentioned on Twitter by Paolo Brini , Scambio Etico. Scambio Etico said: Traduzione in italiano dell'ottimo articolo di Mike Masnick su #ACTA #censorship http://bit.ly/8gM1xm #italy #copyright #china [...]
Pingback by ScambioEtico
11 agosto 2010 alle 15:56
[...] di Internet sul quale si basa il governo cinese e che viene replicato, come abbiamo più volte scritto dall’Accordo commerciale anti-contraffazione (ACTA), un accordo fortemente voluto dalle [...]
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