feb 16 2010
Posted by Luigi Di Liberto as Attivismo
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha prodotto un’indagine conoscitiva dalla quale emerge chiaramente come politiche repressive e di sorveglianza nei confronti di un fenomeno che non produce i danni economici che le major sono solite sbandierare siano anti-costituzionali, inutili e dannose, Finalmente anche un organismo istituzionale vede nel sistema delle licenze collettive estese l’equo compromesso tra la remunerazione degli autori ed il diritto alla cultura e alla conoscenza delle persone.
L’indagine conoscitiva è stata effettuata per capire cosa l’Autorità possa fare al fine di garantire, da una parte, un’efficace applicazione del diritto d’autore (diritto alla libertà di espressione e all’equa remunerazione), e dall’altra un’adeguata tutela dei diritti dei cittadini (accesso alla cultura e ad Internet, privacy, libertà di espressione); il tutto lasciando al mercato e ai cittadini ampi spazi di dibattito, per eventuali nuove proposte e confutazioni delle tesi sostenute.
L’impostazione di fondo dell’indagine è in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo in Francia e Spagna e a livello di dibattito nella UE e anche in Italia con il decreto Romani.
Infatti, giusto per citare alcuni punti, l’Autorità chiarisce che:
1) nella definizione di (eventuali ma non auspicate) misure preventive e di accertamento di illeciti sulla rete l’Autorità deve comunque rispettare severi vincoli tecnici e giuridici (direttive comunitarie, che escludono la possibilità di imporre obblighi di monitoraggio in capo agli ISP, se non a determinate condizioni) normativa a tutela della privacy, il diritto di accesso ad Internet e alla cultura degli utenti e il principio di una rete neutrale;
2) è necessario l’avvio di un dialogo con il mercato al fine di: (i) promuovere la cultura dell’accesso legale ai contenuti digitali; (ii) individuare modelli in grado di garantire un’equa remunerazione per tutti gli attori della filiera ed un accesso ai contenuti il più ampio possibile per gli utenti; (iii) identificare le misure più adeguate per prevenire e contrastare azioni illegali. Su quest’ultimo punto, viene chiaramente indicato che le misure di contrasto ad oggi disponibili risultano poco adattabili all’utilizzo nel mercato residenziale a larga banda, perché in contrasto con la normativa a tutela della privacy, il diritto di accesso ad Internet e il principio di neutralità della rete;
3) l’Autorità si fa promotrice della necessità, aperta ad ogni scenario, di riformare l’impianto normativo attuale, individuando tra le varie ipotesi anche quella delle licenze collettive estese e sottolinea che l’approccio fondato su meri divieti e sanzioni per la repressione delle violazioni del diritto d’autore si è rivelato fino ad oggi poco efficace a garantire una giusta tutela degli autori e degli utenti. Mentre in Francia stanno attuando l’Hadopi, in UK stanno proseguendo con l’iter della notification procedure ed in Spagna stanno pensando all’oscuramento di siti, l’AGCOM ha individuato tra le possibili soluzioni quella che da tempo sostiene EFF, che noi di ScambioEtico ed altre ONG abbiamo mutuato, che Agorà Digitale ha supportato attraverso il deposito di una proposta di legge alla Camera dei Deputati, e che soprattutto recepisce pienamente l’analisi e la proposta a suo tempo con autorevolezza avanzata dal Centro Nexa. Ne siamo lieti e facciamo all’Autorità i nostri più sinceri complimenti; per una volta l’Italia potrebbe essere condottiera di un’iniziativa innovatrice di ampio respiro e lungimiranza;
4) nel capitolo sull’analisi economica si dice non solo che il peer-to-peer e i download non consistono di traffico esclusivamente illegale, ma viene sottolineato che ci sono studiosi (tra cui Lessig) che mostrano che il file sharing e il peer-to-peer determinano un aumento del benessere del consumatore per effetto dell’aumento della varietà di contenuti disponibili e della pressione sulla diminuzione dei prezzi dei CD, DVD e che nel più lungo termine, le possibili ricadute positive sono su concorrenza ed innovazione. Nello stesso tempo vengono finalmente citati gli studi più seri ed autorevoli che sono concordi nel mostrare in questo prospetto come tra i pro e contro si tenda ad avere un equilibrio che non produce danno all’industria dell’intrattenimento. Alcuni studi mostrano inoltre che le persone che praticano il file sharing spendono di più, in opere di intrattenimento e culturali, rispetto a coloro che non lo praticano.

Concludiamo con il dire che il primo punto delle cose negative, probabilmente quello che maggiori preoccupazioni desta a chi sullo sfruttamento del copyright ha costruito immense fortune, potrebbe essere fortemente ridimensionato qualora nel file sharing si instaurasse un codice di autoregolamentazione che preveda la non messa in condivisione delle opere nella qualità originale in modo che il contenuto non vada a sostituire l’originale.
8 Responses
Commento by Rogal Dorn
16 febbraio 2010 alle 10:17
Sono contento di vedere finalmente un’organo costituzionale prendere le nostri parti. Ormai Major & Co devono capire che il loro metodo regressivo porta solo all’effetto opposto, una sorta di atto di sfida nei confronti di questo operato.
E’ un pò come nelle dittature, siano esse di destra o di sinistra…più sono dure e severe, più la gente cerca di sfuggirli.
Secondo me, se Major & Co legalizzassero la pirateria, paradossalmente, per il discorso spiegato poco fa, quest’ultima scenderebbe drasticamente.
Poi è ovvio, ci sarà sempre qualcuno che ne farà uso, ma in maniera ridotta rispetto adesso.
P.S. : Questo discorso non vale per la legalizzazione della droga
Pingback by YBlog
16 febbraio 2010 alle 14:30
[...] Rapporto AGCOM sulla “pirateria”: meglio legalizzare che reprimere [...]
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16 marzo 2010 alle 21:02
[...] dagli 8 anni in poi, che in base agli studi più importanti, peraltro citati anche nel recente rapporto dell’AGCom sulle violazioni del copyright, ha un impatto benefico per il [...]
Pingback by YBlog
17 marzo 2010 alle 15:48
[...] età, dagli 8 anni in su, che in base agli studi più importanti, peraltro citati anche nel recente rapporto dell’AGCom sulle violazioni del copyright, ha un impatto benefico per il [...]
Pingback by ScambioEtico
9 aprile 2010 alle 22:22
[...] attuali dichiarazioni di Maroni sono di poche settimane successive all’interessante indagine conoscitiva sulla pirateria digitale non a scopo di lucro condotta dall’Autorità per le Garanzie nelle [...]
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12 aprile 2010 alle 08:13
[...] attuali dichiarazioni di Maroni sono di poche settimane successive all’interessante indagine conoscitiva sulla pirateria digitale non a scopo di lucro condotta dall’Autorità per le Garanzie nelle [...]
Pingback by ScambioEtico
20 aprile 2010 alle 17:23
[...] poche settimane fa: lAutorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha già prodotto un’indagine conoscitiva sulla pirateria digitale priva di scopo di [...]
Pingback by ScambioEtico
12 dicembre 2010 alle 17:59
[...] l’Autorità per le Garanzie delle Telecomunicazioni, ha pubblicato a febbrario 2010 un’indagine conoscitiva sulle violazioni del copyright online in cui si mostrano i benefici per il mercato [...]
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