mar 28 2010
Posted by Luigi Di Liberto as Attivismo
Dopo l’oscuramento di The Pirate Bay ed in attesa che il tribunale di Roma sciolga la riserva sulla causa FAPAV vs Telecom ove è stato chiesto anche l’oscuramento di una serie di siti, labaia.net, poiché faceva da proxy per TPB, è stato posto sotto sequestro. Al momento l’accusa è quella generica di “aver consentito l’accesso a TPB”, ma se questo fosse un reato allora tutti i sevizi proxy sono potenzialmente fuorilegge come lo sono tutti coloro che postano un link attraverso il quale si giunge direttamente alla lista dei torrent su ThePirateBay tra cui anche quelli che puntano ad opere del tutto legittime.
È inevitabile muovere una seria critica all’inutile esasperazione “censoria” che sta dilagando su Internet nel tentativo di rendere irraggiungibili siti che si ritengono fuorilegge, senza passare attraverso concrete formulazioni di ipotesi di reato.
L’oscuramento di TPB ha di fatto creato uno “stupefacente” precedente per prendere provvedimenti censori muovendo ipotesi criminogene per fatti non commessi in Italia ed imputabili a persone sotto la giurisdizione di altri Paesi. Neppure in Svezia hanno adottato misure simili nonostante ci sia una causa in corso ed una condanna in primo grado di giudizio.
Ci sono altri casi che hanno suscitato meno clamore ma che sono altrettanto assurdi, uno per tutti il caso di bakeca.it, ma arrivare ora all’assurdo sequestro di un sito che semplicemente implementa nella sua home page l’utilizzo di un servizio proxy, a beneficio di tutte quelle persone che nel mondo subiscono la censura, appare più una minaccia che un concreto atto giudiziario, in particolare quando si procede alla perquisizione domiciliare del titolare del dominio che chiaramente non ha nella sua abitazione il server su cui questo proxy è stato implementato.
Quello che occorre chiedersi è se il supposto reato sia configurabile per aver effettuato una chiamata via proxy facendola apparire sul proprio dominio e spazio web, oppure sia da addebitare al proxy che permette la connessione al sito che l’autorità giudiziaria vorrebbe rendere inaccessibile; in quest’ultimo caso appare abbastanza chiaro che bisognerebbe rendere inagibili tutti i proxy e tutti i servizi (hosting, caching, translators, VPN, TOR ecc. ecc.) che consentono di accedere a TPB, come anche a tutti quei siti messi all’indice dai monopoli di stato. Ci sarebbe inoltre da chiedersi quale differenza ci sia tra ciò che ha fatto l’amministratore di labaia.net e quello che abbiamo fatto noi ed una marea di altri siti ( uno per tutti ) che hanno postato link che passando attraverso un proxy direttamente raggiungono TPB. L’imposizione tecnica realmente efficace per non consentire l’accesso ad un sito web, in ultima analisi, sarebbe esclusivamente quella di bloccare qualsiasi accesso a Internet, ossia spegnere, in senso letterale, la Rete, in quanto per sua natura la Rete è incensurabile.
La cosa più preoccupante di questo sequestro è la chiara intenzione di voler mettere una foglia di fico sui genitali del re nudo, come se se ciò servisse ad evitare di vederne la nudità. Preoccupa una magistratura che non si rende conto che le persone accedono a TPB attraverso la miriade di proxy esistenti senza bisogno di labaia.net e che questo sequestro, ma ancor più la perquisizione domiciliare, sia semplicemente vista come una ritorsione nei confronti di chi ha avuto l’impudicizia di far vedere con tanta evidenza la nudità del re. Vogliamo altresì ricordare che l’ordinanza di blocco è rivolta agli ISP.
Cosa possiamo fare? Quello che si deve fare lo abbiamo, come Stefano Severi fece a suo tempo, qui alcuni giorni fa già fatto, mettendo un link che passando attraverso un proxy porta direttamente alla Baia dei Pirati, rinnovandolo platealmente in questo articolo. Auspichiamo che la cosa venga ripresa da tutti coloro che hanno un sito e si sentono indignati da questo sequestro e perquisizione, l’indignazione senza azione diventa la carta igienica delle buone coscienze in un contenitore vuoto a perdere.
Questa non è una battaglia per favorire il file sharing “selvaggio”, questa è una lotta contro le censure immotivate e le occulte intimidazioni, questa è una lotta per la libertà di espressione: se per farlo serve issare la bandiera pirata sul pennone lo facciamo senza remora alcuna.
20 Responses
Pingback by Topsy.com
28 marzo 2010 alle 01:00
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28 marzo 2010 alle 07:06
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Commento by Altrove
28 marzo 2010 alle 11:50
Non capisco il riferimento nell’articolo a bakeka.it
é un sito di annunci di compro e vendo , e è stato tempoarnemente chiuso a causa di troppi annunci di escort e prostitute ma ora una volta tolta quella parte degli annunci risulta perfettamente funzionante
Commento by Luigi Di Liberto
28 marzo 2010 alle 16:47
La questione di bakeca.it è emblematica di come si operi di accetta ed inquisizione nei confronti del web. Se i magistrati hanno rilevato esserci annunci postati da intermediari che sfruttavano la prostituzione di alcune persone, gli annunci fatti dalle stesse escort non sono un reato in quanto ci sono giornali che li pubblicano a pagamento senza che nessuno gli dica nulla, bastava chiedere all’amministratore del sito la rimozione di quei specifici annunci. Invece di fare ciò si è disposto un sequestro totale del sito, avviato procedimento penale nei confronti dell’amministratore e poi disposto il dissequesrto solo a condizione che tutte 4 queste bacheche fossero oscurate
uomo cerca donna
uomo cerca uomo
donna cerca uomo
donna cerca donna
http://milano.bakeca.it/uomo_cerca_donna
dopo oltre 7 mesi ancora non possono riaprire queste bacheche e si stanno con tutti i problemi che un procedimento giudiziario comporta in termini di spesa e di preoccupazioni.
Quello che ci chiediamo è qualora scoprissero che un quotidiano o una rivista pubblica degli annunci a pagamento fatti dal pappone, si sequestra il giornale e lo si dissequestra solo se accetta di eliminare gli annunci di “pubbliche relazioni”? Si denuncia il direttore del giornale per queste cose?
Insomma perché si opera in questo modo nei confronti del web?
Forse perchè Internet, che sta ottenendo la nomination al premio nobel per la pace è visto da qualcuno come un covo di pedo_terro_satan_pirati?
Commento by Altrove
28 marzo 2010 alle 18:03
Personalmente penso che se qualcuno denunciasse un quotidiano perche mette annunci di “papponi” molto probabilmente sarebbero sequestrati fisicamante i quotidiani in questione , e ne sarebbe permessa la vendita in edicolo solo previa la rimozione di tali annunci, e personalmente non ci vedo nulla di diverso dalla pena subita da bakeka
Commento by Paolo Brini
28 marzo 2010 alle 20:40
Nella pratica quotidiana, come puoi verificare, questo non avviene: molti quotidiani o riviste nazionali e locali ospitano regolarmente annunci del tutto equivalenti a quella piccola parte di annunci che avrebbe provocato il problema a bakeca.
In ogni caso, come hai giustamente scritto, in casi estremi si provvede al sequestro della pubblicazione sul territorio nazionale, non al sequestro delle rotative (nella fase iniziale bakeca fu completamente bloccata) e tanto meno al divieto preventivo della pubblicazione di una certa rubrica. Inoltre, i fornitori di servizi della società dell’informazione sono regolamentati dalla direttiva 2000/31/CE (implementata con D.Lgs. 70/2003) che nel caso Bakeca ha due articoli pertinenti e rilevanti che devono essere considerati, il 14 e il 15.
http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=2735
Commento by Luigi Di Liberto
28 marzo 2010 alle 20:49
Io sono ormai anziano e non seguo più quel genere di annunci, ma so bene che ci sono annunci abbastanza espliciti che tra quelli di pubbliche relazioni. Come fa un giornale e la sua agenzia di raccolta di pubblicità, a sapere se quella pubblicità e ordinata da chi esercita la professione e dal pappone/a?
Se le indagini portano ad una cosa del genere si dice al giornale di non pubblicare altri annunci di tale persona, cosa altro dovrebbero fare/dire al fornitore di servizi? Se è una rivista potrebbero al massimo chiedere il ritiro di quella in edicola ma se è un quotidiano cosa/come fai?
Essendo un sito on line semplicemente gli chiedevano di rimuovere gli annunci di un determinato utente o meglio ancora gli specifici annunci. Questo è quello che ci si aspetta in un sistema civile.
Commento by giovacchino8
28 marzo 2010 alle 23:39
Per quelli che dicono: “ocio alla politica” o che in TNT “non si deve parlare di politica” o “non va usata per scopi diversi” dal p2p.
Rendiamoci conto che la condivisione e il p2p SONO una scelta politica!
Almeno fino a che ci sara’ un partito o piu’ che hanno la chiara intenzione di CENSURARE e CONTROLLARE la rete!
a tutti i proxies va la mia solidarieta’
p.s. solo stati come la China e l’Iran censurano (o per lo meno ci provano …
) i proxy e sistemi d’anonimato tipo Tor.
Commento by Luigi Di Liberto
29 marzo 2010 alle 10:34
Su TNT ci siamo stufati di discussioni politiche in cui di va presto fuori tema con i soliti scontri ideologici tra i soliti noti, per cui le discussioni sulla politica devono essere gestite in certo modo. Che il P2P sia una cosa di sinistra è una tua opinione e come tale va rispettata al pari della mia e di altri che la vedono bipartisan, per cui fare questa affermazione motivandola con le tendenze governative o le proposte di legge di qualche parlamentare è una plateale forzatura, ci sono releaser e downloader di sinistra, di destra, di centro, di sopra e di sotto.
E’ ovvio che siamo tutti preoccupati quando accadono certe cose e alcuni tendono a fare i paragoni con Cina e Iran, ma in questo caso siamo di fronte ad una decisione della magistratura e non della politica, quindi per piacere evita di portare fuori tema le discussioni anche sul blog.
Grazie.
Commento by carlito
29 marzo 2010 alle 00:55
viva tnt, viva INDYMEDIA, e tutti i siti che si battono per la liberta’ di espressione e informazione di tutti.
Commento by Altrove
29 marzo 2010 alle 08:14
adesso non so
ma io ho provato a mettere qualche annuncio su bakeka x vendere dei modellini di trani . e non penso che bakeka come è strutturata possa riuscire a bloccare questo o quello discriminando , c’era da dire che negli ultimi tempi , gli annunci delle “massaggaitrici” erano dilagati in tutti i settori ed erano divenuti estremamente espliciti, e non essendoci una discriminante che bloccasse o meno l’eta trovavo la coa abbastanza discutibile , ma per un mia personale morale
Trovo che censurare sia brutto , pero esistono delle leggi precise , e chi le contravviene è giusto che sia penalizzato.
Trovo piu corretto che ci si impegmi piuttosto a far modificare le leggi se sono inique pittosto che inneggiare all’anarchia
I riferimenti a cina e via dicendo , li trovo veramante fuori logo io per lavoro in paesi “censurati” ci sono stato e vi posso assicurare che non è il caso dell’italia.
Trovo oltresi eccessivo questo continuo e indiscriminato attacco a questo o quel movimento politico giovacchino8 ne è un esempio personalmente aborro tutti i tipi di violenza , e trovo tali interventi eccessivi e inopportuni , non so cosa sia tnt e non capisco cosa centri con bakeka e nemmeno capisco cosa centri indymedia, non mi pare sia stata censurata, anche se secondo l’intervento di givacchino, se fosse reale la situazione da lui riportata , avrebbe dovuto esserlo da tempo
Mentre si dovrebbe avere la capacità di discriminare i vari contesti mi pare che in italia si tenda a fare di tutta un erba un fascio, va bene opporsi alla censura indiscriminata , ma quando questa colpisce a ragione determinate aree perche non accettarla a priori?
Grazie
Commento by Luigi Di Liberto
29 marzo 2010 alle 10:59
Un fornitore di servizi in rete non è obbligato a fare una censura preventiva tanto più sarebbe poco auspicabile farlo in base a criteri personali, anche se nulla lo vieta. Se c’è qualcosa che viola la legge la magistratura ne deve chiedere la rimozione ed eventualmente la collaborazione per identificare l’autore. Per tua morale puoi condannare quello che ti pare ma fino a quando ci sono quotidiani e riviste non vietati ai minori che pubblicano espliciti annunci di prostitute, non si può pretendere che questa regola sia adottata dalla rete, in che modo poi? cliccando un pulsantino dichiarando di essere maggiorenne?
Non capisco quale legge avrebbe violato bakeca.it e quindi per cosa si dovrebbe impegnare a cambiare, se invece ti riferisci alle norme sul P2P anche la disobbedienza civile è una forma di lotta politica di grande rispetto, forse la sola con efficacia percorribile dalla società civile.
Su quali temi bisognerebbe accettare a priori la censura?
Commento by Paolo Brini
29 marzo 2010 alle 11:07
Trovo molto interessante, ed inquietante, il riferimento nell’ultimo paragrafo ad una censura che colpirebbe a ragione. Quando la censura è giusta?
Più sopra si dice che “censurare è brutto” ma sostanzialmente sarebbe necessario quando si violano leggi precise e inoltre ci si riferisce a presunti inni all’anarchia. Mi sembra chiaro che lo scopo dell’articolo sia proprio mostrare che i casi esposti non rappresentano una chiara violazione di leggi esistenti. Perché viene ravvisato un inno all’anarchia? Perché il termine “anarchia” viene utilizzato negativamente, in contrapposizione all’impegno di modificare eventuali leggi inique?
Pingback by YBlog
29 marzo 2010 alle 18:39
[...] Labaia.net fuorilegge? Allora siamo tutti pirati! [...]
Commento by Altrove
30 marzo 2010 alle 17:32
Appellarsi al fatto che ci sono quotidiani che promuovono la prostituzione , per far accettare il fatto che lo faccia un sito in rete non mi sembra una gran idea, secondo lo stesso concetto si potrebbe affermare che le rapine sono cosa buona e santa visto che altri le fanno e quindi perche arrestare chi viene colto in flagranza di reato.
Questo per dire che vedrei volentieri che il metro usato per la rete venga usato anche x la carta stampata e non il contrario . perche un annuncio dato al pubblico delle prestazioni o della presenza di una prostituta è favoreggiamanto alla prostituzione quindi illegale
@Paolo
Perche un accezzione negativa al termine anarchia da me espressa deve essere ritenuta illogica , mentre la tua stessa eccezione al termine censura deve essere valutato positivamente?
sei tu il metro di paragone per definire cio che è buono e cosa no?
Una censura irrispettosa e fatta a tappeto è negativa , ma perche non censurare detrminati comportamenti di una serie di persone è negativo?
Censurare la bestemia e il turpiloqui da una trasmissione televisiva io non lo vedo come atto negativo
Commento by Paolo Brini
30 marzo 2010 alle 23:52
Il confronto con la stampa è stato avanzato per mostrare come il caso Bakeca è equivalente, traslato alla carta stampata e in particolare ai quotidiani, al sequestro delle rotative invece che della copia sospettata e quindi mostrare che anche per la tua definizione si tratta di censura ingiusta.
In merito all’anarchia, ti devo correggere: ho scritto che ne dai un significato “negativo”, non illogico, e ponevo una domanda, non facevo un’affermazione categorica. In merito alla censura, credo che siamo arrivati comunque ad un punto comune di accordo anche con il tuo pensiero, e cioè condannare la censura indiscriminata. Il nostro scopo è mostrare che i casi citati, e ce ne sono molti altri di cui dovremmo scrivere presto, riguardano censura indiscriminata, che NON colpisce “a ragione determinate aree”.
Commento by Altrove
31 marzo 2010 alle 17:33
Il confronto con la stampa è azzeccatissimo ai giornali sequestrano il prodotto in vendita nelle edicole o che sta andando in edicola
e quale è l’edicola della rete il dsn , mca hanno sequestrato i server (rotative)
sei un politico Paolo??? vero!!
Perche da buon politito fingi sempre di travisare tutto per non dare mai conto di nulla
illogica secondo il tuo parere perche definisci un mio modo di pensare negativo , l’anarchia è negativa se non supportata da una morale di base che l’essere umano non ha, e in un mondo entropico ,l’anarchia è anche si innaturale
Per quanto riguarda la censura , hai preso un abbaglio, non la pensiamo proprio allo stesso modo, no alla censura indiscriminata , ma dipende da cio che si intende per mirata , bakeka.it era da censurare, euna volta tolti gli elementi che creavano disagio e andavano contro una legge hanno potuto tranquillamante tornare in rete
Come era giusto che fosse , e qui non vedo nessun caso di censura immotivata ma solo una censura che colpisce “a ragione determinate aree”.
Commento by Paolo Brini
31 marzo 2010 alle 19:11
Ti sbagli, la vicenda Bakeca è andata molto diversamente (essendo l’attività in Italia, non c’entra niente l’oscuramento tramite sabotaggio DNS). L’attività, che conta un’ottantina di dipendenti, è stata completamente bloccata, proprio come se a un giornale si sequestrassero le rotative.
La procedura corretta a mio avviso sarebbe stata la richiesta di rimozione dei contenuti sospetti, in accordo al D. Lgs. 70/2003 (implementazione della Direttiva 2000/31/CE). Invece si è scelto di bloccare tutta l’attività.
La vicenda non è ancora terminata, vedremo se ci saranno ulteriori sviluppi.
Non commento oltre il tuo messaggio perché errate le premesse non ha senso discutere dello sviluppo del tuo ragionamento.
Un buon resoconto dei fatti lo trovi sul blog dell’ avv. Guido Scorza.
http://www.guidoscorza.it
E no, non sono un politico.
Pingback by TAT 047
30 marzo 2010 alle 23:06
[...] Il Viaggio in Batisfera nella Baia dei Pirati – LaBaia.net chiude; ma si raggiunge ancora da qui (e da migliaia di altri proxy). Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA)[...]
Commento by Laura
1 aprile 2010 alle 13:59
Sono un’italiana, anche se vivo all’estero, e mi spaventa la facilita’ con la quale certi miei compatrioti rinunciano ai diritti che sono stabiliti dalla costituzione. I commenti del sig. “Altrove”, ma anche tanti che sento quando vengo a passare le vacanze in Italia, sono un esempio di quello che voglio dire. Non conosco bene la storia del ragazzo con il proxy, tuttavia io credo che chi si atteggia a giustificare simili intrusioni nella vita privata e nei domicili delle persone, o anche una repressione come è successa con bakeca, non merita la democrazia.
Scusate le parole forti, forse sono doppiamente dispiaciuta a guardare che nella bellissima Italia stanno sempre più diffondendosi idee che giustificano le censure e la violazione della costituzione. Tanti cari saluti e forza Scambioetico.
Laura
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