apr 27 2010
Durante un convegno della Camera di Commercio americana a Stoccolma, la lobby del copyright dichiara nel 2007 esplicitamente che la pornografia infantile è grandiosa, perché fornirà il sistema per censurare tutta la Rete. Dopo tre anni il piano avvia a concretizzarsi.
“La pornografia infantile è grandiosa perché i politici la comprendono. Giocando questa carta, possiamo indurli ad agire e a far bloccare i siti web. E una volta che avremo fatto questo, potremo iniziare a far bloccare i siti di file sharing. Un giorno avremo un filtro gigante per la rete che svilupperemo in stretta collaborazione con IFPI e MPA. Monitoriamo costantemente i siti web di pornografia infantile, per mostrare ai politici che il filtraggio funziona. La pornografia infantile è un problema che i politici comprendono”.
Con queste parole Johan Schlüter del Gruppo Antipirateria Danese, una lobby delle associazioni dell’industria dei film e della musica, ha esaltato con gioia, nel 2007, la possibilità di sfruttare la pornografia infantile per arrivare a censurare tutta la Rete. Rapporti dall’attivista Oscar Swartz, dall’europarlamentare Christian Engstrom e del leader del Partito Pirata svedese Rick Falkvinge sono concordi nel denunciare questa pubblica dichiarazione. Non una parola è stata spesa per piani reali di protezione dei bambini.
La strategia dell’industria del copyright è a questo punto fin troppo chiara. Si individua qualcosa che tutti trovano terribile, come l’abuso sessuale sui bambini, e lo si utilizza cinicamente per giustificare la censura di quei siti che ne riportano le immagini. In questa fase l’unica cosa importante è introdurre il concetto secondo il quale censurare è giusto, non c’è alcuna preoccupazione di tutelare i bambini. Come ha mostrato il MOGiS, l’associazione tedesca dei reduci di violenze subite da bambini, il filtraggio dei siti web che mostrano immagini di abusi è un provvedimento che danneggia i bambini stessi: l’industria del copyright, per i propri fini commerciali, non si fa scrupoli nel sostenere politiche dannose per i bambini.
Una volta fatto questo, si estende l’ambito del filtraggio, per esempio a siti controversi, siti che indicizzano file torrent, forum e così via. Portata a termine questa fase, si sarà introdotto il precedente secondo il quale è normale censurare Internet, e a quel punto si potrà lanciare il piano riportato da Schlüter, un filtro gigantesco che nei fatti farà circolare solo le informazioni che l’industria del copyright vuole che circolino.
Questa manovra è coerente con quanto si può leggere nella versione consolidata di ACTA allo stato attuale dei negoziati. Ci auspichiamo che mostrare la vera faccia di coloro che vogliono sfruttare gli abusi sui bambini come scusa per chiudere Internet possa suscitare il disgusto e la reazione sia del mondo politico sia della società civile, e faccia aprire gli occhi a quei decisori che, come il Commissario Cecilia Malmstrom (proponente una Direttiva europea per il blocco dei siti web), consapevolmente o inconsapevolmente, stanno favorendo queste repellenti manovre. In Italia, i filtri dei siti web che mostrano abusi sessuali sui bambini furono implementati per legge nello stesso periodo della dichiarazione riportata nell’articolo.
A 3 anni dalla dichiarazione di Schlüter, il cinico piano comincia a concretizzarsi.
One Response
Commento by Force
27 aprile 2010 alle 21:43
Perchè questa cosa non mi sorprende?Sono degli animali senza scrupoli…
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