TNT blogA seguito di raid avvenuti nel 2005, la polizia spagnola aveva arrestato quattro persone e smantellato un popolare sito di file-sharing. Il caso si era trascinato da allora ma oggi è stato finalmente chiuso. Tre giudici hanno deciso che non è stato commesso nessun reato e hanno paragonato il file-sharing all’antica pratica di condivisione dei libri.

In seguito ad un’indagine delle autorità, della società di raccolta diritti EGEDA e della Columbia Tristar, all’inizio del 2005 la polizia spagnola dette il via ad un’operazione mirata a chiudere il popolare forum di file-sharing CDCDGO.com. EGEDA contestava che il sito consentiva ai membri di scaricare film situati sulle reti P2P, talvolta anche di alcuni che dovevano ancora arrivare nelle sale cinematografiche. Come molti siti di file-sharing, CVCDGO era stata finanziata da pubblicità sin dal suo lancio nel 2004 e nella sua breve vita aveva ricevuto, secondo le dichiarazioni, 11 milioni di visite.

L’”Operazione CVCD”, condotta dalla Squadra dei Crimini sulla Proprietà Intellettuale, culminò nel tardo 2005 con raid a Malaga, Siviglia e Madrid. Lì la polizia arrestò i quattro operatori del sito che all’epoca avevano età comprese fra i 27 e i 37 anni. I server, nel frattempo, rimanevano situati a San Diego, Stati Uniti.

I procedimenti legali si sono trascinati da allora, ma adesso la Corte Provinciale di Madrid ha finalmente chiuso il caso, sentenziando che nessun reato è stato commesso. In accordo ai verdetti di ogni altro caso di file-sharing emessi dal sistema legale spagnolo recentemente, la Corte ha evidenziato che siccome il sito non ospitava effettivamente i file protetti da copyright e che non generava alcun profitto diretto dalle violazioni del copyright, la presenza della pubblicità sul sito non costituiva un reato.

Nel verdetto, i giudici Oscariz, Gutierrez e Campillo hanno scritto che “…fin dai tempi antichi ci sono stati prestiti o vendite di libri, film, musica e altro. La differenza ora consiste principalmente nel mezzo utilizzato – in precedenza era carta o un supporto analogico mentre ora tutto è in formato digitale, cosa che consente uno scambio molto più veloce, di qualità più elevata e inoltre con diffusione globale tramite Internet”.

I giudici hanno notato che tutto ciò avviene fra molti utenti simultaneamente senza che nessuno di essi riceva alcun profitto finanziario.

L’avvocato Carlos Sanchez Almeida, il cui studio legale ha assunto la difesa del caso, ha detto che la decisione rappresenta un chiaro messaggio dei giudici al governo che informa il Ministro della Cultura González Sinde che c’è una “linea rossa che non dovrebbe essere attraversata”. “I giudici si sono schierati a difesa della libertà su Internet”, ha aggiunto.

La decisione è inappellabile.

Fonte: TorrentFreak by enigmax

Traduzione a cura di ScambioEtico

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