ACTA impone il carcere per comportamenti, attualmente legali, che sono comuni per la maggioranza dei cittadini. Come fermare l’accordo che vuole sopprimere molte libertà dei cittadini e rendere l’accesso a Internet condizionato all’autorizzazione dell’industria del copyright. L’8 luglio scadenza ultima per la sottoscrizione della Dichiarazione Scritta 12/2010 da parte degli europarlamentari. Telefoniamo ai nostri europarlamentari per far loro sapere che ne pensiamo di questa storia.
Il prossimo round di negoziati su ACTA inizierà a Lucerna (Svizzera) il prossimo 28 giugno. Come sempre non saranno presenti rappresentanti della società civile, di organizzazioni di difesa dei consumatori, del Parlamento Europeo o altri rappresentanti parlamentari. L’intenzione dei negoziatori è di ratificare ACTA prima della fine del 2010.
AGGIORNAMENTI: il round dei negoziati si è concluso nella massima segretezza.
Dal 5 all’8 luglio ricorda di chiamare i tuoi europarlamentari per far loro firmare la Dichiarazione 12/2010 (vedi sotto).
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ACTA definisce come reato penale una serie di comportamenti al momento perfettamente legali, e un’ulteriore serie di azioni al momento sanzionate solo sotto il profilo amministrativo. Stabilisce che la pena per tali reati è la carcerazione (“imprigionamento” per usare la parola scritta nei documenti ufficiali). Per la prima volta nella storia delle democrazie occidentali, una previsione vincolante e dettagliata dei reati penali e delle pene di carcerazione viene negoziata in un accordo multilaterale commerciale esclusivamente fra rappresentanti dei governi ed esponenti delle industrie, al di fuori di qualsiasi processo democratico e dello scrutinio dei parlamenti nazionali;
ACTA introduce come reato penale quello di “incitamento, ausilio, favoreggiamento” alla violazione del copyright, con una definizione che secondo i giuristi che abbiamo interpellato è di così vasta portata da poter far ricadere anche le critiche alle leggi sul copyright in un reato d’opinione da punire con il carcere. Per la prima volta nella storia delle democrazie occidentali si vanno a definire nuovi reati d’opinione in un accordo commerciale.
In termini semplici, tutto questo significa, a puro titolo esemplificativo, che copiare un CD musicale per un amico o per un parente, pubblicare su un sito un link particolare, parlare o scrivere contro il copyright o i brevetti, studiare algoritmi implementati in codice chiuso per integrarli/emularli (N.B. NON copiarli) nei propri programmi, sono tutti comportamenti che secondo ACTA saranno puniti con il carcere.
VERIFICA DELLE INFORMAZIONI FORNITE
Ci rendiamo conto che quanto scritto può apparire inverosimile. Per verificare, il punto di partenza naturale è rappresentato dai documenti ufficiali ACTA rilasciati pubblicamente nell’aprile 2010. Un altro buon punto di riferimento è l’analisi effettuata recentemente dai maggiori esperti mondiali (giuristi, professionisti, ONG) su ACTA.
CHI STA APPROVANDO IN NOSTRO NOME QUESTO ACCORDO?
Il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea ha dato ampio mandato di negoziato alla Commissione Europea senza mai consultare il Parlamento Europeo. La Quadrature du Net ha pubblicato un documento ufficiale dal quale risulta che la Presidenza del Consiglio dell’UE preme a favore dell’inclusione in ACTA della definizione suddetta dei reati penali e della carcerazione per i trasgressori.
In accordo al Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, i parlamenti nazionali dei Paesi Membri (quindi anche quello italiano) non hanno competenza nel momento in cui un accordo commerciale internazionale viene ratificato dalla Commissione Europea e non viene bocciato dal Parlamento Europeo. D’altra parte Commissione e Consiglio dei Ministri hanno dimostrato a più riprese di essere favorevoli a questa versione di ACTA.
L’unica istituzione che può ancora bloccare ACTA in extremis è il Parlamento Europeo, non concedendo il proprio assenso e prima ancora opponendosi, tramite risoluzioni e dichiarazioni scritte ufficiali, all’estensione del mandato di negoziato affidato alla Commissione.
Sono rimasti ormai solo 10 giorni per tentare di convincere almeno altri 116 eurodeputati a sottoscrivere la dichiarazione scritta 12/2010 che invita la Commissione a far si che i negoziatori europei sul trattato ACTA non vadano oltre a quanto le Direttive e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE stabiliscono. Questo documento sarebbe, dopo la risoluzione approvata a larghissima maggioranza il 10 marzo scorso, un altro importante tassello per evitare che l’accordo contro le contraffazioni di prodotti commerciali vada a concludersi nel modo nefasto in cui ora è impostato. Nonostante gli sforzi che le ONG europee più attive su questo tema hanno profuso in questi mesi, il numero delle firme mancanti crea molta preoccupazione: in 110 giorni hanno sottoscritto 253 MEP. Per riuscire in questi ultimi 10 giorni a convincerne altri 116 è necessaria anche la vostra presa di coscienza e il vostro impegno: fare alcune telefonate e inviare qualche mail è adesso una cosa assolutamente indispensabile.
ALTRI MOTIVI PER OPPORSI AD ACTA
ACTA ridefinisce le violazioni “su scala commerciale”. Sotto violazione su “scala commerciale” ricade anche quella che “NON ha come motivazione qualsiasi guadagno finanziario, diretto o indiretto”.
ACTA impone ai paesi sottoscrittori di garantire ai titolari di copyright e brevetti la possibilità di richiedere, senza prove, ingiunzioni rapide ed efficaci per sequestrare beni e fonti di servizi, inaudita altera parte (cioè senza interpellare i proprietari di tali beni o servizi), che il titolare sospetta violino copyright o brevetti o che, anche se non li violano, potrebbero farlo nel futuro. Si istituisce cioè una sorta di “polizia privata pre-crimine” che agisce in base a quanto sostenuto dai presunti titolari dei diritti e deve provvedere ai sequestri anche quando i beni da sequestrare non violano in quel momento copyright e/o brevetti;
ACTA vuole bloccare l’accesso ai farmaci a basso costo per favorire poche grandi case farmaceutiche americane ed europee, consentendo il sequestro dei farmaci in transito nei paesi aderenti ad ACTA su semplice richiesta delle case anche quando questi farmaci non violano alcuna legge né del paese esportatore né del paese importatore;
ACTA vuole bloccare lo sviluppo del software libero (e la diffusione di tutta una serie di prodotti hardware e software) che tanta importanza riveste per l’economia europea (si pensi ad Apache, lighttpd, OpenOffice, Firefox, GNU Linux ecc.) e per la possibilità di scelta dei cittadini, tramite la proibizione (pena il carcere) di qualunque tecnica, strumento, periferica o altro atti ad aggirare protezioni per migliorare l’interoperabilità, per scopo didattico ecc., che sono cruciali per sviluppare software libero.
ACTA introduce un regime di proibizionismo digitale e tecnologico che renderà illegale l’utilizzo di molte applicazioni Internet, programmi e periferiche hardware che utilizziamo quotidianamente, e che affiderà il mercato legale dell’hardware e del software a pochi oligopolisti.
COSA STANNO FACENDO I NOSTRI EUROPARLAMENTARI
Gli eurodeputati italiani che al momento hanno firmato sono solo 22 su 72. I primi a firmare sono stati l’on. Luigi Berlinguer (PD), l’on. Erminia Mazzoni (PdL) e l’on. Niccolò Rinaldi (IdV). La sensibilità dell’on. Rinaldi all’argomento ha fatto sì che tutti gli eletti nelle liste di IdV abbiano già sottoscritto il documento e di ciò li vogliamo ringraziare. Degli eletti nelle liste del PD hanno firmato in 10 su 21 ed auspichiamo che in questi giorni altri facciano altrettanto; al momento solo l’on. Gianluca Susta ci ha risposto che non intende sottoscrivere fornendoci via mail le sue motivazioni [1]. Purtroppo solo altri 2 MEP eletti nelle liste del PdL su 32 hanno seguito l’esempio dell’on. Mazzoni, mentre per la Lega Nord solo Oreste Rossi ha recentemente firmato e gli on. Mario Borghezio e Francesco Speroni hanno tramite i loro collaboratori già fatto sapere che non firmeranno.
COSA POSSIAMO FARE NOI COME CITTADINI?
Dobbiamo pragmaticamente prendere atto che i nostri parlamenti nazionali non avranno competenza una volta che ACTA sarà ratificata, ed hanno esclusivamente un ruolo consultivo nei confronti della Commissione. Una minoranza qualificata di Paesi del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea può bloccare un accordo commerciale, ma questa minoranza qualificata non sembra sussistere al momento. Invece, per qualsiasi accordo commerciale multilaterale, il consenso del Parlamento Europeo è indispensabile per la sua ratifica.
Quindi, allo stadio attuale, l’unica istituzione che può fermare l’accordo, o per lo meno limitarlo agli aspetti concernenti la contraffazione, è il Parlamento Europeo, costituito dai rappresentanti che noi abbiamo eletto. Dobbiamo quindi:
- Informare i nostri rappresentanti che ancora non hanno firmato la Dichiarazione Scritta 12/2010 dei pericoli rappresentati da ACTA e invitarli a firmare.
- Ampliare la discussione coinvolgendo stampa, blog, forum ecc. Da quando i documenti ACTA sono pubblici, non esistono più argomenti per sostenere che ampie parti di questo accordo non violino i diritti fondamentali, il principio di proporzionalità e l’Acquis dell’Unione (il corpus legislativo dell’Unione Europea).
La Dichiarazione 12/2010 stabilisce che ACTA deve rispettare il principio di sussidiarietà, la libertà di espressione, il diritto alla privacy e la Neutralità della Rete, proteggendo gli operatori, i provider e in generale i fornitori di servizi Internet dall’eccessiva responsabilità legale per qualsiasi atto commesso in Rete dai propri utenti. Essa pertanto non pone limiti agli scopi di lotta alla contraffazione commerciale di ACTA, purché essi non violino quanto citato.
Riferimenti:
Analisi completa di ACTA.
Ulteriori argomenti a favore della Dichiarazione.
[1]
Faccio seguito alla telefonata di ieri per ribadire che – per come è formulata – la dichiarazione in oggetto non è sottoscrivibile.
A dire il vero la ritengo anche del tutto superflua, dal momento che in ben tre occasioni il PE ha votato risoluzioni che già hanno evidenziato gli aspetti negativi di ACTA. Una di queste risoluzioni porta la mia firma ed è stata oggetto di lunga discussione in INTA prima di approdare in Aula. Personalmente, infine, proprio sulla circolazione dei farmaci generici e sull’accesso agli stessi da parte dei Paesi poveri, nella scorsa legislatura, quale relatore sulla ratifica del Trattato che modificava l’accordo TRIPS su questo punto (farmaci), ho per ben quattro volte costretto Consiglio e Commissione a rinviare la ratifica stessa proprio perché l’Europa non aveva messo in campo iniziative più solidali verso i Paesi più poveri sull’accesso ai farmaci generici. Non sto a dirvi il “braccio di ferro” con le multinazionali farmaceutiche. Il tutto per dire che alcune delle vostre contestazioni non solo mi trovano d’accordo, ma addirittura scontate.
Ciò non toglie che così come formulata la dichiarazione non faccia alcun cenno agli aspetti positivi di ACTA (il cui testo è tutt’altro che definito e la cui conclusione non è certo in “dirittura d’arrivo”) che – ricordo – non riguardano la lotta alla contraffazione solo di borsette, scarpe, orologi o magliette, ma anche di tutto ciò che attiene alla sicurezza (dalle viti alle parti sofisticate di apparecchi altamente tecnologici, ad es. nelle auto) e alla salute (i farmaci contraffatti hanno già procurato la morte di migliaia di persone), attività criminali che richiedono forme di intelligence, di coordinamento delle norme penali e di sanzioni che solo a livello sovranazionale possono avere efficacia. A noi il compito di vigilare affinchè – come ribadito nei già citati atti assunti dal Parl. Eur. – il tutto avvenga nel rispetto delle libertà individuali e collettive e nella massima trasparenza.
Cordialità
Gianluca Susta, deputato al PE
Nota del comitato promotore
Nell’e-mail sopra riportata integralmente, l’on. Susta non si riferisce evidentemente, parlando delle positività di ACTA, alle parti concernenti Internet. Le parti positive al più riguardano la contraffazione a scopo commerciale, dannosa e pericolosa per i consumatori. Queste parti non vengono osteggiate in alcun modo dalla Dichiarazione Scritta 12/2010. Nei punti 3 e 5 la Dichiarazione concerne esattamente le richieste dell’on. Susta citate nell’ultima riga della sua e-mail.
13 Responses
Commento by Luigi Di Liberto
27 giugno 2010 alle 11:49
ELENCO DEI MEP CHE ANCORA NON HANNO SOTTOSCRITTO E DA CONTATTARE PER TELEFONO DAL 5 AL 8 LUGLIO
Eletti nelle liste del Popolo della Libertà e UDC (gruppo parlamentare PPE)
Gabriele ALBERTINI
Tel Str.: +33 3 88 175 366
Tel Str.: +33 3 88 177 366
gabriele.albertini@europarl.europa.eu
Magdi Cristiano ALLAM
Tel Str.: +33 3 88 175 883
Tel Str.: +33 3 88 177 883
magdicristiano.allam@europarl.europa.eu
Roberta ANGELILLI
Tel Str.: +33 3 88 175 902
Tel Str.: +33 3 88 177 902
roberta.angelilli@europarl.europa.eu
Antonello ANTINORO
Tel Str.: +33 3 88 175 268
Tel Str.: +33 3 88 177 268
antonello.antinoro@europarl.europa.eu
Alfredo ANTONIOZZI
Tel Str.: +33 3 88 175 516
Tel Str.: +33 3 88 177 516
alfredo.antoniozzi@europarl.europa.eu
Raffaele BALDASSARRE
Tel Str.: +33 3 88 175 114
Tel Str.: +33 3 88 177 114
raffaele.baldassarre@europarl.europa.eu
Paolo BARTOLOZZI
Tel Str.: +33 3 88 175 396
Tel Str.: +33 3 88 177 396
paolo.bartolozzi@europarl.europa.eu
Sergio BERLATO
Tel Str.: +33 3 88 175 213
Tel Str.: +33 3 88 177 213
sergio.berlato@europarl.europa.eu
Vito BONSIGNORE
Tel Str.: +33 3 88 175 382
Tel Str.: +33 3 88 177 382
vito.bonsignore@europarl.europa.eu
Antonio CANCIAN
Tel Str.: +33 3 88 175 914
Tel Str.: +33 3 88 177 914
antonio.cancian@europarl.europa.eu
Carlo CASINI
Tel Str.: +33 3 88 175 330
Tel Str.: +33 3 88 177 330
carlo.casini@europarl.europa.eu
Giovanni COLLINO
Tel Str.: +33 3 88 175 913
Tel Str.: +33 3 88 177 913
giovanni.collino@europarl.europa.eu
Luigi Ciriaco DE MITA
Tel Str.: +33 3 88 175 148
Tel Str.: +33 3 88 177 148
luigiciriaco.demita@europarl.europa.eu
Herbert DORFMANN
Tel Str.: +33 3 88 175 158
Tel Str.: +33 3 88 177 158
herbert.dorfmann@europarl.europa.eu
Carlo FIDANZA
Tel Str.: +33 3 88 175 168
Tel Str.: +33 3 88 177 168
carlo.fidanza@europarl.europa.eu
Elisabetta GARDINI
Tel Str.: +33 3 88 175 393
Tel Str.: +33 3 88 177 393
elisabetta.gardini@europarl.europa.eu
Salvatore IACOLINO
Tel Str.: +33 3 88 175 193
Tel Str.: +33 3 88 177 193
salvatore.iacolino@europarl.europa.eu
Giovanni LA VIA
Tel Str.: +33 3 88 175 217
Tel Str.: +33 3 88 177 217
giovanni.lavia@europarl.europa.eu
Clemente MASTELLA
Tel Str.: +33 3 88 175 227
Tel Str.: +33 3 88 177 227
clemente.mastella@europarl.europa.eu
Mario MAURO
Tel Str.: +33 3 88 175 387
Tel Str.: +33 3 88 177 387
mario.mauro@europarl.europa.eu
Tiziano MOTTI
Tel Str.: +33 3 88 175 247
Tel Str.: +33 3 88 177 247
tiziano.motti@europarl.europa.eu
Cristiana MUSCARDINI
Tel Str.: +33 3 88 175 277
Tel Str.: +33 3 88 177 277
cristiana.muscardini@europarl.europa.eu
Alfredo PALLONE
Tel Str.: +33 3 88 175 252
Tel Str.: +33 3 88 177 252
alfredo.pallone@europarl.europa.eu
Aldo PATRICIELLO
Tel Str.: +33 3 88 175 418
Tel Str.: +33 3 88 177 418
aldo.patriciello@europarl.europa.eu
Crescenzio RIVELLINI
Tel Str.: +33 3 88 175 267
Tel Str.: +33 3 88 177 267
crescenzio.rivellini@europarl.europa.eu
Licia RONZULLI
Tel Str.: +33 3 88 175 872
Tel Str.: +33 3 88 177 872
licia.ronzulli@europarl.europa.eu
Potito SALATTO
Tel Str.: +33 3 88 175 271
Tel Str.: +33 3 88 177 271
potito.salatto@europarl.europa.eu
Amalia SARTORI
Tel Str.: +33 3 88 175 556
Tel Str.: +33 3 88 177 556
amalia.sartori@europarl.europa.eu
Marco SCURRIA
Tel Str.: +33 3 88 175 409
Tel Str.: +33 3 88 177 409
marco.scurria@europarl.europa.eu
Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS
Tel Str.: +33 3 88 175 899
Tel Str.: +33 3 88 177 899
sergio.silvestris@europarl.europa.eu
Salvatore TATARELLA
Tel Str.: +33 3 88 175 276
Tel Str.: +33 3 88 177 276
salvatore.tatarella@europarl.europa.eu
Iva ZANICCHI
Tel Str.: +33 3 88 175 422
Tel Str.: +33 3 88 177 422
iva.zanicchi@europarl.europa.eu
————————————————————–
Eletti nelle liste del Partito Democratico (gruppo parlamentare S&D)
Francesca BALZANI
Tel Str.: +33 3 88 175 891
Tel Str.: +33 3 88 177 891
francesca.balzani@europarl.europa.eu
Salvatore CARONNA
Tel Str.: +33 3 88 175 509
Tel Str.: +33 3 88 177 509
salvatore.caronna@europarl.europa.eu
Andrea COZZOLINO
Tel Str.: +33 3 88 175 517
Tel Str.: +33 3 88 177 517
andrea.cozzolino@europarl.europa.eu
Rosario CROCETTA
Tel Str.: +33 3 88 175 518
Tel Str.: +33 3 88 177 518
rosario.crocetta@europarl.europa.eu
Paolo DE CASTRO
Tel Str.: +33 3 88 175 520
Tel Str.: +33 3 88 177 520
paolo.decastro@europarl.europa.eu
Leonardo DOMENICI
Tel Str.: +33 3 88 175 522
Tel Str.: +33 3 88 177 522
leonardo.domenici@europarl.europa.eu
Mario PIRILLO
Tel Str.: +33 3 88 175 526
Tel Str.: +33 3 88 177 526
mario.pirillo@europarl.europa.eu
Gianni PITTELLA
Tel Str.: +33 3 88 175 159
Tel Str.: +33 3 88 177 159
gianni.pittella@europarl.europa.eu
David-Maria SASSOLI
Tel Str.: +33 3 88 175 530
Tel Str.: +33 3 88 177 530
david.sassoli(at)europarl.europa.eu
Gianluca SUSTA
Tel Str.: +33 3 88 175 565
Tel Str.: +33 3 88 177 565
gianluca.susta@europarl.europa.eu
—————————————-
Eletti nelle liste dellla Lega Nord (gruppo parlamentare EFD)
Mara BIZZOTTO
Tel Str.: +33 3 88 175 729
Tel Str.: +33 3 88 177 729
mara.bizzotto@europarl.europa.eu
Mario BORGHEZIO
Tel Str.: +33 3 88 175 704
Tel Str.: +33 3 88 177 704
mario.borghezio@europarl.europa.eu
Lorenzo FONTANA
Tel Str.: +33 3 88 175 737
Tel Str.: +33 3 88 177 737
lorenzo.fontana@europarl.europa.eu
Claudio MORGANTI
Tel Str.: +33 3 88 175 121
Tel Str.: +33 3 88 177 121
claudio.morganti@europarl.europa.eu
Fiorello PROVERA
Tel Str.: +33 3 88 175 Not fixed yet
Tel Str.: +33 3 88 177 Not fixed yet
fiorello.provera@europarl.europa.eu
Matteo SALVINI
Tel Str.: +33 3 88 175 753
Tel Str.: +33 3 88 177 753
matteo.salvini@europarl.europa.eu
Giancarlo SCOTTÀ
Tel Str.: +33 3 88 175 754
Tel Str.: +33 3 88 177 754
giancarlo.scotta@europarl.europa.eu
Francesco Enrico SPERONI
Tel Str.: +33 3 88 175 705
Tel Str.: +33 3 88 177 705
francescoenrico.speroni@europarl.europa.eu
Commento by Luigi Di Liberto
29 giugno 2010 alle 13:35
Ho stanotte scritto a Luigi Berlinguer e stamani telefonato all’assistente, il quale mi ha assicurato che in questi giorni profonderanno il massimo impegno, sia nei confronti degli eletti nelle liste del PDL che per tutti gli appartenerti al gruppo S&D.
Stamani ho anche scritto a Niccolò Rinaldi per fare in modo che, dopo aver già fatto molto per far firmare tutti quelli eletti nelle liste di IdV, dia in questi giorni il suo massimo apporto di sollecito a tutti gli iscritti al gruppo ALDE.
Nel pomeriggio mi attivo con mail e poi a seguire telefonata sulle tre MEP elette nelle liste del PdL aderenti al gruppo PPE che già hanno firmato per cercare da loro un aiuto, sicuramente la loro opera sarebbe più considerata che quanto possiamo fare noi, anche perchè quasi tutti i MEP eletti nel PPE sono stati da me durante la scorsa sessione contattati per telefono con evidenti scarsi risultati nell’immediato.
Invito quindi anche il lettori che ci seguono, in particolare elettori e sostenitori del PdL/UDC a fare altrettanto su queste tre persone che hanno già dimostrato sensibilità all’argomento.
Lara COMI
Tel Bxl.: +32 2 28 45 135
Tel Bxl.: +32 2 28 47 135
Tel Str.: +33 3 88 175 135
Tel Str.: +33 3 88 177 135
lara.comi@europarl.europa.eu
Barbara MATERA
Tel Bxl.: +32 2 28 45 236
Tel Bxl.: +32 2 28 47 236
Tel Str.: +33 3 88 175 236
Tel Str.: +33 3 88 177 236
barbara.matera@europarl.europa.eu
Erminia MAZZONI
Tel Bxl.: +32 2 28 45 238
Tel Bxl.: +32 2 28 47 238
Tel Str.: +33 3 88 175 238
Tel Str.: +33 3 88 177 238
erminia.mazzoni@europarl.europa.eu
Per quanto riguarda invece gli eletti nelle liste della Lega Nord, quindi iscritti al gruppo EFD il cui Presidente Nigel Farage mi ha nei giorni scorsi che lui ed i MEP eletti IN UK non firmeranno (di cui allego la risposta che mi ha inviato), Paolo ha già prima della scorsa sessione più volte contattato il funzionario che per la LN segue questa tematica, ma come abbiamo visto purtroppo i risultati sono stati molto deludenti, inoltre il fatto che i due “leader” storici (Borghezio e Speroni) abbiano già fatto sapere che non firmeranno, ci lascia poche aspettative e non mi stupirei più di tanto se anche Oreste Rossi ritirasse la firma. Insomma per quelli della Lega Nord mi sembra una cosa ardua riuscire ad ottenere buoni risultati, quindi lasciamo questo onere agli elettori e sostenitori di quel partito il compito mi evitare che restino le “pecore nere” in questa iniziativa.
Dear Mr Di Liberto
Thank you for writing to Nigel Farage, about a (non-binding) written
declaration of the EU’s “parliament” (consultative assembly) asking the
un-elected EU-Commission to negotiate, on behalf of 27 European
countries, an agreement, with 12 other countries, about the suppression
of “counterfeit” products (a) more transparently (b) without injuring
fundamental freedoms (c) without classifying generic medicines as
“counterfeit” (d) without abolishing recourse to due legal processes and
(e) without penalising ISP’s; because, indeed, the EU-Commission is not
trusted to negotiate such an agreement in accordance with these
criteria.
You mention this because, as you rightly say, the peoples of the
European Union have not been told what the EU-Commission’s
negotiating-position is, on these issues, despite a (non-binding)
resolution, of the “parliament”, calling unequivocally for this
negotiating-position to be revealed.
You add that, in your view, signing the Written Declaration will
reinforce the effect of this resolution, which was, in fact, merely to
prompt the EU-Commission to release a so-called “draft text” (and not
necessarily “the draft text”, as you put it)
The questions UKIP asks – and would like to have seen expressed, both in
the resolution and in the written declaration – are these: if the
EU-Commission cannot be trusted to negotiate such agreements, according
to the stated criteria, why is it being entrusted with negotiating such
agreements, and why do the resolution and the written declaration fail
to impugn explicitly the EU-Commission’s competence to negotiate them?
Thus, the resolution and the written declaration merely cavil about
details of the negotiating-position, when the fundamental problem is the
identity and character of the negotiator, whose “draft text” is no
guarantee of what its negotiating-position is now, let alone what it may
become in the course of negotiations.
In this way, the resolution and the written declaration actually affirm
and support the EU-Commission’s role as negotiator, even though
challenging its right to such a role would have been – and still would
be – the most effective way of ensuring that the EU-Commission played
this role in the manner desired.
It must be said, however, that the EU-Commission has no difficulty in
ignoring the resolutions and written declarations of the “parliament”.
It is for these reasons that the UKIP did not vote in favour of the
resolution (except for the amendment calling for transparency) and will
not sign the written declaration.
We shall, however, vote – when it really matters – against the adoption
of the ACTA itself, even if it does fulfil some of the criteria
demanded; because, once adopted, the final text will be extensible and
mutable, as such agreements always are, by means of “implementing
powers” conferred upon the EU-Commission, or through piecemeal
amendment, by the EU-Commission, in such a way as to evade the radar of
the public and the “parliament”.
Yours sincerely
Andrew S. Reed
Office of Nigel Farage, Brussels
Commento by mario
29 giugno 2010 alle 20:37
Chissà come mai aspettano sempre l’estate per presentare queste porcate.
Commento by Luigi Di Liberto
30 giugno 2010 alle 12:50
Purtroppo ieri ho avuto dei contrattempi ed ho quindi provveduto stamani a inviare le mail alle tre MEP del PdL di cui al post sopra e per il motivo li espresso. Come al solito, dopo una mezz’ora dall’invio delle mail, ho chiamato i loro uffici per segnalare l’invio della mail e sollecitare di portarla all’attenzione delle destinatarie perche ormai so che molte mail finiscono direttamente nello spam e rischiano di non essere nemmeno lette dagli assistenti, difatti come per altri molti MEP da me contattati la mail stava nello spam.
Quindi se scrivete a qualcuno fatevi poi anche carico di una breve telefonata per far accertare che non siano finite nello spam e che possano essere stampate per essere sottoposte all’attenzione di coloro a cui avete scritto.
Commento by Jacko
30 giugno 2010 alle 21:14
Scrivete una mail, telefonate ai MEP e pubblicate tutto in qualunque spazio frequentiate per chi può! Click su “Share and Save” e diffonda il più possibile l’articolo nei molti canali disponibili!Prendete di mira quelli più grossi e registratevi e diffondiamo per allontanare questa piaga di ACTA!
Commento by Luigi Di Liberto
1 luglio 2010 alle 18:28
Ho appena finito di inviare oltre 200 mail, una per una per poterle personalizzare con il nome del MEP, a tutti gli europarlamentari del PPE non italiani con un testo che ieri sera con Paolo abbiamo preparato.
Contiamo sul conrtibuto di chi ci legge per fare solleciti agli eletti nelle liste del PDL che fino al 18 giugno non avevano ancora firmato e che sono elencati nel primo commento di questo articolo, ribadisco che è importante mandare una mail ma poi anche telefonare per sollecitare gli assisitenti a portarla all’attezione del MEP, se vi dicono di non vederla ditegli di guardare nello spam
Questa è una traccia di mail molto valida che potete comunque personalizzare per non dare l’impressione di ripetere un ritornello a comando.
Egregio On. NOME e COGNOME,
la Dichiarazione Scritta 12/2010, avviata l’8 marzo scorso dai membri del Parlamento europeo Françoise Castex (S&D, FR), Alexander Alvaro (ALDE/ADLE, DE), Stavros Lambrinidis (S&D, GR) e Zuzana Roithova (PPE, CZ), esprime grande preoccupazione per ACTA, dichiarando che l’accordo del negoziato deve rispettare la libertà di espressione, la privacy e la Neutralità della Rete (proteggendo gli attori della Rete contro l’eccessiva responsabilità legale), e invita la Commissione a pubblicare tutti i testi in corso di negoziazione.
ACTA contiene disposizioni che potrebbero rafforzare le imposizioni nei confronti delle merci contraffatte, ma i suoi obiettivi sono ben più ampi. Essa comprende un mandato di sanzioni per violazione del copyright a fini non commerciali, nuove misure di esecuzione penale in materia di brevetti, un nuovo regolamento a livello mondiale per Internet e misure che incidono sul commercio mondiale dei medicinali generici.
ACTA propone un aumento globale di monitoraggio, filtraggio e sorveglianza, il che significa una grave minaccia per la protezione dei dati personali. Come il Garante della Protezione dei Dati dell’Unione europea ha dichiarato “il monitoraggio (indiscriminato) colpirebbe milioni di persone e tutti gli utenti, indipendentemente dal fatto che siano sospettati o meno”.
Perchè firmare la dichiarazione scritta 12/2010:
- È un chiaro segnale per i cittadini dell’Unione europea sul fatto che il Parlamento europeo è qui per proteggere i loro diritti.
- Si tratta di un forte messaggio inviato dal Parlamento alla Commissione sul fatto che il processo democratico non può essere eluso.
- Permette a ciascun firmatario deputato di mostrare il suo impegno verso la tutela dei diritti dei cittadini.
- ACTA rimuove la competenza del Parlamento europeo a far fronte a sanzioni civili e penali connesse alla contraffazione.
- Richiama i principi generali della UE: la tutela dei diritti fondamentali, le competenze del Parlamento per le questioni relative al Copyright, la trasparenza.
- ACTA sta cercando di aumentare la responsabilità degli attori di Internet per la contraffazione fatta dai loro utenti. È estremamente pericolosa e potrebbe trasformarli, al fine di evitare rischi giuridici, in polizia privata e ausiliari di giustizia che stabiliscono quali contenuti devono essere rimossi/filtrati/bloccati e a quali deve essere limitato l’accesso.
La ringrazio per la cortese attenzione,
nome e cognome.
Commento by Enforce84
2 luglio 2010 alle 13:11
“In termini semplici, tutto questo significa, a puro titolo esemplificativo, che copiare un CD musicale per un amico o per un parente, pubblicare su un sito un link particolare, parlare o scrivere contro il copyright o i brevetti, studiare algoritmi implementati in codice chiuso per integrarli/emularli (N.B. NON copiarli) nei propri programmi, sono tutti comportamenti che secondo ACTA saranno puniti con il carcere.”
Bene, quindi alcune case software vengono danneggiate e possono anche chiudere baracca e sono:
LA SLYSOFT perchè produce CloneCD, CloneDVD, AnyDVD HD che permettono di creare una perfetta copia di backup che sbaraglia la protezione sul contenuto;
LA ALCOHOL SOFT perchè produce Alcohol 120% che permette la copia dei contenuti eludendo le protezioni;
…e presumo molte altre…se includiamo poi anche il “grabbing” allora il settore viene dimezzato! Siete d’accordo?
Commento by Paolo Brini
2 luglio 2010 alle 18:56
Si, mi sembra che il software citato, in base alla versione di ACTA ufficiale di fine aprile, sarebbe considerato illegale, e coloro che lo diffondono commetterebbero un reato penale nei paesi che ratificheranno l’Accordo.
Commento by Enforce84
2 luglio 2010 alle 22:38
Strano…ma i pirati che vogliono perseguire chi sono veramente?Quelli scaricano o quelli che producono software?Siamo sicuri che i pirati che intendono perseguire non siano all’interno dell’industria stessa?No perchè quei software e case che lì producono mi mettono il dubbio…
Pingback by ScambioEtico
8 luglio 2010 alle 15:09
[...] e alle libertà dei cittadini (cioè l’on. Susta del Partito Democratico, si veda la sua risposta al nostro invito alla firma), porti argomentazioni poco convincenti, e contrarie a quelle della [...]
Pingback by GBLOG
15 luglio 2010 alle 00:18
[...] La questione meriterebbe ben maggior approfondimento ma, allo stato, mi limito a constatare che un comitato istituito per studiare il problema della pirateria digitale nel nostro Paese, dopo un anno e mezzo di vita, non ha rilasciato nessuno Studio, ha abbandonato a sé stesso il forum creato per interagire con gli interessati (neppure l’informazione relativa alla riunione carbonara del 10 luglio è presente sul forum) e, poi, all’improvviso annuncia di aver creato una task force e di essersi riunito, tra l’altro, per analizzare gli sviluppi di un negoziato segreto e democraticamente inaccettabile come quello su ACTA. [...]
Pingback by ScambioEtico
3 settembre 2010 alle 11:25
[...] già scritto molto su ACTA e sull’obiettivo della Dichiarazione Scritta presentata da autorevoli esponenti dei tre maggiori gruppi politici del Parlamento [...]
Pingback by ACTA: carcere per tutti : Movimento ScambioEtico | Diritto d'autore
30 gennaio 2012 alle 14:00
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