L’adozione del rapporto Gallo segna la vittoria di una battaglia per la lobby del copyright che riesce ad ottenere dal Parlamento Europeo un segnale a favore della soppressione di alcuni diritti fondamentali dei cittadini e dell’abolizione del carattere aperto e neutrale di Internet. Una vittoria ottenuta con ricerche compilate da ciarlatani e petizioni con firme falsificate e di persone morte.

Il Rapporto Gallo è stato oggi adottato dal Parlamento Europeo con 328 voti a favore e 245 contrari. Nonostante S&D, Verdi e GUE avessero avanzato una risoluzione alternativa altrettanto, se non più, severa nei confronti della contraffazione di beni a scopo di lucro ma che allo stesso tempo non minava le libertà, il Parlamento ha optato per un rapporto che mette a repentaglio i diritti fondamentali dei cittadini europei e rappresenta una forte base per la chiusura di Internet.

Il rapporto Gallo rompe la linea di difesa delle libertà e di Internet perseguita dal Parlamento anche quest’anno con la Risoluzione del 10 marzo e con la Dichiarazione Scritta 12/2010. Per comprendere tale spettacolare incoerenza, a nostro avviso, non possiamo non tenere conto delle enormi pressioni della lobby del copyright, che gioca ormai a carte scoperte, impiegando una considerevole quantità di risorse ed energie, per chiudere Internet come la conosciamo e trasformarla in una serie di sottoreti segmentate che comunicano solo parzialmente fra di loro e nelle quali possono essere inseriti solo contenuti preventivamente approvati.

La suddetta lobby aveva disperato bisogno di un break dalla linea forte del Parlamento a difesa di Internet e delle libertà fondamentali che in essa possono essere esercitate: come scrive Glyn Moody, non è possibile simultaneamente preservare i monopoli intellettuali e mantenere Internet aperta. Sebbene il rapporto Gallo non abbia valore legislativo, il segnale politico che esso invia è esattamente il break di cui coloro che cercano disperatamente di mantenere monopoli garantiti dai governi avevano bisogno.

Probabilmente a causa di questa disperazione la lobby del copyright è ricorsa ad ogni mezzo per far adottare il rapporto Gallo. Sottolineiamo lo studio commissionato da BASCAP (un’associazione di major in cui uno dei presidenti del consiglio direttivo è quel Fourtou, marito della ex europarlamentare Fourtou, che ricopre anche la massima carica in Vivendi Universal, major a sua volta molto vicina al presidente francese Sarkozy e alla relatrice del rapporto Marielle Gallo) a Tera: si tratta di uno studio talmente privo di valore scientifico e colmo di calcoli che partono da supposizioni errate o comunque antiscientifiche da sembrare redatto da ciarlatani, e la petizione di Eurocinema, per la quale la lobby è giunta a falsificare le firme dei sottoscrittori e ad inserire una firma di una persona morta da 3 anni, come risulta dalla nostra denuncia di ieri. La petizione è stata consegnata all’ultimo momento, sospettiamo proprio per non dar tempo agli europarlamentari di verificare l’attendibilità delle firme.

Il Ciarlatano, di Pietro Longhi

Occorre che tutti noi cittadini continuiamo a lavorare insieme, informando in ogni modo possibile le persone che ci circondano e i policy maker dell’Unione e dell’Italia, affinché le bugie dei monopolisti dello sfruttamento intellettuale vengano smascherate. Allo stesso tempo il ricorso, da parte della lobby del copyright, a falsificazione di firme, utilizzo strumentale di nomi di persone morte, supporto a studi inquinati e ciarlataneschi ed ingerenza nel processo decisionale degli stati sovrani, ci ricorda che la pratica della disobbedienza civile e la ricerca e l’utilizzo di mezzi tecnici che possano rendere del tutto inapplicabili le follie legislative sognate da questi soggetti diverranno la strada maestra da percorrere.

La magia nera della lobby del copyright richiama i morti per far loro firmare le petizioni (immagine di NefariousNinja)



La lobby del copyright trae la sua forza dalle risorse economiche che tutti noi cittadini le abbiamo concesso nel corso dei decenni. Ogni volta che acquistiamo CD, DVD, BluRay o andiamo nelle sale cinematografiche, supportiamo in minima parte gli artisti e in larga parte contribuiamo al potere della lobby. Come abbiamo concesso questo potere, così possiamo revocarlo qualora necessario, se saremo uniti.

Nei messaggi relativi al presente articolo, tutti i nomi degli europarlamentari italiani che hanno votato a favore e contro il rapporto.

Concludiamo con il comunicato stampa che l’on. Niccolò Rinaldi (Italia dei Valori, gruppo ALDE) ci ha fatto pervenire (gli europarlamentari italiani del gruppo ALDE hanno votato compatti contro il rapporto Gallo).

Internet; Rinaldi (IdV): oggi negata conoscenza diffusa in rete.

“Ci rammarichiamo che la relazione Gallo sia passata al voto di oggi. Una piccola maggioranza del parlamento non ha capito quali saranno le ripercussioni di una repressione in internet.” Lo dichiara in una nota l’eurodeputato Niccolò Rinaldi, in nome della delegazione dell’Italia dei Valori al Parlamento europeo, spiegando il voto contrario IdV alla relazione Gallo sull’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale nel mercato interno, che ha trovato comunque il consenso del Parlamento europeo. “La relazione non tiene conto delle evoluzioni della società e il suo bisogno per un accesso libero alla cultura. Non potevamo votare a favore di un arroccamento delle grandi imprese che poco hanno a che fare con la tutela dei diritti d’autore specifici, anacronistico rispetto all’era digitale, dove è necessario garantire un Internet libero e aperto. L’Europa cade in contraddizione: ci diciamo sempre favorevoli a una società della conoscenza diffusa, e ora si mettono legacci inopportuni alla circolazione di idee, patrimoni artistici, creatività. Noi preferiamo un’Europa più libera, anche sulla rete.”

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