
Un testo ufficiale della Commissione è trapelato ed è stato pubblicato online. A dispetto delle dichiarazioni del Commissario De Gucht, da esso si evince che la Commissione sta preparando la strategia per un nuovo round di negoziati che avrà luogo in Australia dal 30 novembre. Una strategia che sembra ignorare gran parte delle raccomandazioni del Parlamento Europeo espresse nella Risoluzione del 10 marzo, nella Dichiarazione Scritta 12/2010 e in diverse interrogazioni, scritte e orali, alla Commissione.
Un importante documento datato 3 novembre concernente ACTA è trapelato ed è stato messo online, fra gli altri, dalla TACD. Da esso si apprende che ci sarà, contrariamente a quanto dichiarato dal Commissiario De Gucht, un ulteriore round di negoziati, definito “tecnico”, dal 30 novembre al 3 dicembre 2010 a Sydney, Australia.
Nel memo trapelato, scritto a quanto appare da Luc Devigne, capo negoziatore per la Commissione, e da altri del DG Trade della Commissione, si consiglia peraltro di alloggiare in un modesto alberghetto da 400 € a notte a spese dei contribuenti. Nessuna novità sostanziale: nel complesso il documento riflette gli obiettivi che la Commissione tenterà di raggiungere, mentre allo stesso tempo si compiace dei traguardi già conseguiti. Fra questi, è da sottolineare il compiacimento per la ridefinizione di scala commerciale (si rammenti che il Commissario De Gucht aveva ufficialmente dichiarato che ACTA non avrebbe ridefinito il significato di “scala commerciale”), che impone che qualsiasi violazione, diretta o indiretta, per vantaggi commerciali o economici, sia trattata come reato penale.
Il compiacimento di questo risultato, che criminalizza allo stesso identico modo la persona che condivide o copia un file musicale per un amico e le organizzazioni criminali che praticano contraffazione su vasta scala, è per la Commissione motivo di vanto ed orgoglio. Sebbene le parti penali siano negoziate direttamente dal Consiglio, riteniamo significativo questo passaggio quale incontrovertibile dimostrazione sia della nulla considerazione riservata al principio di proporzionalità e ai diritti fondamentali dei cittadini europei, sia dello sprezzo nei confronti di tutte le raccomandazioni fin qui ricevute dal Parlamento, che fra le altre cose, con la Risoluzione del 10 marzo, raccomandava ai negoziatori della Commissione a limitarsi alle parti riguardanti la contraffazione e a non far andare ACTA oltre il corpus legale (Acquis) dell’Unione.
In un ulteriore documento citato da Monica Horten la Commissione dichiara inoltre di essere vicina ad ottenere un regime di responsabilità per gli ISP relativo non solo al copyright, ma anche ai marchi commerciali. Si tratta di un’ulteriore prova del fatto che la Commissione, sebbene continui a dichiarare il contrario, sia ben cosciente che ACTA va oltre l’Acquis dell’Unione (nell’Acquis dell’Unione, in particolare nella Direttiva sul commercio elettronico, sono previste specifiche esenzioni di responsabilità per gli ISP su TUTTI i contenuti veicolati dagli utenti).
Grazie a questo documento è ora ancora più difficile ritenere che i discorsi rassicuranti fatti agli europarlamentari dai responsabili dei negoziati della Commissione possano essere veritieri o anche solo vagamente affidabili.
2 Responses
Pingback by Topsy.com
9 novembre 2010 alle 22:31
[...] This post was mentioned on Twitter by JM Cerqueira Esteves, Scambio Etico, Paolo Brini , Paolo Brini , Scambio Etico and others. Scambio Etico said: #ACTA: trapela nuovo testo, in vista un ulteriore round di negoziati. La Commissione ignora il Parlamento Europeo [...]
Commento by Rogal Dorn
10 novembre 2010 alle 01:50
“un modesto alberghetto da 400 € a notte a spese dei contribuenti…”
Modesto alberghetto da 400 € a spese nostre ?
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