Un appassionato rapporto di un agente di Telecomix, Etu, della giornata finora più caotica della InfoWar contro WikiLeaks. Un assaggio di quello che significa essere agenti di Telecomix o hacktivisti in generale. Una dimostrazione di come le risorse di interi governi, fra cui gli Stati Uniti, usate con ferocia siano comunque insufficienti a censurare Internet e a fermare un manipolo di hacktivisti determinati.
La mia giornata con la Guerra di Internet – Parte 1/?
di Etu
Il venerdì mattina era iniziato con una telefonata, una chiamata di un venditore, niente di importante. Ma mi ero svegliato e non potevo riaddormentarmi, così feci partire il mio computer e mi collegai a IRC. Trovai che gran parte dei canali erano morti perché la gente stava dormendo. Alcune persone dagli Stati Uniti stavano attive per pochi minuti.
Poi cominciai a notare qualcosa nel twitter feed, “wikileaks.org è down”. Così cominciai a indagare, provai a risolvere il server, e si, il nome di dominio era down. Non si poteva più raggiungere wikileaks.org. Cominciammo a rintracciare il loro indirizzo IP. Ne trovammo uno, non esattamente quello che stavamo cercando, ma era un inizio per estrarre dati da wikileaks.org. Beccammo la home page e un link non funzionante a cablegate, che era il sito al quale volevamo arrivare. Qualcuno accidentalmente ne aveva fatto un tweet che cominciò ad essere retweettato con l’informazione che i cablegates fossero lì. Che non era vero in quel momento, ma lo è ora.
Individuammo un altro indirizzo da un network completamente diverso, e questo aveva lo stesso contenuto del precedente con l’aggiunta di cablegate. Facemmo un tweet di questa informazione, che Wikileaks esisteva ed era ancora accessibile. Molte persone lo retweettarono. L’informazione si propagò rapidamente ed estesamente, e nel canale cominciammo a capire che eravamo nell’epicentro dell’informazione, avevamo l’opportunità di diffondere notizie aggiornate a migliaia di lettori. Fummo a nostra volta aggiornati con informazioni da dentro e fuori le nostre linee. Verificando al volo.
Nel mezzo di tutto ciò l’hosting di wikileaks su Amazon fu distrutto, senza preavviso. Cambiarono il loro host primario per la terza volta in poche ore durante la mattinata. Il topic di Telecomix si mantenne aggiornato con le ultime informazioni e non tardò a twettare le news.
Installammo un mirror su un server che condivido con alcuni amici. Divenne rapidamente popolare, e fu probabilmente uno dei primi dieci siti mirror di Wikileaks creati a questo scopo. Spargemmo il link attraverso l’account Twitter di Telecomix e di nuovo si diffuse rapidamente ed estesamente. Il primo era soltanto uno snapshot del server di wikileaks che avevamo duplicato, ma più tardi in serata lo sviluppammo ulteriormente. Lo chiamammo http://cablegate.failar.nu.
A questo punto per me era ora di dirigermi in città, una giornata decisamente scomoda per avere altre cose da fare piuttosto che mantenere un occhio vigile sul flusso e tenere le cose in ordine. Grazie al mio N900 mi potei fare un’ottima idea di quello che stava succedendo e fare anche un po’ di lavoro di amministrazione mentre ero fuori. La radio svedese Sveriges Radio nelle News del terzo Programma annunciò che EveryDNS aveva messo down Wikileaks a causa degli attacchi (un riferimento ai DDoS), il che era una bugia. Tweettai questo attraverso il canale di Telecomix, quel che è giusto è giusto. Al successivo rapporto di aggiornamento alla radio avevano invitato un “esperto di computer” che spiegava cosa stava effettivamente succedendo e il suo significato. La homepage era attiva, bisognava sapere solo dove guardare.
Il Partito Pirata Svizzero fece un buono sforzo nel comprare wikileaks.ch e farlo puntare al server di wikileaks, questo funzionò bene e divenne il nuovo dominio primario che la gente diligentemente utilizzò. Ebbe l’impatto maggiore dopo che lo veicolammo attraverso il Twitter di Telecomix. Il problema con wikileaks.ch era che esso era ospitato presso EveryDNS e proprio come wikileaks.org venne soppresso da EveryDNS nel tentativo di rimuovere l’unico incentivo agli attacchi DDoS ai loro name server. Più tardi in giornata tutti i name server di EveryDNS erano down, completamente. Tutti e quattro. Il che è una cosa estrema per un enorme host di DNS. Il risultato fu che wikileaks.ch era down e dovemmo ritornare agli indirizzi IP di nuovo.
Quella sera quando andai al pub capii che avremmo dovuto aggiornare il nostro mirror di wikileaks in un modo migliore di una volta ogni tanto a caso. Quindi al pub, con un sidro in una mano e il mio N900 nell’altra cominciai ad hackare insieme uno script che avrebbe ri-mirrorato l’intero sito in un folder, messo i file in ordine, aggiunto nuovi file nel repository e re-inviato. Poi lo misi in pulisci-e-aggiorna ogni 30 minuti. Quindi avevo un repository con i cambiamenti da Cablegate da circa le 9 pm in avanti, potevamo tornare indietro nelle revisioni e sempre avere dati intatti indipendentemente da quello che succedeva ai dati sui server di wikileaks.
Venivano creati più mirror, e alla sera ne potemmo contare qualcosa come 84 nella lista dei mirror, erano decisamente tanti per tenerne traccia. Per far questo cominciarono, esattamente come avrei fatto io, a compilare un pad dove si poteva aiutare a elencare e ordinare tutti i mirror. Cominciò in ietherpad ma esso consente solo 16 persone per pad per volta, normalmente è molto. In questo caso erano noccioline. Lo si spostò nel pad aperto di Mozilla, a da lì, per quanto ho letto, anche Mozilla ebbe un assaggio degli attacchi DDoS per uccidere Wikileaks. La lista fu spostata su Tumblr, e da quello che ho visto per ora non hanno avuto problemi con gli attacchi.
Alla sera le cose cominciarono a calmarsi, l’intera giornata era stata un unico, immenso e caotico flusso di informazioni. E mi piaceva! Il caos ha dimostrato che non è l’autorità che governa Internet, Internet è un organismo di per sé. Questo grazie agli hacktivisti che sono vivi e vegeti. Almeno finché gli hacktivisti lo vorranno, wikileaks si espanderà ancora di più. Dopo essere stato disponibile all’inizio della giornata su due siti, ora si trova su 84 server. Distribuzione, eh? Non un take-down così efficiente dopo tutto.
Si è trattato di un giorno importante sulla nostra Internet, credo di essere uno pochi che ha veramente assistito e ha avuto una panoramica di quello che è successo oggi. Tante ore sono state ben spese nel controllare le fonti, raccogliere fatti, e filtrare dati in grado di diffondere conoscenza e informazione con mezzi potenti a coloro che erano interessati.
La conoscenza è potere, e la giornata odierna ne è l’ennesima dimostrazione.
Ho anche pensato al rilascio dei cablogrammi, al fatto che stiano rilasciando alcuni documenti per volta, una cosa incredibilmente astuta se si vuole il massimo impatto. Quando rilasciarono il Diario di Guerra questo suscitò attenzione principalmente perché era enorme, ma nessuno poté effettivamente digerirne il contenuto. Era troppo in troppo poco tempo. Dopo averci pensato trovo che mi piace veramente che stiano facendo così. Una buona mossa.
Voglio mandare un grande grazie a Telecomix, per la loro esistenza. Per la gente che sta lì. Per il fatto che le persone lavorano così bene insieme in gruppo e si aiutano l’una con l’altra. Durante i periodi della giornata in cui avevo altre cose da fare c’era sempre qualcun altro che manteneva i contatti. Abbiamo avuto un occhio vigile tutto il giorno. Il Telecomix Twitter è stato un ottimo canale per diffondere le informazioni concernenti ciò che stava effettivamente accadendo. “Telecomix News Agency – Reporting Live from the Internet“. E questo è esattamente quello che abbiamo fatto oggi.
Nel momento di pubblicazione di questo articolo, il numero di mirror di Wikileaks è salito: Wikileaks è disponibile in 355 server nel mondo.
3 Responses
Pingback by Topsy.com
6 dicembre 2010 alle 04:17
[...] This post was mentioned on Twitter by Scambio Etico, Paolo Brini . Paolo Brini said: #infowar #internet #wikileaks Un appassionato rapporto di un agente di @Telecomix. [...]
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7 dicembre 2010 alle 23:35
[...] Guerra di Internet: la Prima Guerra contro WikiLeaks : Movimento ScambioEtico | L’altraitalia – Ultime notizie, del giorno, cronaca, italiani all’estero, ansa [...]
Pingback by ScambioEtico
8 dicembre 2010 alle 12:25
[...] mia giornata durante la Guerra di Internet[...]
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