Nell’udienza di oggi la Corte britannica ha respinto il ricorso dell’accusa contro la libertà su cauzione. Assange potrà essere rilasciato non appena l’importo della cauzione arriverà alla Corte.
200.000 sterline devono essere consegnate in contanti, in aggiunta a due diverse garanzie da 20.000 ciascuna, per un totale di 240.000 sterline. Uno degli avvocati dell’australiano ha dichiarato che il denaro dovrebbe essere consegnato in giornata, ma che la liberazione entro oggi appare problematica. Più probabile che Assange, fondatore e redattore capo di WikiLeaks, uscirà di prigione domani. [UPDATE: Assange è uscito - ecco la sua prima dichiarazione].
Le condizioni di rilascio prevedono consegna del passaporto, coprifuoco dalle 10 alle 14 e dalle 22 alle 2, mobilità limitata, obbligo di presentarsi alla polizia ogni giorno alle 18, e braccialetto elettronico di individuazione.
L’accanimento dell’accusa, che ha presentato ricorso anche contro la cauzione e anche in assenza di una richiesta in tal senso da parte delle autorità svedesi, mostra una volta di più che contro Assange è in corso una persecuzione completamente scorrelata dal reato sessuale di cui è sospettato. Dopo che il giudice ha letto la decisione le acclamazioni e i canti di gioia provenienti dalle strade si sentivano fin dentro l’aula di tribunale.
Nel rigettare il ricorso dell’accusa, il giudice ha detto che Assange, appena arrivato in Inghilterra dalla Svezia, era consapevole che l’indagine contro di lui in Svezia era ancora in corso. Aveva quindi avvisato la polizia inglese comunicando ad essa i suoi contatti di modo che, in caso fosse stato emesso un mandato di cattura, la polizia non avrebbe dovuto cercarlo. Il giudice ha detto “Questa non è la condotta di una persona che sta tentanto di fuggire dalla giustizia”.
Intanto negli Stati Uniti bolle l’ennesima macchinazione contro Assange: si sta studiando come incriminarlo per spionaggio e cospirazione, secondo quanto riportato dal New York Times. Un’accusa di cospirazione potrebbe essere corroborata da una dichiarazione di Bradley Manning, che attualmente è sotto tortura e sotto psicofarmaci, e teoricamente sarebbe estendibile a tutto lo staff di WikiLeaks. Potrebbe essere una mossa americana nel tentativo di abbattere l’intera organizzazione.
La rivista Wired pubblicò in estate una parte delle chat che Manning ha avuto con Lamo, il delatore che lo ha denunciato a dispetto del suo ruolo di giornalista tenuto a proteggere le fonti quando si impegna in questo senso. In esse ci sono elementi che strumentalizzati possono portare alla formalizzazione delle accuse contro Assange. Ieri parlavamo dei giornalisti molluschi e servili americani, ed oggi abbiamo l’ennesima triste conferma.
Foto di Alt1040

Foto di Marcus Edwards

2 Responses
Pingback by Topsy.com
16 dicembre 2010 alle 17:10
[...] This post was mentioned on Twitter by Paolo Brini , Scambio Etico. Scambio Etico said: Julian Assange libero su cauzione e altre considerazioni.[...]
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17 dicembre 2010 alle 17:17
[...] Diritti dei cittadini in rete, cybercultura ed altro [...]
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