Dopo aver accantonato l’idea di monitoraggio e gestione dei flussi di traffico degli utenti sulla Rete, AGCOM punta ora, per dare un contentino alle major, sulla strategia dell’oscuramento dei siti di indicizzazione di torrent e link ed2k. Due mesi di tempo per ascoltare i pareri della società civile prima di passare alla definizione del regolamento.
La nuova frontiera di lotta al file sharing si sta ora spostando sui siti che, come MegaUpload, ospitano anche opere protette da copyright, attraverso richieste di rimozioni selettive, ma soprattutto sui siti che indicizzando torrent facilitano le condivisioni.
Questa è la medesima strategia che si sta tentando di introdurre in Spagna con la proposta di “Ley Sinde”, una legge fortemente voluta dall’amministrazione americana come dimostrano dei cablogrammi trapelati e diffusi da WikiLeaks, dopo che alcune sentenze di tribunale hanno stabilito che i link ed i torrent non sono classificabili come reati.
La proposta di legge sta trovando notevoli difficoltà, tanto che poche sere fa la Commissione del Congresso Spagnolo si è trovata in minoranza e ha respinto il testo proposto dal Governo.
In Italia invece questa strategia vorrebbe essere implementata attraverso un decreto di recepimento di direttiva europea, anche se la direttiva tratta di tutt’altre cose, che ha delegato AGCOM ad emanare un regolamento tecnico attuativo; ha ben sintetizzato l’Avvocato Carlo Blengino in un ironico commento “In Spagna la legge Sinde che prevede l’oscuramento e il filtraggio dei siti “pirata” viene discussa, e non poco, nel Congresso. Sono davvero arretrati! In Italia siamo moolto più avanti. Non si perde tempo nelle obsolete stanze del Parlamento. Ci pensa Agcom. E per giunta sulla base di un decreto legislativo (dunque per i non addetti, di nuovo un provvedimento mai approvato dal Parlamento). Siamo davvero grandi!”
Questo è il testo su cui AGCOM ha avviato la consultazione in cui rileviamo con soddisfazione l’invito che viene fatto ai gestori dei diritti di aprire alle licenze collettive globali, ma le disposizioni contenute nel punto 3.5.2 ci trovano del tutto contrari, in particolare ove si prevede di compilare delle liste di proscrizione da passare agli ISP per inibire l’accesso tramite blocco degli IP dei siti, come è stato fatto per The Pirate Bay, anche nel caso contengano solo dei link che indirizzano ai siti in cui le opere o i torrent sono presenti.
Faremo ovviamente avere ad AGCOM un nostro testo articolato ma vogliamo intanto fare presente come queste disposizioni siano palliativi inutili che in breve tempo porteranno le persone ad utilizzare client torrent serverless come Tribler, progetto peraltro anche finanziato con 15 milioni di euro dall’Unione Europea, e a ritrovarsi su forum e portali anch’essi serverless come quelli accessibili tramite Osiris, o ancor più semplicemente ad utilizzare sistemi di anonimizzazione attraverso uno dei tanti proxy, oppure usare Tor o una delle tante VPN con cui tranquillamente raggiungere i siti che vengono oscurati.
I servizi riportati sono solo alcuni di quelli disponibili, non abbiamo per esempio citato le Darknet e i client di condivisione con offuscamento e crittografia come StealthNet.
“Serverless” significa semplicemente che l’indicizzazione, la ricerca e la condivisione di qualsiasi contenuto avvengono senza necessità di alcun server centrale: l’intero database e le opere stesse risiedono e sono accessibili nello sciame costituito dai computer degli utenti che condividono un qualsiasi servizio, tramite software o plug-in di Firefox installabili in pochi secondi.
Per quanto riguarda la comunità di TNT Village, già da parecchio tempo è stato predisposto un forum serverless nel caso in cui per qualsiasi motivo dovessero esserci dei problemi. Una migrazione verso di esso implicherebbe che non ci sarebbe nessun amministratore da contattare e che nessuno potrebbe eventualmente rimuovere nulla su richiesta dei titolari dei diritti come viene fatto adesso. Neppure ci sarebbe quel minimo di filtro che non consente di postare torrent di musica e film con meno di 18 mesi dalla prima commercializzazione.
Infine, un servizio serverless non è oscurabile, perché semplicemente non si trova sul World Wide Web, non ha bisogno di risoluzioni DNS e si duplica integralmente su ogni nodo che lo consulta. Abbattere un servizio del genere è quindi virtualmente impossibile: significherebbe individuare (e già questa fase è tecnicamente molto, molto problematica) e fermare centinaia di migliaia di macchine di privati cittadini, ognuna delle quali può potenzialmente cambiare indirizzo IP continuamente, diffuse in tutto il mondo.
In sostanza un regolamento tecnico come quello proposto da AGCom sarebbe soltanto l’ennesimo tentativo di censurare siti Web saltando completamente le procedure giudiziarie, un processo pericoloso per qualsiasi stato democratico, mentre provocherebbe un salto di qualità alla condivisione delle opere protette da copyright molto più efficace ed elegante di quello che avvenne a seguito della chiusura di Napster, un evento che dette il via ad una vera “rivoluzione benefica” che portò la condivisione a fenomeno di massa socialmente accettato.
5 Responses
Pingback by Topsy.com
24 dicembre 2010 alle 02:24
[...] This post was mentioned on Twitter by Paolo Brini . Paolo Brini said: AGCom avvia la consultazione pubblica contro il filesharing[...]
Pingback by Scene Digitali - Blog - Repubblica.it
24 dicembre 2010 alle 10:40
[...] della precedente. Ma ovviamente non mancano le critiche. Ne segnalo due: quella di Guido Scorza e quella di Luigi Di Liberto su ScambioEtico [...]
Pingback by Apogeonline
27 dicembre 2010 alle 09:32
[...] Il nuovo regolamento – ora in consultazione pubblica, primo passo per poi diventare norma efficace – è applaudito bipartizan. Poche le voci contrarie e di certo sono favorevoli tutte le associazioni del copyright. Il trucco di Agcom è stato di non di non introdurre niente di davvero nuovo. [...]
Pingback by YBlog
27 dicembre 2010 alle 15:40
[...] AGCOM avvia la consultazione [...]
Pingback by ScambioEtico
24 marzo 2011 alle 15:41
[...] diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, come attualmente da essa proposto in consultazione pubblica. Nell’invitarvi a partecipare all’iniziativa, inviando anche voi ad AGCom una mail [...]
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