gen 23 2011

La risoluzione sull’Accordo Commerciale Anti Contraffazione (ACTA), adottata dal Parlamento Europeo il 24 novembre 2010, contiene alcuni difetti fondamentali. La risoluzione esprime la convinzione che l’ACTA non possa cambiare le leggi dell’Unione Europea (UE). Questa convinzione è infondata. Un esame approfondito rivela che l’ACTA può e sta di fatto cambiando le attuali leggi dell’UE. LA FFII ha pubblicato un documento che confronta l’ACTA con il diritto comunitario. Una serie di incoerenze sono inoltre state identificate da alcuni accademici europei.
Articolo originale
Traduzione di Primavera De Filippi – Creative Commons 3.0 BY-SA
La risoluzione ACTA contiene alcuni difetti fondamentali
La risoluzione sull’Accordo Commerciale Anti-Contraffazione (ACTA), adottata dal Parlamento europeo il 24 novembre 2010, contiene alcuni difetti fondamentali. La risoluzione esprime la convinzione che l’ACTA non possa cambiare le leggi dell’Unione Europea (UE). Questa convinzione è infondata. Un esame approfondito rivela che l’ACTA può e sta di fatto cambiando le attuali leggi dell’UE. La FFII ha pubblicato un documento che confronta l’ACTA con il diritto comunitario. Una serie di incoerenze sono inoltre state identificate da alcuni accademici europei.
Qual è stato lo sbaglio?
La risoluzione stabilisce che l’ACTA si occupa solo di misure applicative e non include disposizioni che modifichino la sostanza dei diritti di proprietà intellettuale in Europa, non implicando quindi alcuna modifica alle attuali leggi dell’UE. Le misure applicative dell’ACTA non possono infatti cambiare il contenuto sostanziale dei diritti di proprietà intellettuale in Europa. Possono tuttavia modificare, e modificano di fatto, l’applicazione del diritto Europeo.
Il Parlamento non si è reso conto che alcune leggi comunitarie, come la direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e lo stesso regolamento doganale, si riferiscono anch’esse a misure applicative. La fonte di questo malinteso deriva da informazioni sbagliate fornite dal Commissario UE per il Commercio Karel De Gucht.
Il 13 luglio 2010, nel corso di una riunione della commissione LIBE del Parlamento Europeo, De Gucht ha dichiarato, a riguardo dell’ACTA, del regolamento doganale e del diritto della polizia di frontiera a sequestrare computer portatili, che “la possibilità di sequestro non dipende dall’ACTA ma solo dal diritto europeo. L’oggetto del contendere si riferisce al diritto materiale, mentre l’ACTA si riferisce solo al diritto processuale. Le disposizioni rilevanti non si trovano quindi nell’ACTA, ma devono essere ricercate o nel diritto communitario o nel diritto nazionale. Questo e’ il motivo per cui non si trovano clausole del genere all’interno dell’ACTA, perche l’ ACTA si riferisce solo alle misure processuali ed applicative della legge. Non tratta di quello che si può applicare, ma di come sia possibile applicarlo. Quello che si può applicare non fa parte del diritto comunitario nell’esempio che è stato appena dato. “ (Video, a 18 minuti)
Contrariamente a quanto è stato detto da De Gucht, il raggio d’azione dei funzionari di frontiera non dipende dal diritto materiale, ma dall’applicazione stessa del diritto [enforcement]. Il regolamento doganale e l’ACTA si occupano entrambi di misure applicative. Affermando che il diritto comunitario fa parte di un altro settore, De Gucht ha erroneamente creato l’impressione che l’ACTA non possa incidere sul diritto comunitario. De Gucht ha confuso due concetti legali di base ed il Parlamento ha ripreso questa erronea valutazione.
In conflitto con la sua dichiarazione precedente, la risoluzione riconosce in seguito l’esistenza di una legislazione Europea di natura applicativa. La risoluzione sottolinea che l’ACTA non cambierà le attuali leggi dell’UE per quanto riguarda il rispetto della proprietà intellettuale, in quanto il diritto comunitario – a seguito di un’altra dichiarazione della Commissione – è gia di per sé piu avanzato rispetto agli attuali standard internazionali.
Di fatto, le leggi comunitarie superano di gran lunga gli attuali standard internazionali. In aggiunta, l’ACTA va oltre l’attuale legislazione comunitaria per quanto riguarda le ingiunzioni, il risarcimento dei danni, le misure di frontiera per i marchi registrati e le misure penali. Nonostante i precedenti quesiti parlamentari, la Commissione non ha correttamente affrontato questi temi durante l’accertamento legale. Sebbene abbia promesso che nessuna armonizzazione né modifica sarà apportata al diritto comunitario dalla porta di servizio, la Commissione non è riuscita a conseguire questo obiettivo.
2 Responses
Pingback by Topsy.com
23 gennaio 2011 alle 14:36
[...] This post was mentioned on Twitter by Paolo Brini , Scambio Etico. Scambio Etico said: #ACTA cambia le leggi dell’Unione Europea. Trad. art. @FFII[...]
Pingback by ScambioEtico
25 maggio 2011 alle 12:47
[...] guerra per l’accesso FFII: ACTA cambia le leggi dell’Unione Europea Opinion of European Academics [...]
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