
Pubblichiamo volentieri quanto ricevuto da un autore musicale che ci chiede di rimanere anonimo. Un pezzo molto interessante e provocatorio che spinge alla riflessione.
L’Egitto ha spento internet. Ha spento ogni possibilità di comunicazione tra la popolazione e l’estero, tanto che le istituzioni di altri paesi, comprese quelle dell’UE e degli Stati Uniti, hanno definito questa imposizione da parte di Mubarak come una grave lesione ai diritti dei cittadini, perché di fatto si taglia ogni possibile strada di contatto tra gli abitanti e verso altre nazioni.
Curioso come proprio la UE, gli Stati Uniti e la Francia siano uniti per un prosieguo di quest’azione…
L’Egitto ha applicato, con un effetto di più ampia portata, quel che ACTA vuole – vorrebbe – imporre a tutela della proprietà intellettuale, del diritto d’autore a livello mondiale.
L’Egitto ha formalmente impedito a tutti i cittadini di informarsi, comunicare, organizzarsi e condividere tranciando tutte le vie di comunicazione, impedendo una qualunque possibilità affinché gli egiziani possano scambiarsi informazioni tramite SMS ed impedendo l’accesso ad internet, quindi sia ai contenuti sia ad un mezzo ulteriore di contatto e scambio di informazioni.
La differenza è che il governo egiziano ha applicato questa misura per tentare di impedire alla popolazione di accordarsi, organizzarsi e scambiarsi informazioni per le manifestazioni e per limitare la condivisione di tali informazioni. ACTA mira ad impedire una continua e presunta violazione del diritto d’autore, imponendo misure di controllo e di espulsione dalla rete di chiunque entri in contatto con canali, siti e contenuti che secondo l’industria violano la proprietà intellettuale.
Gli attori sono diversi ma la forma e la sostanza non cambiano: da una parte c’è la dittatura di un governo, dall’altra c’è la dittatura dell’industria dei contenuti. A rimetterci sono sempre i diritti fondamentali dei cittadini, nell’uno e nell’altro caso.
In conclusione è lecito domandarsi: perché si grida contro l’Egitto per aver spento ogni forma di comunicazione (Internet compresa) quando la stessa azione è ritenuta lecita quando si tratta di proteggere gli interessi dell’industria dell’intrattenimento? Questo è un secondo oltraggio. Tenendo presente che la presunta pirateria può essere trasformata in uno strumento di mercato remunerativo con licenze collettive o accordi con gli ISP e i servizi di hosting.
8 Responses
Pingback by Topsy.com
29 gennaio 2011 alle 19:35
[...] This post was mentioned on Twitter by Amabile Olino and Paolo Brini , Scambio Etico. Scambio Etico said: La dittatura dell’industria dei contenuti. [...]
Commento by sr
31 gennaio 2011 alle 20:33
Segnalo una petizione di Altroconsumo e altre associazioni di consumatori contro la censura in rete (Delibera 668/2010 – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ):
http://www.altroconsumo.it/in-rete/aderisci-agli-appelli-per-dare-all-italia-una-strategia-digitale-e-per-impedire-la-censura-online-s298783.htm
Si puo’ firmare su:
http://sitononraggiungibile.e-policy.it/
Commento by Zed107
6 febbraio 2011 alle 00:28
Buonasera. Ho letto il vostro annuncio. Vorrei dirvi che sto aprendo pian piano un blog, e dopo quello che sto vedendo in Egitto e anche quel che accade nel web, mi sono permesso di inserire il testo riportato sopra nel mio blog affinché tutti possono sapere la verità di quel che sta accadendo alle nostre spalle.
In caso ovviamente l’amministratore del sito non vuole io cancellerò immediatamente quel che ho scritto sul mio blog riguardo all’articolo.
Aspetto risposte. Anche perché se viene accettato mi farebbe piacere se l’amministratore del sito potrebbe dare un occhiata
Grazie anticipatamente da un appassionato di computer e web
Aspetto risposte con ansia
P.s Scriverò che la fonte dell’articolo in realtà siete voi quindi vi prendete tutti i meriti
Commento by Luigi Di Liberto
6 febbraio 2011 alle 02:10
Puoi tranquillamente riportare questo articolo dove ritieni più opportuno e ti ringraziamo per la citazione della fonte.
Commento by Marco
6 febbraio 2011 alle 21:12
Ho letto bene le vostre considerazioni e il blog che avete creato da dove proviene tutto questo.
In realtà penso che voi dovreste un po vergognarvi.
Voi vi scambiate programmi, video musicali, canzoni, film. telefim, metodi didattici ecc. ecc protetti da copyright in modo del tutto illegale
Ovvero ospitate persone che si scambiano link dove caricano su server stranieri i loro file che una volta messi on line posso essere scaricati da chiunque e messi a disposizione di tutti senza essere pagati.
Io ad esempio, per generosità faccio cose del tutto diverse e non becco per niente soldi e regalo tempo della mia vita a chi soldi non ne ha…e voi parlate di libertà e democrazia?
Siete dei patetici buffoni! Ma so benissimo che mi censurerete!
Commento by Paolo Brini
7 febbraio 2011 alle 12:52
Probabilmente il buffone è lei, perché riporta delle accuse e degli insulti del tutto privi di fondamento. E anche vigliacco, perché non ha nemmeno il coraggio di firmarsi. Ma forse lei non è né un buffone né un vigliacco, ma soltanto uno dei tanti troll del copyright affetti da gravissime turbe psichiche e ignoranza patologica.
In ogni caso, come vede, il suo messaggio non è stato censurato, anzi è molto utile per far capire all’opinione pubblica a che livelli ormai i talebani del copyright si sono ridotti in mancanza di qualsiasi argomentazione logica o razionale.
Si cuocia nel suo brodo.
Commento by dproduzioni
13 febbraio 2011 alle 02:46
“Voi vi scambiate programmi, video musicali, canzoni, film. telefilm, metodi didattici ecc. ecc protetti da copyright in modo del tutto illegale”
Hai usato la parola giusta: scambiare. Difatti la condivisione è il motore del progresso scientifico e culturale; dovresti interrogarti piuttosto su quanto sia giusto il sistema dei copyright che equipara i saperi a una merce, che preclude la conoscenza a chi non può pagare… Vedi ad esempio http://forum.tntvillage.scambioetico.org/tntforum/index.php?showtopic=237870
“Io ad esempio, per generosità faccio cose del tutto diverse e non becco per niente soldi e regalo tempo della mia vita a chi soldi non ne ha…”
Anche noi impieghiamo tempo, denaro ed energie, ed anche noi non becchiamo un soldo: siamo tutti volontari. Ma, perlomeno io, non sono mosso da generosità (la carità la lascio ai cattolici). Il motivo per cui io condivido un disco, un libro o un film in rete (e mi costa tempo e denaro farlo, non credi?) è la consapevolezza che quell’opera sia necessaria alla società, che sia giusto che tutti possano accedervi, e, non per ultimo, per diffondere informazione/cultura (vedasi il link di cui sopra).
“Siete dei patetici buffoni! Ma so benissimo che mi censurerete!”
Non sei mica sul feisbuc. Qui non ti censura nessuno; anche se offendere aggratis non fa venire una gran voglia di risponderti. Vedi http://werebuild.eu/wiki/index.php?title=Anticensura
Sulla chiusura di Internet in Egitto avevo messo un post in Radio TNT http://forum.tntvillage.scambioetico.org/tntforum/index.php?showtopic=238215
Commento by luca
12 febbraio 2011 alle 17:14
Sono pienamente d’accordo, non si può bloccare il libero scambio delle informazioni.
Luca Cecchini
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