apr 04 2011
Posted by Paolo Brini as ACTA, Ai confini del copyright, Attivismo, Notizie, Policy
La nomina di Maria Martin-Prat, lobbista di IFPI, a capo della divisione sul copyright della Commissione Europea, sancisce il distacco definitivo dell’organismo legislativo dell’Unione dagli interessi dei cittadini nel campo della cosiddetta proprietà intellettuale. La Pratt si occuperà della revisione della Direttiva IPRED, per introdurre il concetto di reato penale per le violazioni del copyright di qualsiasi tipo, e del perfezionamento di ACTA, l’accordo commerciale internazionale progettato per smantellare Internet e per introdurre un regime di criminalizzazione indiscriminata.
La pochissima credibilità residua di diversi Direttorati Generali della Commissione Europea (con la notevole eccezione di INFSO) nel campo del copyright è stata definitivamente spazzata via dalla recente nomina di una ex lobbista di IFPI a capo della divisione sul copyright. Maria Martin-Prat ha una lunga carriera in IFPI, in particolare, fra gli altri ruoli, come Direttrice della politica legale.
IFPI (International Federation of the Phonographic Industry), nata nel 1933, è una delle federazioni più estremiste nel campo del copyright insieme alla RIAA. Come risulta da un dossier elaborato dallo scrivente e ben riassunto fra gli altri da Wired, IFPI preme fin dal 2006 presso la Commissione per modificare le direttive esistenti al fine di limitare le libertà fondamentali in Internet, e per anteporre il diritto di monopolio del copyright a qualsiasi altro diritto dei cittadini, inclusi il diritto alla privacy, la presunzione di innocenza e il diritto a un equo processo.
Il dossier completo, inizialmente utilizzato in un seminario al Parlamento Europeo nel 2009 e successivamente ampliato, è disponibile qui.
IFPI ha iniziato la guerra per la restrizione dell’uso della tecnologia e contro le violazioni del copyright nel 1971, 40 anni fa esatti, quando tramite la propria opera di lobby ottenne la sottoscrizione da parte di 72 paesi, a Ginevra, della “Convenzione per la Protezione dei Produttori dei Fonogrammi contro la Duplicazione non Autorizzata dei Loro Fonogrammi” [sic].
I suoi principali associati sono famigerati per aver tentato di proibire la vendita dei nastri magnetici, che secondo loro avrebbero “ucciso la musica” [sic], per aver perso la storica causa contro OinK, e per una lunga serie di ulteriori penosi fallimenti che sono costati fiumi di denaro anche dei contribuenti. Appare molto probabile che l’attuale obiettivo a medio termine di IFPI sia quello di smantellare Internet tramite una serie di passaggi successivi, fra i quali uno cruciale sarà quello del controllo sistematico e della censura preventiva dei contenuti veicolati nelle sottoreti.
La Commissione, con questa mossa, scopre definitivamente le carte e lancia un chiaro messaggio ai cittadini europei, secondo il quale gli interessi che intende tutelare sono quelli delle industrie, non quelli dei cittadini stessi. Ricordiamo che gli stipendi dei membri della Commissione sono pagati da tutti i contribuenti europei. Che i cittadini europei debbano pagare lo stipendio di una persona che fa parte di un’organizzazione che si batte per limitare le libertà non può che essere considerata una circostanza del tutto inaccettabile.
La nomina mostra anche che la Commissione Europea non può più in alcun modo essere accreditata come soggetto affidabile per quanto concerne la legislazione sul copyright.
Gli europarlamentari Christian Engström (Verdi) e Marietje Shaake (ALDE) hanno presentato un’interrogazione scritta alla Commissione sul tema, mentre le reazioni di altri europarlamentari dovranno probabilmente essere stimolate dai cittadini europei stessi.
One Response
Pingback by Gamers Board
27 aprile 2011 alle 23:05
[...] copyright va rispettato? ok , ma qua si esagera a quando le fucilazioni per download di mp3? spero vivamente in qualche azione [...]
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