Approvato il documento presentato dal relatore speciale Frank La Rue su richiesta della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Rapporto conferma come anche per l’ONU l’accesso ad internet sia un diritto fondamentale inalienabile e preminente sullo sfruttamento economico delle opere coperte da copyright.
Grazie ai cablogrammi pubblicati finora da WikiLeaks emerge un quadro in cui sia il governo americano sia aziende americane hanno influenzato i processi legislativi di Spagna, Francia e Unione Europea per far promulgare leggi di disconnessione automatica dei cittadini da Internet.
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Il Rapporto Gallo, dal nome della relatrice, la MEP Gallo, scuola Sarkozy, propone una visione dogmatica e rigida del copyright. Si tratta di un rapporto presso il Comitato JURI che sostiene ACTA e si concentra esclusivamente sulla repressione delle violazioni del copyright online con metodi oscurantisti. Il voto è previsto per la mattina di martedì 1 giugno. Tutti i cittadini che hanno a cuore uno sviluppo libero e bilanciato di Internet dovrebbero portare le proprie convinzioni a conoscenza dei parlamentari membri del comitato JURI.
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Oggi è stata rilasciata al pubblico la versione ufficiale di ACTA allo stato attuale dei negoziati. Sostanzialmente confermate le minacce precedentemente viste grazie ai documenti trapelati, si aggiungono ulteriori preoccupazioni. Una prima analisi del documento mostra che è indispensabile una reazione immediata e forte di tutta la società civile e del Parlamento Europeo.
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Le richieste della FAPAV (Federazione Antipirateria Audiovisiva) sono state rigettate dal tribunale di Roma. Telecom Italia non può e non deve denunciare i clienti né deve procedere alla censura dei siti voluta da FAPAV. Una riaffermazione importante delle Direttive sulla protezione dei dati, sulla privacy nelle comunicazioni elettroniche e sul commercio elettronico.
Al termine dell’ultimo round di negoziati ACTA svoltosi in Nuova Zelanda e conclusosi oggi, i delegati fanno un passo nella giusta direzione: la versione consolidata, allo stato attuale, sarà ufficialmente rilasciata al pubblico il 21 aprile, con l’eccezione delle posizioni dei singoli governi. Anche se con colpevole ritardo, viene accolta una parte della prima richiesta della società civile e del Parlamento Europeo.
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Politici, avvocati, blogger e rappresentanti di associazioni hanno sottoscritto una lettera aperta al Ministro Maroni per invitarlo a dare concreto seguito alle importanti dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi.
Sottoscrivi la lettera e fai conoscere l’iniziativa anche attraverso Facebook
Il Ministro degli Interni Roberto Maroni conferma di essere un pirata e dichiara che il file sharing di opere protette da copyright non deve essere contrastato con politiche di disconnessione dei cittadini dalla rete. Il Ministro parla anche di una soluzione per tutelare gli autori. Una presa di posizione forte e coerente con quanto egli dichiara ormai dal 2006, alla quale la società civile e alcune parti del mondo politico auspicano possano seguire fatti concreti, in particolare la modifica della legge Urbani.
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Un Parlamento britannico deserto approva il Digital Economy Bill, una legge che conferisce potere assoluto su Internet al governo inglese. Disconnessioni senza processo, responsabilità agli ISP per i contenuti veicolati dai clienti, censura discrezionale del World Wide Web e registrazione dei domini controllata dal governo stesso sono gli ingredienti forti, in spregio a diverse direttive europee, del piatto preparato dalle major dell’intrattenimento e votato da politici definiti da Richard Stallman dei clown. L’Unione può tollerare di avere al suo interno uno stato che non riconosce l’autorità delle istituzioni europee, uno stato che antepone ai diritti fondamentali dei cittadini gli interessi di una manciata di industrie?
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mar 23 2010
Posted by Paolo Brini as Attivismo
La Quadrature du Net in possesso della versione consolidata di ACTA datata 28 gennaio 2010.
Disponibile a questo link la versione consolidata di ACTA della proposta Stati Uniti-Giappone comprensiva di tutti i commenti delle altre parti. Transcript in formato testo disponibile grazie a Telecomix/WeRebuild. Contiene tutta la proposta americana e giapponese con i commenti e le controproposte delle altre parti. Il documentato trapelato, a protezione contro eventuali tentativi di rimozione, è disponibile anche in p2p – il torrent è indicizzato da The Pirate Bay.
Il DG Commercio della Commissione Europea ha tenuto oggi un incontro pubblico su ACTA al quale erano ammessi esponenti della società civile. I tentativi di rassicurare l’opinione pubblica portati avanti dagli esponenti della Commissione non appaiono convincenti: il rifiuto di rispondere alle domande più importanti rafforza, invece di mitigare, le preoccupazioni delle organizzazioni non governative e dei difensori delle libertà.
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La risoluzione comune del Parlamento Europeo del 10 marzo, adottata quasi all’unanimità, ha colto di sorpresa la Commissione e l’insieme dei difensori del monopolio intellettuale, nemici delle libertà fondamentali, collettivamente definiti da una nota attivista messicana come “Reptilia”, una collezione di dinosauri anacronistici. Reptilia tenta di riprendersi dal duro colpo subito, ed usa gli strumenti della disinformazione per contrastare la volontà comune del Parlamento Europeo. In tale contesto, appare significativo un articolo apparso oggi in Italia sul Corriere della Sera, a firma di Edoardo Segantini, che presenta alcune imprecisioni che occorre rettificare.
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Il Consejo Fiscal critica il disegno di legge che consentirà al Ministero della Cultura di oscurare o chiudere siti. Il Consejo (l’organo collegiale della Procura Generale) ritiene “dubbio” il fatto che la tutela della proprietà intellettuale debba essere posta alla stessa altezza del resto dei diritti giuridici tutelati – alcuni di essi diritti fondamentali – dalla legge dei Servizi della Società dell’Informazione.
Un nuovo comunicato stampa di FAPAV rilasciato con lo scopo di fornire elementi utili ad una migliore comprensione della controversia presenta una serie di inesattezze tali da rendere il caso ancora meno trasparente.
gen 14 2010
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