lug 11 2011
Grazie alle esasperazioni prodotte da due Commissari e dal Presidente di AGCom si coalizza l'insorgenza nella Rete. Nonostante le migliorie rispetto a quanto si prospettava, restano immutate le pesanti critiche sui vizi di legittimità per i poteri che l'Autorità si attribuisce. Rischiamo di pagare attraverso il prelievo fiscale le pubblicità che additano a ladri i filesharers e magari anche gli avvocati delle major nei contenziosi? La satira è fair use? I siti-comunità di filesharer ove sono presenti link e/o torrent saranno oggetto dell'attenzionabilità ad AGCom? Notice and takedown all’amatriciana, no grazie. Comunque non siamo disponibili al veleno addolcito come aperitivo di ACTA. Nel frattempo approdano su Facebook AGCom, aprendo una pagina per il confronto sul regolamento, e la SIAE che, insieme a Confindustria Cultura, pubblica su Il Corriere della sera una pagina a pagamento in cui pone 10 domande, mentre il tribunale di Roma ribalta le conclusioni di questa primavera nel merito del caso P.F.A vs Yahoo
A nome del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, il MEP Jan Albrecht formalizza la richiesta di opinione su ACTA da parte della Corte Europea di Giustizia. La richiesta dovrà essere vagliata ed eventualmente approvata dal Comitato Affari Legali JURI nella riunione del 21 marzo. L’appoggio, o la mancanza di appoggio, da parte dell’opinione pubblica possono determinare il successo o il fallimento dell’importante richiesta.
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gen 27 2011
gen 23 2011

La risoluzione sull’Accordo Commerciale Anti Contraffazione (ACTA), adottata dal Parlamento Europeo il 24 novembre 2010, contiene alcuni difetti fondamentali. La risoluzione esprime la convinzione che l’ACTA non possa cambiare le leggi dell’Unione Europea (UE). Questa convinzione è infondata. Un esame approfondito rivela che l’ACTA può e sta di fatto cambiando le attuali leggi dell’UE. LA FFII ha pubblicato un documento che confronta l’ACTA con il diritto comunitario. Una serie di incoerenze sono inoltre state identificate da alcuni accademici europei.
Il processo di appello a The Pirate Bay si conclude con una condanna per i tre imputati: minor tempo in carcere, multe maggiorate. 8 mesi a Peter Sunde (brokep), 10 mesi a F. Neij (TiAMO), 4 mesi a Lundstrom. Multa totale di circa 6,5 milioni di dollari americani. Il processo di appello per Svartholm (anakata) avrà luogo in seguito a causa dei problemi di salute dell’imputato. Una simbolica vittoria, ottenuta in un processo che appare essere diventato esclusivamente politico, per gli integralisti del copyright. Come la storia ci ha insegnato tramite centinaia di casi negli ultimi 10 anni, l’apparente vittoria si rivelerà amara sconfitta, in quanto provocherà un aumento delle violazioni come reazione. L’ultima parola spetterà alla Corte Suprema svedese ed eventualmente alla Corte Europea di Giustizia.
Il processo di appello a The Pirate Bay ha visto oggi l’ultimo giorno di dibattimento. Tutti gli avvocati hanno richiesto l’assoluzione sulla base della Direttiva sul commercio elettronico e citando recenti verdetti in Spagna e Regno Unito. La traduzione integrale dell’articolo di TorrentFreak a firma di Ernesto.

Si è chiuso a Tokyo l’ultimo e definitivo round di negoziati su ACTA. Ne è emerso un testo che mostra che l’accordo ha perso molti pezzi per strada. Tuttavia il cambiamento radicale di molti articoli con l’inserimento di vaghezza e incertezza legale e l’inedita opzione di emendamenti da apportare dopo la ratifica rendono l’accordo estremamente pericoloso. Ancora piccoli contrasti fra le parti da risolvere. Entro 90 giorni l’approvazione e poi 2 anni di tempo per entrare a farne parte: diventerà operativo al raggiungimento della sesta adesione. Il Parlamento Europeo deve rigettare questa mostruosità antidemocratica.
giu 07 2010
Posted by Paolo Brini as Ai confini del copyright, Attivismo, Notizie, Policy
Emerge un grave caso di corruzione di un giudice olandese che recentemente, in una causa concernente una presunta violazione di copyright, aveva condannato un forum equiparando la pubblicazione di parole chiave per la ricerca online di film protetti da copyright alla presenza fisica di quei film nel forum.
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Si fa sempre più pesante la pressione della lobby delle major, sia per far approvare il trattato ACTA nella forma più restrittiva possibile sia per inserire in documenti ufficiali il riferimento a tale trattato. Il rapporto Gallo è un ulteriore tassello inserito nello squallido disegno.
Noi Cittadini abbiamo ora la grande opportunità di segnare un punto di vantaggio in questa difficile e logorante partita: sta anche a te dare un contributo importante per mettere un serio paletto alle nefaste prospettive di ACTA. Diventa protagonista della tua GenerAzione. Attivati a tutela della privacy, in difesa della libertà della Rete e della Net Neutrality.
Il Rapporto Gallo è stato questa mattina approvato all’interno del Comitato JURI del Parlamento Europeo con una maggioranza di 13 favorevoli e 8 contrari. Respinti quasi tutti gli emendamenti migliorativi. Complice il voltafaccia dei MEP del gruppo ALDE (che con una sola eccezione hanno votato come l’EPP), in un’aula che vedeva presenti tutti i lobbisti dell’industria, i talebani del copyright riportano un’importante vittoria. I rappresentanti di S&D, Verdi e GUE soli a difendere i diritti fondamentali dei cittadini europei.
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Il Rapporto Gallo, dal nome della relatrice, la MEP Gallo, scuola Sarkozy, propone una visione dogmatica e rigida del copyright. Si tratta di un rapporto presso il Comitato JURI che sostiene ACTA e si concentra esclusivamente sulla repressione delle violazioni del copyright online con metodi oscurantisti. Il voto è previsto per la mattina di martedì 1 giugno. Tutti i cittadini che hanno a cuore uno sviluppo libero e bilanciato di Internet dovrebbero portare le proprie convinzioni a conoscenza dei parlamentari membri del comitato JURI.
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Le pressioni delle major, come successe l’anno scorso, convincono un giudice a inviare un’ingiunzione al provider di servizi di banda di The Pirate Bay per staccare la Baia dalla Rete. Come conseguenza, lunedì 17 maggio The Pirate Bay è down. The Pirate Bay, ancora una volta, torna online dopo poche ore. Con una novità di grande peso politico. La libertà di espressione conosce un giorno di trionfo.
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Il Ministro degli Interni Roberto Maroni conferma di essere un pirata e dichiara che il file sharing di opere protette da copyright non deve essere contrastato con politiche di disconnessione dei cittadini dalla rete. Il Ministro parla anche di una soluzione per tutelare gli autori. Una presa di posizione forte e coerente con quanto egli dichiara ormai dal 2006, alla quale la società civile e alcune parti del mondo politico auspicano possano seguire fatti concreti, in particolare la modifica della legge Urbani.
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mar 31 2010
Posted by Admin as Attivismo
Il Ministero dello Sviluppo Economico Neo Zelandese ha invitato i cittadini ad inviare le proprie considerazioni sul “rafforzamento dei Diritti di proprietà intellettuale in ambiente digitale” (proprio come farebbero in italia!) nel contesto dei colloqui in corso su ACTA (che come sapete nasce come accordo internazionale contro la Contraffazione e si è rivelato invece come un trattato sulla regolamentazione e repressione della rete, con sanzioni obbligatorie per violazioni del copyright a scopo non commerciale, politiche di disconnessione, attribuzione di responsabilità ai provider, etc), accordo in fase di negoziazione a Wellington, NZ in aprile (ovviamente nel più completo, assurdo e ridicolo segreto).
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Un nuovo documento del DG Trade della Commissione Europea concernente i negoziati svoltisi in Messico a fine gennaio su ACTA è trapelato. Emergono alcune novità, come la partecipazione dell’Italia, insieme ad altri 6 Paesi Membri dell’Unione, al tavolo dei negoziati. Vi proponiamo la nostra traduzione in italiano.
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