I fornitori di accesso a Internet sostengono con sempre più energia la necessità imprescindibile di violare la Net Neutrality e di imporre pagamenti addizionali ai fornitori di contenuti. Tuttavia, i modelli di business basati sulla scarsità artificiale e sulla discriminazione dei contenuti sono davvero un sistema per guadagnare di più o gli operatori stanno inconsapevolmente commettendo un lento suicidio? L’analisi di Felten Benoit su Fiberevolution, interamente tradotta in italiano.
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Seguito naturale della consultazione pubblica in materia indetta dalla Commissione Europea e delle pressioni della società civile, dal summit sulla Net Neutrality di Bruxelles emerge la volontà di non legislare contro le discriminazioni almeno fino alla valutazione delle conseguenze dell’implementazione nei Paesi Membri del Telecoms Package (maggio 2011). Tre i punti chiave per migliorare la concorrenza, strumento essenziale per la protezione della Neutralità della Rete secondo la Commissione: trasparenza, facilità di cambio operatore per i clienti, vigilanza della autorità regolatorie.
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Scadono oggi i termini per rispondere al questionario sulla Net Neutrality avviato dalla Commissione Europea nel quadro della consultazione pubblica affinché tutti, compresa la società civile, possano fornire un contributo prima che, auspichiamo, sia presentata una proposta di direttiva. Inviati il nostro contributo e quello di La quadrature Du Net. Sappiamo che anche Bits Of Freedom, WeRebuild, il BEUC e Public Knowledge hanno inviato le proprie analisi alla Commissione. Prendiamo invece, e purtroppo, atto che l’associazione Libertiamo non ha risposto al questionario ma ha inviato un position paper fermamente contrario alla Net Neutrality.
set 30 2009
Posted by Paolo Brini as Attivismo
I triloghi dell’ultima notte sul Telecoms Package, che nella forma attuale accelererà la chiusura di Internet, assumono contorni surreali quando i rappresentanti del Consiglio, secondo alcune fonti, esigono le scuse dal Parlamento per aver osato opporsi ai governi dei Paesi Membri. Una ferma posizione dei parlamentari fa sperare che i giochi sull’emendamento 138, e con esso un’ancora di salvezza per la Rete, non siano ancora fatti.
Nonostante la massiccia mobilitazione dei cittadini europei e delle principali associazioni di difesa dei diritti umani e della rete, il Parlamento Europeo ha scelto di non riaprire il Pacchetto Telecom al fine di salvare la Net Neutrality e non ha assunto una posizione chiara di difesa dell’Emendamento 138.
set 24 2009
Posted by Paolo Brini as Policy
set 19 2009
Posted by Paolo Brini as Attivismo
La massima autorità regolatoria americana per le telecomunicazioni proporrà lunedì delle regole precise per il rispetto della Net Neutrality. Il governo americano è perfettamente consapevole dell’importanza primaria della Net Neutrality. Il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione sono chiamati a far tesoro dell’illuminante esempio per evitare di compromettere gravemente la posizione dell’Europa.
set 17 2009
La chiusura di Internet non può essere fermata dal Pacchetto Telecom, che anzi la accelera, esplicitamente autorizzando la violazione sistematica della Neutralità della Rete.
“Con poche e semplici parole: condizioni che limitano l’accesso a, e/o l’utilizzo di, servizi e applicazioni, il Pacchetto Telecom ribalta il diritto degli utenti di comunicare liberamente nel cyberspazio, e lo trasforma nel diritto degli operatori di imporre restrizioni”.
Negli ultimi tempi in tanti stiamo cercando di mettere l’accento sull’importanza della Neutralità della Rete non solo per il P2P, usato fino ad oggi come arma dalle major dell’intrattenimento e della comunicazione per prolungare l’agonia del copyright creando un nuovo monopolio attraverso il controllo della rete, ma anche per l’accesso all’informazione, alla cultura e al progresso che una rete libera consente.
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