ACTA, il trattato negoziato in segreto che mina la struttura di Internet e il software libero, è stato firmato da Stati Uniti, Giappone e 22 stati dell’Unione Europea, Italia compresa. Per protesta e per sensibilizzare l’opinione pubblica TNT Village, la più grande comunità di ScambioEtico in Italia, chiuderà per gran parte della giornata di sabato 11 febbraio aderendo alla Giornata Mondiale contro ACTA.
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lug 24 2011
Posted by Luigi Di Liberto as Attivismo
Inserire nei provvedimenti legislativi norme vessatorie nei confronti di Internet, per il potere politico, è speculare ad altre cose contenute nei testi sulle quali si vuole evitare che la Rete ponga l’accento. Sono ormai molti gli esempi, da quello clamoroso del disegno di legge anti-intercettazioni a quello più sottile del decreto Urbani in favore delle attività cinematografiche ma spacciato come contro il P2P. La cosa si è ripetuta con il decreto Romani ed ora si amplifica con l’azione di AGCom. Il regolamento a tutela del diritto d’autore messo in consultazione da AGCom sarà, come in altre occasioni, il topolino partorito dalla montagna, la sola differenza è che questa volta sarà Mickey Mouse. I polveroni sono utili anche per fare da paravento a trattati internazionali che avanzano silenziosi e striscianti come i vermi ma pericolosi come serpenti.
A nome del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, il MEP Jan Albrecht formalizza la richiesta di opinione su ACTA da parte della Corte Europea di Giustizia. La richiesta dovrà essere vagliata ed eventualmente approvata dal Comitato Affari Legali JURI nella riunione del 21 marzo. L’appoggio, o la mancanza di appoggio, da parte dell’opinione pubblica possono determinare il successo o il fallimento dell’importante richiesta.
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Dopo aver accantonato l’idea di monitoraggio e gestione dei flussi di traffico degli utenti sulla Rete, AGCOM punta ora, per dare un contentino alle major, sulla strategia dell’oscuramento dei siti di indicizzazione di torrent e link ed2k. Due mesi di tempo per ascoltare i pareri della società civile prima di passare alla definizione del regolamento.
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Grazie ai cablogrammi pubblicati finora da WikiLeaks emerge un quadro in cui sia il governo americano sia aziende americane hanno influenzato i processi legislativi di Spagna, Francia e Unione Europea per far promulgare leggi di disconnessione automatica dei cittadini da Internet.
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I fornitori di accesso a Internet sostengono con sempre più energia la necessità imprescindibile di violare la Net Neutrality e di imporre pagamenti addizionali ai fornitori di contenuti. Tuttavia, i modelli di business basati sulla scarsità artificiale e sulla discriminazione dei contenuti sono davvero un sistema per guadagnare di più o gli operatori stanno inconsapevolmente commettendo un lento suicidio? L’analisi di Felten Benoit su Fiberevolution, interamente tradotta in italiano.
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Vi proponiamo la traduzione dell’editoriale di Joe McNamee comparso sull’ultimo bollettino di EDRi (EDRigram). Le preoccupazioni di EDRi sono condivisibili e basate su elementi chiari ed incontrovertibili, nonché su alcuni casi storici particolarmente significativi. Secondo EDRi evitare la distruzione di Internet come la conosciamo nell’Unione Europea appare un’impresa disperata, forse impossibile se non ci saranno azioni concrete nell’immediato futuro.
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set 17 2010
Posted by Paolo Brini as Attivismo

Mercoledì 22 settembre verrà votato, al Parlamento Europeo durante la sessione plenaria di Strasburgo, il rapporto Gallo. Frutto dell’opera di lobby delle industrie americane ed europee, appoggiato dai deputati fedeli a Sarkozy, si tratta di un testo ultra-repressivo che mira a chiudere Internet esattamente come ACTA. Mentre il gruppo ALDE presenta un testo alternativo pressoché identico e altrettanto dannoso, S&D, Verdi e GUE propongono una risoluzione equilibrata capace di non compromettere la neutralità e il carattere aperto di Internet.

Obiettivo raggiunto! La Dichiarazione scritta 12/2010 su ACTA ottiene la maggioranza assoluta delle firme degli europarlamentari e diventa la posizione ufficiale del Parlamento Europeo da trasmettere alla Commissione. Un risultato conseguito, nonostante notevolissime avversità, anche grazie all’impegno di migliaia di attivisti e cittadini e che conferma l’intenzione del Parlamento Europeo a rigettare ACTA se esso non rispetterà le condizioni imposte sia dalla Risoluzione del 10 marzo 2010 sia da quest’ultima Dichiarazione.
lug 24 2010
Posted by Paolo Brini as Attivismo
Il “ddl intercettazioni”, all’art. 1 comma 29, limiterà di fatto la libertà di espressione in Internet. Sebbene esponenti di ogni schieramento politico abbiano criticato il comma, gli emendamenti fin qui proposti (sia da esponenti del PdL sia da esponenti del PD), cosiddetti “salva Rete”, sono stati giudicati inammissibili dalla competente Commissione. Pubblichiamo, invitandovi a sottoscriverlo, l’appello di un gruppo di giuristi, giornalisti e attivisti che conoscono bene la Rete e che oggi compare su Stampa, Repubblica, Secolo e altri importanti quotidiani nazionali.
apr 29 2010
Allo slogan “guardate dall’altra parte”, il Commissario Europeo Cecilia Malmström difende la sua Direttiva sul blocco obbligatorio dei siti web. Per trasformare Internet in Cleanternet, una rete più sicura e più pulita. Per ulteriori riferimenti, dopo aver guardato il video si legga la traduzione dell’articolo del MOGiS, l’associazione dei reduci delle violenze sessuali subite da bambini.
apr 24 2010
Vi proponiamo la traduzione dell’analisi del Social Science Research Council in merito allo studio di Tera commissionato da BASCAP. L’SSRC, una delle più accreditate istituzioni mondiali indipendenti nel settore delle scienze sociali, mostra perché lo studio di Tera, sulla base del quale Confindustria critica l’auspicio del Ministro Maroni in merito al file sharing, è inaffidabile.
Oggi è stata rilasciata al pubblico la versione ufficiale di ACTA allo stato attuale dei negoziati. Sostanzialmente confermate le minacce precedentemente viste grazie ai documenti trapelati, si aggiungono ulteriori preoccupazioni. Una prima analisi del documento mostra che è indispensabile una reazione immediata e forte di tutta la società civile e del Parlamento Europeo.
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