I fornitori di accesso a Internet sostengono con sempre più energia la necessità imprescindibile di violare la Net Neutrality e di imporre pagamenti addizionali ai fornitori di contenuti. Tuttavia, i modelli di business basati sulla scarsità artificiale e sulla discriminazione dei contenuti sono davvero un sistema per guadagnare di più o gli operatori stanno inconsapevolmente commettendo un lento suicidio? L’analisi di Felten Benoit su Fiberevolution, interamente tradotta in italiano.
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Vi proponiamo la traduzione dell’editoriale di Joe McNamee comparso sull’ultimo bollettino di EDRi (EDRigram). Le preoccupazioni di EDRi sono condivisibili e basate su elementi chiari ed incontrovertibili, nonché su alcuni casi storici particolarmente significativi. Secondo EDRi evitare la distruzione di Internet come la conosciamo nell’Unione Europea appare un’impresa disperata, forse impossibile se non ci saranno azioni concrete nell’immediato futuro.
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Seguito naturale della consultazione pubblica in materia indetta dalla Commissione Europea e delle pressioni della società civile, dal summit sulla Net Neutrality di Bruxelles emerge la volontà di non legislare contro le discriminazioni almeno fino alla valutazione delle conseguenze dell’implementazione nei Paesi Membri del Telecoms Package (maggio 2011). Tre i punti chiave per migliorare la concorrenza, strumento essenziale per la protezione della Neutralità della Rete secondo la Commissione: trasparenza, facilità di cambio operatore per i clienti, vigilanza della autorità regolatorie.
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Niccolò Rinaldi, fiorentino quarantasettenne, eurodeputato eletto nelle Liste di Italia dei Valori e relatore ombra per il gruppo ADLE sul negoziato ACTA. Dopo aver fornito un prezioso sostegno alle nostre istanze, sia sulla Dichiarazione Scritta 12/2010 sia nel contrasto al rapporto Gallo, ci ha rilasciato una intervista sui temi che da vicino seguiamo su questo blog.
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Scadono oggi i termini per rispondere al questionario sulla Net Neutrality avviato dalla Commissione Europea nel quadro della consultazione pubblica affinché tutti, compresa la società civile, possano fornire un contributo prima che, auspichiamo, sia presentata una proposta di direttiva. Inviati il nostro contributo e quello di La quadrature Du Net. Sappiamo che anche Bits Of Freedom, WeRebuild, il BEUC e Public Knowledge hanno inviato le proprie analisi alla Commissione. Prendiamo invece, e purtroppo, atto che l’associazione Libertiamo non ha risposto al questionario ma ha inviato un position paper fermamente contrario alla Net Neutrality.
set 17 2010
Posted by Paolo Brini as Attivismo

Mercoledì 22 settembre verrà votato, al Parlamento Europeo durante la sessione plenaria di Strasburgo, il rapporto Gallo. Frutto dell’opera di lobby delle industrie americane ed europee, appoggiato dai deputati fedeli a Sarkozy, si tratta di un testo ultra-repressivo che mira a chiudere Internet esattamente come ACTA. Mentre il gruppo ALDE presenta un testo alternativo pressoché identico e altrettanto dannoso, S&D, Verdi e GUE propongono una risoluzione equilibrata capace di non compromettere la neutralità e il carattere aperto di Internet.

Obiettivo raggiunto! La Dichiarazione scritta 12/2010 su ACTA ottiene la maggioranza assoluta delle firme degli europarlamentari e diventa la posizione ufficiale del Parlamento Europeo da trasmettere alla Commissione. Un risultato conseguito, nonostante notevolissime avversità, anche grazie all’impegno di migliaia di attivisti e cittadini e che conferma l’intenzione del Parlamento Europeo a rigettare ACTA se esso non rispetterà le condizioni imposte sia dalla Risoluzione del 10 marzo 2010 sia da quest’ultima Dichiarazione.
set 02 2010
Posted by Luigi Di Liberto as Attivismo
Si fa sempre più pesante la pressione della lobby delle major, sia per far approvare il trattato ACTA nella forma più restrittiva possibile sia per inserire in documenti ufficiali il riferimento a tale trattato. Il rapporto Gallo è un ulteriore tassello inserito nello squallido disegno.
Noi Cittadini abbiamo ora la grande opportunità di segnare un punto di vantaggio in questa difficile e logorante partita: sta anche a te dare un contributo importante per mettere un serio paletto alle nefaste prospettive di ACTA. Diventa protagonista della tua GenerAzione. Attivati a tutela della privacy, in difesa della libertà della Rete e della Net Neutrality.
L’Agenda Digitale del Commissario Europeo Neelie Kroes, pubblicata il 19 maggio, è la prima di sette importanti iniziative che definiscono la strategia “Europa 2020″. Gli elementi a nostro avviso positivi si alternano con quelli negativi. Nel complesso l’Agenda rappresenta un passo avanti significativo in alcuni settori chiave per lo sviluppo della società dell’informazione, come la difesa della neutralità della rete e la ridiscussione delle misure di imposizione del copyright.
In un ambiente in cui hanno fatto lieto folklore un gruppo di affascinanti hostess in abiti pirateschi, molti interventi hanno sottolineato come l’etichetta, che ci è stata in modo negativo affibbiata, non ha fatto altro che creare un immaginario positivo: di questo termine vanno fieri anche molti blogger che in modo corsaro assaltano il caravanserraglio dell’informazione drogata svelando quello che si vorrebbe rimanesse celato.
mar 18 2010
Posted by Luigi Di Liberto as Attivismo
Oltre alla presenza di diversi politici di opposizione e di maggioranza, bacchettati da Tullio Camiglieri a cui ha già risposto Guido Scorza, sono state confermate anche le presenze degli svedesi del PiratPartiet e di The Pirate Bay come pure quella dell’attivista messicana Geraldine Juarez, conosciuta in rete come Miss Pirata.
Ecco il ricco programma definitivo che auspichiamo sabato possa far convergere al teatro Capranica di Roma coloro fieri di dichiararsi Pirati nel significato positivo dell’immaginario salgariano, ma anche coloro che, con mentalità aperta, sono curiosi di avere una panoramica del mondo della condivisione e di interagire con esso.
Mentre molti dei pirati politici che saccheggiano lo stato di diritto hanno convocato, convocano e convocheranno i supporter su piazze lontane dai Palazzi, per meglio piratarne i loro voti, i Pirati Telematici si autoconvocano a due passi dalla Camera dei Deputati per ribadire che il P2P deve entrare nel dibattito politico in un’ottica di legalizzazione, per affermare che la neutralità della rete e la privacy nella navigazione non possono essere svendute sull’ara dei supposti mancati profitti di poche corporation o sull’emotività di fatti che non sono prodotti a causa della Rete. Internet è lo specchio della società, non basta rompere lo specchio per dire che il sistema è sano, meglio usare questo termometro per fare la diagnosi e trovare gli anticorpi alle malattie che affliggono il nostro gravemente malato sistema politico e sociale.
Dopo l’interrogazione dell’8 dicembre 2009 presentata da Christian Engström, rappresentante del Pirate Party al Parlamento Europeo, la preoccupazione sugli effetti che il trattato ACTA produrrebbe sul quadro legale comunitario diventa sempre maggiore, tanto da indurre altri parlamentari a fare altrettanto, Axel Voss e Ivo Belet (PPE), Alexander Alvaro (ALDE) e Britta Thomsen (S&D). Invece in Italia…
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