lug 20 2011
I negoziati ACTA calzano bene la metafora del match clandestino in cui all'impero del copyright sono consentiti colpi bassi nei confronti dei diritti fondamentali. La rivelazione dei verbali arbitrali scatena la protesta civile e diplomatica ma non impedisce le scorrettezze negli ultimi round clandestini. Dopo il gancio messicano, l'uppercut europeo fa barcollare ACTA. Ancora incerto l'esito finale del match, ma il sostegno dei supporter, in questi ultimi round non più clandestini, potrebbe dare la forza di bloccare l'ambizione nefasta dell'impero del copyright.
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giu 22 2011
La seconda Commissione del Senato Messicano invita il Potere Esecutivo Federale a dare disposizioni ai Ministeri ed alle agenzie coinvolte nel negoziato ACTA affinché non sottoscrivano il Trattato. Questa decisione giunge dopo mesi di lavori successivi alla risoluzione approvata della Commissione Federale delle Telecomunicazioni. In attesa che diventi ufficiale l'uscita del Messico dal trattato ACTA auspichiamo che i nostri rappresentanti al Parlamento Europeo prendano esempio dai lungimiranti Senatori messicani.
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UPDATE
Il Congresso messicano approva la risoluzione della seconda Commissione
Ora ci sarà da aspettare per vedere cosa decide il Governo, il quale potrebbe anche decidere di firmare il trattato che resterebbe comunque bloccato dal Senato, almeno fino alla fine della legislazione che termina nel 2012, creando così una forte spaccatura tra il potere legislativo e quello esecutivo.
Anche il Senato messicano esorta l'Esecutivo Federale a rigettare il trattato ACTA.
mag 10 2011
La lobby delle major che prosperano sullo sfruttamento del diritto d’autore sta facendo (attraverso INTA) spudorate pressioni per evitare che il trattato ACTA sia sottoposto alla valutazione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea prima del voto di assenso o rigetto del Parlamento Europeo. Questa è la lettera che è stata inviata ai Parlamentari Europei per chieder loro di rigettare la mozione di richiesta parere alla ECJ. I Cittadini non hanno certo la potenza economica di queste corporazioni per influenzare il voto dei parlamentari, ma diventa ora indispensabile far sentire la propria opinione alle persone che ci rappresentano per evitare che costoro votino per non far valutare preventivamente il trattato dalla Corte di Giustizia.
A nome del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, il MEP Jan Albrecht formalizza la richiesta di opinione su ACTA da parte della Corte Europea di Giustizia. La richiesta dovrà essere vagliata ed eventualmente approvata dal Comitato Affari Legali JURI nella riunione del 21 marzo. L’appoggio, o la mancanza di appoggio, da parte dell’opinione pubblica possono determinare il successo o il fallimento dell’importante richiesta.
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gen 27 2011
gen 23 2011

La risoluzione sull’Accordo Commerciale Anti Contraffazione (ACTA), adottata dal Parlamento Europeo il 24 novembre 2010, contiene alcuni difetti fondamentali. La risoluzione esprime la convinzione che l’ACTA non possa cambiare le leggi dell’Unione Europea (UE). Questa convinzione è infondata. Un esame approfondito rivela che l’ACTA può e sta di fatto cambiando le attuali leggi dell’UE. LA FFII ha pubblicato un documento che confronta l’ACTA con il diritto comunitario. Una serie di incoerenze sono inoltre state identificate da alcuni accademici europei.
nov 24 2010
Seguito naturale della consultazione pubblica in materia indetta dalla Commissione Europea e delle pressioni della società civile, dal summit sulla Net Neutrality di Bruxelles emerge la volontà di non legislare contro le discriminazioni almeno fino alla valutazione delle conseguenze dell’implementazione nei Paesi Membri del Telecoms Package (maggio 2011). Tre i punti chiave per migliorare la concorrenza, strumento essenziale per la protezione della Neutralità della Rete secondo la Commissione: trasparenza, facilità di cambio operatore per i clienti, vigilanza della autorità regolatorie.
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Un testo ufficiale della Commissione è trapelato ed è stato pubblicato online. A dispetto delle dichiarazioni del Commissario De Gucht, da esso si evince che la Commissione sta preparando la strategia per un nuovo round di negoziati che avrà luogo in Australia dal 30 novembre. Una strategia che sembra ignorare gran parte delle raccomandazioni del Parlamento Europeo espresse nella Risoluzione del 10 marzo, nella Dichiarazione Scritta 12/2010 e in diverse interrogazioni, scritte e orali, alla Commissione.
ott 21 2010

Nella tarda serata del 20 ottobre, durante la sessione plenaria di Strasburgo, il Commissario De Gucht ha esposto di fronte al Parlamento l’ultima versione di ACTA, come emersa dai negoziati di Tokyo. Di fronte ad ostilità e perplessità diffuse da parte dei deputati, il Commissario De Gucht ha fatto ricorso sia ad informazioni inesatte sia ad informazioni false, ed è arrivato a dare un’interpretazione gravemente errata della Direttiva sul Commercio Elettronico. Il nostro resoconto commentato.
Niccolò Rinaldi, fiorentino quarantasettenne, eurodeputato eletto nelle Liste di Italia dei Valori e relatore ombra per il gruppo ADLE sul negoziato ACTA. Dopo aver fornito un prezioso sostegno alle nostre istanze, sia sulla Dichiarazione Scritta 12/2010 sia nel contrasto al rapporto Gallo, ci ha rilasciato una intervista sui temi che da vicino seguiamo su questo blog.
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Si è chiuso a Tokyo l’ultimo e definitivo round di negoziati su ACTA. Ne è emerso un testo che mostra che l’accordo ha perso molti pezzi per strada. Tuttavia il cambiamento radicale di molti articoli con l’inserimento di vaghezza e incertezza legale e l’inedita opzione di emendamenti da apportare dopo la ratifica rendono l’accordo estremamente pericoloso. Ancora piccoli contrasti fra le parti da risolvere. Entro 90 giorni l’approvazione e poi 2 anni di tempo per entrare a farne parte: diventerà operativo al raggiungimento della sesta adesione. Il Parlamento Europeo deve rigettare questa mostruosità antidemocratica.
set 22 2010
Posted by Paolo Brini as ACTA, Ai confini del copyright, Attivismo, Notizie, Policy
L’adozione del rapporto Gallo segna la vittoria di una battaglia per la lobby del copyright che riesce ad ottenere dal Parlamento Europeo un segnale a favore della soppressione di alcuni diritti fondamentali dei cittadini e dell’abolizione del carattere aperto e neutrale di Internet. Una vittoria ottenuta con ricerche compilate da ciarlatani e petizioni con firme falsificate e di persone morte.
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set 02 2010
Posted by Luigi Di Liberto as Attivismo
La risoluzione comune del Parlamento Europeo del 10 marzo, adottata quasi all’unanimità, ha colto di sorpresa la Commissione e l’insieme dei difensori del monopolio intellettuale, nemici delle libertà fondamentali, collettivamente definiti da una nota attivista messicana come “Reptilia”, una collezione di dinosauri anacronistici. Reptilia tenta di riprendersi dal duro colpo subito, ed usa gli strumenti della disinformazione per contrastare la volontà comune del Parlamento Europeo. In tale contesto, appare significativo un articolo apparso oggi in Italia sul Corriere della Sera, a firma di Edoardo Segantini, che presenta alcune imprecisioni che occorre rettificare.
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Oggi è stata ufficialmente proposta, da esponenti di tutti i gruppi, la risoluzione comune del Parlamento Europeo contro ACTA che verrà votata domani in sessione plenaria a Strasburgo [EDIT - aggiornamento: la risoluzione è stata approvata con 633 voti favorevoli e 13 contrari]. Quasi contemporaneamente è stata presentata ieri una dichiarazione scritta complementare. Ci sono 90 giorni di tempo per raccogliere le firme del 50% +1 dei parlamentari europei e fare così della dichiarazione la posizione ufficiale di tutto il Parlamento.
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