lug 11 2011
Grazie alle esasperazioni prodotte da due Commissari e dal Presidente di AGCom si coalizza l'insorgenza nella Rete. Nonostante le migliorie rispetto a quanto si prospettava, restano immutate le pesanti critiche sui vizi di legittimità per i poteri che l'Autorità si attribuisce. Rischiamo di pagare attraverso il prelievo fiscale le pubblicità che additano a ladri i filesharers e magari anche gli avvocati delle major nei contenziosi? La satira è fair use? I siti-comunità di filesharer ove sono presenti link e/o torrent saranno oggetto dell'attenzionabilità ad AGCom? Notice and takedown all’amatriciana, no grazie. Comunque non siamo disponibili al veleno addolcito come aperitivo di ACTA. Nel frattempo approdano su Facebook AGCom, aprendo una pagina per il confronto sul regolamento, e la SIAE che, insieme a Confindustria Cultura, pubblica su Il Corriere della sera una pagina a pagamento in cui pone 10 domande, mentre il tribunale di Roma ribalta le conclusioni di questa primavera nel merito del caso P.F.A vs Yahoo
giu 17 2011
Posted by Luigi Di Liberto as Ai confini del copyright, Attivismo, Notizie
Il giorno 14 si è tenuta a Roma, presso la Sala delle Conferenze della Camera dei Deputati, la presentazione di un Libro Bianco scritto da molte autorevoli persone e volto a dimostrare la falsità degli studi presentati dalle major sui presunti danni causati dal peer to peer di opere tutelate da copyright e per evidenziare come il regolamento che AGCom sembra intenzionata ad adottare vada ad impattare negativamente sui diritti dei cybercitizens. Ciò ha irritato i due commissari di AGCom nelle foto, Antonio Martusciello e Stefano Mannoni, tanto da indurli a scrivere su Milano Finanza un incredibile articolo ai limiti della querela sulla quale saranno gli autori del dossier a decidere.
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Martedì mattina 14 giugno il Presidente di AGCom, Corrado Calabrò, sarà alla Camera dei Deputati per la relazione annuale sul diritto d’autore. Sicuramente riferirà anche del regolamento sul diritto d’autore che intendono approvare anziché delegare al legislatore tale materia come richiesto da molte ONG durante la consultazione pubblica. Le Associazioni che hanno dato vita all’iniziativa www.sitononraggiungibile.it hanno quindi organizzato nell’immediato dopo relazione di Calabrò, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, una conferenza in cui presenteranno un dossier attraverso il quale si scoprirà che tutto (o gran parte di) quello che ci hanno raccontato sulla pirateria digitale è falso.
“Il diritto d’autore nell’era digitale: comportamenti, percezione sociale e livello di consapevolezza”. Un questionario per indagare alcuni aspetti sociologici relativamente al diritto d’autore nell’era digitale: i comportamenti più comuni degli utenti, la percezione sociale del fenomeno e il livello di consapevolezza delle principali problematiche. Fino a pochi anni fa, prima dell’avvento delle tecnologie digitali e di Internet come fenomeno di massa, il diritto d’autore era una materia di stretta competenza degli “addetti ai lavori”: editori, autori professionisti, avvocati, agenzie, case produttrici…
ICANN, l’autorità che assegna i nomi di dominio, i domini top-level, controlla i root server ed altro ancora in Internet, sta in questi giorni chiedendo pareri sulla propria proposta di subordinare la concessione di nuovi Top Level Domains generici (gTLDs) ad un controllo preventivo sui richiedenti per combattere il terrorismo e le violazioni della “proprietà intellettuale” e difendere “moralità ed ordine pubblico”. Ecco perché si tratta di un’idea pericolosa.

Si è sciolto il gruppo che ha cambiato per sempre Internet, il Piratbyrån, noto ai più per aver fondato The Pirate Bay. Un gruppo che in 7 anni ha ha elevato il livello della discussione sui monopoli intellettuali ed è stato fonte di ispirazione per innumerevoli organizzazioni di attivisti nel mondo. Tutti gli obiettivi del gruppo sono stati raggiunti e l’eredità del Piratbyrån è oggi più viva che mai.
giu 08 2010
Posted by Admin as Attivismo
A seguito di raid avvenuti nel 2005, la polizia spagnola aveva arrestato quattro persone e smantellato un popolare sito di file-sharing. Il caso si era trascinato da allora ma oggi è stato finalmente chiuso. Tre giudici hanno deciso che non è stato commesso nessun reato e hanno paragonato il file-sharing all’antica pratica di condivisione dei libri.
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Con queste parole il Ministro portoghese della Scienza, Mariano Gago, ha scatenato accese polemiche. Eppure si tratta di un’affermazione fortemente supportata da una grande quantità di fatti. Il comunicato stampa del Free Culture Forum, al quale appartiene anche ScambioEtico. Click here for English version.
apr 24 2010
Vi proponiamo la traduzione dell’analisi del Social Science Research Council in merito allo studio di Tera commissionato da BASCAP. L’SSRC, una delle più accreditate istituzioni mondiali indipendenti nel settore delle scienze sociali, mostra perché lo studio di Tera, sulla base del quale Confindustria critica l’auspicio del Ministro Maroni in merito al file sharing, è inaffidabile.
Confindustria Cultura Italia critica la recente posizione del Ministro degli Interni Maroni sul file sharing di opere protette da copyright. Tuttavia l’attacco al Ministro viene portato avanti sulla base di dati raccolti da una ricerca che contiene una serie di gravi errori ed è priva di qualsiasi valore scientifico.
mar 28 2010
Posted by Luigi Di Liberto as Attivismo
Dopo l’oscuramento di The Pirate Bay ed in attesa che il tribunale di Roma sciolga la riserva sulla causa FAPAV vs Telecom ove è stato chiesto anche l’oscuramento di una serie di siti, labaia.net, poiché faceva da proxy per TPB, è stato posto sotto sequestro. Al momento l’accusa è quella generica di “aver consentito l’accesso a TPB”, ma se questo fosse un reato allora tutti i sevizi proxy sono potenzialmente fuorilegge come lo sono tutti coloro che postano un link attraverso il quale si giunge direttamente alla lista dei torrent su ThePirateBay tra cui anche quelli che puntano ad opere del tutto legittime.
In un ambiente in cui hanno fatto lieto folklore un gruppo di affascinanti hostess in abiti pirateschi, molti interventi hanno sottolineato come l’etichetta, che ci è stata in modo negativo affibbiata, non ha fatto altro che creare un immaginario positivo: di questo termine vanno fieri anche molti blogger che in modo corsaro assaltano il caravanserraglio dell’informazione drogata svelando quello che si vorrebbe rimanesse celato.
mar 18 2010
Posted by Luigi Di Liberto as Attivismo
Oltre alla presenza di diversi politici di opposizione e di maggioranza, bacchettati da Tullio Camiglieri a cui ha già risposto Guido Scorza, sono state confermate anche le presenze degli svedesi del PiratPartiet e di The Pirate Bay come pure quella dell’attivista messicana Geraldine Juarez, conosciuta in rete come Miss Pirata.
Ecco il ricco programma definitivo che auspichiamo sabato possa far convergere al teatro Capranica di Roma coloro fieri di dichiararsi Pirati nel significato positivo dell’immaginario salgariano, ma anche coloro che, con mentalità aperta, sono curiosi di avere una panoramica del mondo della condivisione e di interagire con esso.
Mentre molti dei pirati politici che saccheggiano lo stato di diritto hanno convocato, convocano e convocheranno i supporter su piazze lontane dai Palazzi, per meglio piratarne i loro voti, i Pirati Telematici si autoconvocano a due passi dalla Camera dei Deputati per ribadire che il P2P deve entrare nel dibattito politico in un’ottica di legalizzazione, per affermare che la neutralità della rete e la privacy nella navigazione non possono essere svendute sull’ara dei supposti mancati profitti di poche corporation o sull’emotività di fatti che non sono prodotti a causa della Rete. Internet è lo specchio della società, non basta rompere lo specchio per dire che il sistema è sano, meglio usare questo termometro per fare la diagnosi e trovare gli anticorpi alle malattie che affliggono il nostro gravemente malato sistema politico e sociale.
Dopo l’interrogazione dell’8 dicembre 2009 presentata da Christian Engström, rappresentante del Pirate Party al Parlamento Europeo, la preoccupazione sugli effetti che il trattato ACTA produrrebbe sul quadro legale comunitario diventa sempre maggiore, tanto da indurre altri parlamentari a fare altrettanto, Axel Voss e Ivo Belet (PPE), Alexander Alvaro (ALDE) e Britta Thomsen (S&D). Invece in Italia…
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