Gli integralisti del copyright sostengono la necessità di utilizzare tecniche invasive della privacy per combattere le violazioni del copyright. L’enforcement del copyright è compatibile con il diritto a comunicare in privato? Un’importante riflessione di Rick Falkvinge, comparsa su TorrentFreak e tradotta in italiano da Primavera De Filippi.
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Si è chiuso a Tokyo l’ultimo e definitivo round di negoziati su ACTA. Ne è emerso un testo che mostra che l’accordo ha perso molti pezzi per strada. Tuttavia il cambiamento radicale di molti articoli con l’inserimento di vaghezza e incertezza legale e l’inedita opzione di emendamenti da apportare dopo la ratifica rendono l’accordo estremamente pericoloso. Ancora piccoli contrasti fra le parti da risolvere. Entro 90 giorni l’approvazione e poi 2 anni di tempo per entrare a farne parte: diventerà operativo al raggiungimento della sesta adesione. Il Parlamento Europeo deve rigettare questa mostruosità antidemocratica.
Le richieste della FAPAV (Federazione Antipirateria Audiovisiva) sono state rigettate dal tribunale di Roma. Telecom Italia non può e non deve denunciare i clienti né deve procedere alla censura dei siti voluta da FAPAV. Una riaffermazione importante delle Direttive sulla protezione dei dati, sulla privacy nelle comunicazioni elettroniche e sul commercio elettronico.
In un ambiente in cui hanno fatto lieto folklore un gruppo di affascinanti hostess in abiti pirateschi, molti interventi hanno sottolineato come l’etichetta, che ci è stata in modo negativo affibbiata, non ha fatto altro che creare un immaginario positivo: di questo termine vanno fieri anche molti blogger che in modo corsaro assaltano il caravanserraglio dell’informazione drogata svelando quello che si vorrebbe rimanesse celato.
mar 18 2010
Posted by Luigi Di Liberto as Attivismo
Oltre alla presenza di diversi politici di opposizione e di maggioranza, bacchettati da Tullio Camiglieri a cui ha già risposto Guido Scorza, sono state confermate anche le presenze degli svedesi del PiratPartiet e di The Pirate Bay come pure quella dell’attivista messicana Geraldine Juarez, conosciuta in rete come Miss Pirata.
Ecco il ricco programma definitivo che auspichiamo sabato possa far convergere al teatro Capranica di Roma coloro fieri di dichiararsi Pirati nel significato positivo dell’immaginario salgariano, ma anche coloro che, con mentalità aperta, sono curiosi di avere una panoramica del mondo della condivisione e di interagire con esso.
Mentre molti dei pirati politici che saccheggiano lo stato di diritto hanno convocato, convocano e convocheranno i supporter su piazze lontane dai Palazzi, per meglio piratarne i loro voti, i Pirati Telematici si autoconvocano a due passi dalla Camera dei Deputati per ribadire che il P2P deve entrare nel dibattito politico in un’ottica di legalizzazione, per affermare che la neutralità della rete e la privacy nella navigazione non possono essere svendute sull’ara dei supposti mancati profitti di poche corporation o sull’emotività di fatti che non sono prodotti a causa della Rete. Internet è lo specchio della società, non basta rompere lo specchio per dire che il sistema è sano, meglio usare questo termometro per fare la diagnosi e trovare gli anticorpi alle malattie che affliggono il nostro gravemente malato sistema politico e sociale.
Incostituzionale l’implementazione della Direttiva che impone ai provider Internet e alle società telefoniche la memorizzazione per un minimo di 6 mesi dei dati concernenti navigazione, telefonate e localizzazione geografica dei cittadini. In Italia tale Direttiva è stata implementata con il massimo periodo consentito per la memorizzazione dei dati (2 anni).
Il Consejo Fiscal critica il disegno di legge che consentirà al Ministero della Cultura di oscurare o chiudere siti. Il Consejo (l’organo collegiale della Procura Generale) ritiene “dubbio” il fatto che la tutela della proprietà intellettuale debba essere posta alla stessa altezza del resto dei diritti giuridici tutelati – alcuni di essi diritti fondamentali – dalla legge dei Servizi della Società dell’Informazione.
Dopo l’interrogazione dell’8 dicembre 2009 presentata da Christian Engström, rappresentante del Pirate Party al Parlamento Europeo, la preoccupazione sugli effetti che il trattato ACTA produrrebbe sul quadro legale comunitario diventa sempre maggiore, tanto da indurre altri parlamentari a fare altrettanto, Axel Voss e Ivo Belet (PPE), Alexander Alvaro (ALDE) e Britta Thomsen (S&D). Invece in Italia…
Un nuovo comunicato stampa di FAPAV rilasciato con lo scopo di fornire elementi utili ad una migliore comprensione della controversia presenta una serie di inesattezze tali da rendere il caso ancora meno trasparente.
La manifestazione di Berlino ha riscosso un grande successo. 25.000 persone hanno manifestato contro la mania di sorveglianza e di violazione della privacy che diversi governi europei, incluso quello tedesco, stanno dimostrando. Un pessimo episodio, fortunatamente molto ben documentato, mostra come la polizia cercasse deliberatamente lo scontro fisico.
Si è svolto Domenica 6 settembre a Salerno il primo congresso dell’Associazione Radicale Agorà Digitale.
Nonostante la presenza del leader del Partito Pirata Svedese Rickard Falkvinge alla sua prima presenza in Italia i mass media non se ne sono interessati ed hanno ignorato l’evento.
E’ stato certamente affascinante ascoltare la dirompente opzione politica di cui si fa promotore il Partito Pirata Svedese, riduzione a 5 anni della tutela e solo per scopi commerciali.
C′è una quinta dimensione, oltre a quelle che l’uomo già conosce. È senza limiti come l’infinito, è senza tempo come l’eternità. È la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere. È la regione del sopruso legalizzato, una regione che si trova… ai confini del copyright!
In luglio la Corte Suprema austriaca, dopo 4 anni e un’interrogazione alla Corte di Giustizia Europea, ha stabilito che le richieste dei dati personali di persone sospettate di file sharing illegale dall’indirizzo IP non sono ammissibili. Gli ISP devono passare al richiedente i dati personali dei propri clienti solo se ordinato da un magistrato.
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