Approvato il documento presentato dal relatore speciale Frank La Rue su richiesta della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Rapporto conferma come anche per l’ONU l’accesso ad internet sia un diritto fondamentale inalienabile e preminente sullo sfruttamento economico delle opere coperte da copyright.
Al termine dell’ultimo round di negoziati ACTA svoltosi in Nuova Zelanda e conclusosi oggi, i delegati fanno un passo nella giusta direzione: la versione consolidata, allo stato attuale, sarà ufficialmente rilasciata al pubblico il 21 aprile, con l’eccezione delle posizioni dei singoli governi. Anche se con colpevole ritardo, viene accolta una parte della prima richiesta della società civile e del Parlamento Europeo.
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La risoluzione comune del Parlamento Europeo del 10 marzo, adottata quasi all’unanimità, ha colto di sorpresa la Commissione e l’insieme dei difensori del monopolio intellettuale, nemici delle libertà fondamentali, collettivamente definiti da una nota attivista messicana come “Reptilia”, una collezione di dinosauri anacronistici. Reptilia tenta di riprendersi dal duro colpo subito, ed usa gli strumenti della disinformazione per contrastare la volontà comune del Parlamento Europeo. In tale contesto, appare significativo un articolo apparso oggi in Italia sul Corriere della Sera, a firma di Edoardo Segantini, che presenta alcune imprecisioni che occorre rettificare.
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“Non saremmo mai stati capaci di raggiungere questo risultato senza tutto il lavoro che la comunità degli attivisti della Rete ha svolto. Abbiamo dimostrato che normali cittadini che lavorano insieme possono fare la differenza. E questo è solo l’inizio. La comunità di Internet ha iniziato a flettere i muscoli.” Con queste parole Christian Engström, europarlamentare del Partito Pirata, saluta l’accordo fra Consiglio e Parlamento sul Telecoms Package.
Il Consiglio Costituzionale francese ritiene legittima la legge HADOPI 2, pensata per contrastare le violazioni del copyright in Internet. La legge è impotente contro la pirateria online ma può avere efficacia nel limitare l’uso libero di Internet e ostacolare il processo di trasformazione dei cittadini in creatori attivi e distributori di opere.
La maggioranza dei delegati del Parlamento Europeo si arrende definitivamente e segue l’On. Trautmann ciecamente in un testo di compromesso emendato oralmente che tradisce il principio di tutela delle libertà fondamentali dell’emendamento 138 originale. Il Pacchetto Telecom si configura come una sinistra minaccia a Internet e ai cittadini europei: nessuna libertà fondamentale adeguatamente tutelata, autorizzazione al blocco di servizi e applicazioni, incoraggiamento alla collaborazione fra ISP e società private per l’istituzione di una “giustizia” parallela indipendente dalla magistratura che colpisca i cittadini sulla base di semplici sospetti.
I comunicati stampa, gli articoli sulla stampa classica e su Internet e le lettere aperte si sono susseguiti a ritmo serrato per sostenere le libertà fondamentali dei cittadini europei in accordo al preciso mandato del Parlamento Europeo al quale i negoziatori non si sono attenuti. L’identità fra quanto sostenuto da grandi federazioni di imprenditori, decine di associazioni di difesa dei consumatori e mandato del Parlamento Europeo deve imporre ai negoziatori stessi di far partire la conciliazione dal testo dell’emendamento 138 originale. L’On. Trautmann, negoziatrice chiave del Parlamento, dirama un’importante nota che lascia aperta la possibilità di salvare i principi dell’Emendamento 138.
Nei triloghi a porte chiuse del pomeriggio del 13 ottobre, Catherine Trautmann (S&D) e Alejo Vidal-Quadras (EPP) si rendono colpevoli della violazione dell’esplicito mandato dei delegati del Parlamento Europeo, tradiscono la volontà dell’88% dei parlamentari, cancellano l’emendamento 138 e sacrificano i diritti fondamentali di centinaia di milioni di cittadini.
ott 13 2009
Gli avvocati dell’Unione hanno dato il loro parere legale: l’emendamento 138 ha problemi e deve essere cancellato. Tuttavia i loro argomenti legali appaiono inconsistenti. Inoltre esistono forti argomenti politici e di principio sulle libertà fondamentali che rendono i testi del Consiglio e della Commissione inaccettabili. Ecco quello che gli europarlamentari devono sapere.
ott 12 2009
Posted by Paolo Brini as Attivismo
Gli avvocati dell’Unione hanno dato il loro parere legale: l’emendamento 138 ha problemi e deve essere cancellato. Un parere i cui autori non dovrebbero andare troppo fieri visto che il documento che spiega le motivazioni è stato classificato non per divulgazione o pubblicazione e che quindi non deve avrebbe dovuto essere mostrato ai cittadini.
ott 07 2009
Posted by Paolo Brini as Attivismo
ott 05 2009
Posted by Paolo Brini as Attivismo
Dopo essere riuscito ad imporre l’autorizzazione alle condizioni di violazione della Net Neutrality, il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea vuole cancellare anche l’emendamento 138, importante articolo a difesa delle libertà fondamentali dei cittadini nel Pacchetto Telecom. Il Parlamento Europeo si oppone a questa volontà liberticida: riuscirà a difendere fino in fondo i cittadini europei?
Il seminario tenuto al Parlamento Europeo sul Telecoms Package ha enfatizzato l’importanza di un accesso a Internet privo di discriminazioni e ha infiammato il dibattito sul copyright enforcement. Senza compromessi l’intervento di ScambioEtico; imperdibile la serrata discussione fra EuroISPA e BSA concernente la collaborazione “volontaria” fra ISP e federazioni antipirateria; ritornano in Parlamento le parole proibite, Net Neutrality, per bocca del portavoce de La Quadrature du Net.
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